Un capo che si rispetti lavora bene. E nel caso del nostro premier non c'è nulla di più vero. Sia per quel che ha fatto per il settore pubblico sia per quello privato.
In casa Fininvest è riuscito a scampare alla furia distruttrice delle dannatissime toghe rosse milanesi che lo acccusavano di corruzione. "Assolto per non aver commesso il fatto" è stata la sentenza dei giudici. Bene, peccato che la prima linea della sua azienda sia invece caduta sotto la falce delle accuse. Un capo che si rispetti lavora bene, la scampa e svicola via agilmente dalla situazioni di pericolo. Che ne sapeva lui di quello che facevano i suoi sottoposti? Mica possiamo accusarlo di quel che hanno fatto gli altri. Giusto?
E per l'azienda Italia? Che ha fatto di bello? Molto. E in fretta. Aveva promesso che avrebbe risolto la questione del falso in bilancio (fatto!), che avrebbe riassettato la disorganizzata macchina della giustizia italiana (dategli un mesetto e vedrete), che avrebbe approvato una revisione in materia di successione (fatto anche questo, Piersilvio ringrazia), che avrebbe rilanciato l'istruzione, che avrebbe dato la spallata definitiva alla scassata macchina della sanità italiana, che avrebbe elargito pensioni più dignitose ai nostri nonni, che avremmo avuto una scuola migliore. E la ricerca universitaria? Ecchissenefrega. Tanto tutti presto avremo imparato a parlare l'inglese, a navigare sull'internet, a servire l'impresa. Che vogliamo di più? Un amaro, direbbe qualcuno...
E allora, visto che il capo lavora bene, ecco un riassuntino breve e succinto delle questioni italiane che il nostro premier ha già rimesso in sesto. Non mancano poi i riferimenti ad alcuni spinosissimi aspetti della vita pubblica del nostro amato paese che molto probabilmente a breve verranno riassettati.
Insomma, diamo fiducia al nostro premier. Qualche errorino lo fa anche lui, si muove un po' anche per tutelare i suoi interessi, ma bisogna ammettere che a un capo, per lavorare bene, bisogna liberare i freni, bisogna dargli spazio e tempo per agire, e togliergli di mezzo tutti questi giornalisti inaffidabili che non fanno altro che riportare falsità sul suo conto. E' necessario insomma concedergli una sorta di ... "lebensraum", uno spazio vitale.
Cosa è la nuova disciplina del falso in bilancio? E' la soluzione legislativa dei guai giudiziari del presidente del Consiglio. Lo diceva il centrosinistra...
"Italia non aiutare Bin Laden". Così scriveva l'autorevole Los Angeles Times per scongiurare il nuovo decreto legge italiano voluto dal nostro governo.