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Anche l'organizzazione non governativa milanese Coopi, impegnata dal 1965 nella cooperazione allo sviluppo e operante in 34 paesi, ha predisposto un intervento di emergenza sanitaria e alimentare per accogliere la popolazione proveniente dall'Afghanistan. A Peshawar (Pakistan) è presente infatti un rappresentante di Coopi che, fino all'attentato dell'11 settembre, coordinava un programma di emergenza sanitaria nella regione di Herat, in Afghanistan. Il progetto prevedeva la gestione di un ospedale per garantire cure sanitarie a bambini, donne e anziani. In seguito agli attentati e al conflitto afgano le ong erano state costrette a lasciare il paese. Ma in questi giorni Coopi ritorna nell'area sconvolta dal conflitto. L'iniziativa dell'Ong diretta da Michele Romano si rivolge a circa 5.500 famiglie sfollate che non hanno accesso ai beni di prima necessità (acqua, medicinali, cibo). Queste 5mila famiglie (per un totale di circa 38mila persone) sono solo una minima parte degli oltre cinque milioni e mezzo di civili afgani che, secondo stime OCHA (Office for the Coordination of Humanitarian Affairs), si pensa abbiano abbandonato le proprie case per trovare rifugio dai possibili scontri. Le aree coperte dall'intervento di Coopi sono quelle di Herat e Mazar-i-Sharif, dove saranno allestiti i campi di accoglienza per gli sfollati. Viveri e acqua, assistenza sanitaria di base, costruzione di impianti igienico-sanitari e ancora coperte, tende e abbigliamento pesante saranno garantiti, almeno inizialmente, dal finanziamento di 200 milioni che la Regione Lombardia ha deliberato a favore di COOPI. L'intervento sarà realizzato dal personale specializzato di COOPI in collaborazione con la ONG afgana RRAA. A Herat e Mazar-e-Sharif saranno presenti due équipe composte da personale afgano appartenente a COOPI, per un totale di 20 volontari tra medici, nutrizionisti e logisti esperti nell'allestimento di campi di accoglienza per gli sfollati. "L'intervento medico-sanitario e la distribuzione di viveri e di acqua sono le priorità assolute" spiega Davide Martina, responsabile degli Interventi di Emergenza di COOPI "per la popolazione afgana che da tempo ha abbandonato le città e le abitazioni e sopravvive nascondendosi nelle campagne". Ma non basta essere presenti e distribuire alla popolazione generi di prima necessità. Paolo Zanfrà, esperto di logistica in partenza per l'area sottolinea un ulteriore aspetto per il successo di qualsiasi operazione umanitaria: "Chiunque desideri operare con rigore e professionalità in un'area come quella deve assolutamente comprendere le dinamiche sociali del luogo. Deve capire e fare riferimento all'espressione locale dell'autorità. E' per questo motivo che noi ci appoggiamo alle ong locali, come l'afgana RRAA. Perché solo lavorando insieme a loro riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi: aiutare la gente". Elena Delbò, ufficio stampa, Coopi – Cooperazione Internazionale tel. 02 3085057, fax 02 33403570, e-mail: ufficiostampa@coopi.org, sito: www.coopi.org c/c bancario 51270 Banca Etica - abi 05018, cab 12100 c/c postale 990200 intestato a COOPI - Causale: Emergenza Afghanistan
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