Lavoravamo a distanza di circa un metro l'uno dall'altro. Eppure non riuscivamo a vederci, tante erano le polveri e i fumi che ci circondavano in quei capannoni.
A dirlo non è il responsabile dell'area saune delle terme di Chianciano, ma un ex addetto alle lavorazioni di cloruro di vinile. Vorremmo conoscerlo, questo signore. Con tutte le porcherie che si è respirato, è senz'altro un superuomo se è riuscito a campare fino ai nostri giorni.
La storia di Porto Marghera senz'altro la conoscete, ma ve la riassumiamo in due righe, anche perché più la si racconta e meno sembra vera.
Inizio anni '50: la Montedison apre un imponente polo chimico a Marghera, dove produrre CVM, cloruro di vinile monomero, PVC, polivinile di cloruro e altre porcherie che ti intossichi solo a pronunciarne il nome. Deus ex machina dell'impresa è il presidente dell'Eni Eugenio Cefis buonanima, insieme ad altri 27 stimati dirigenti. In oltre trent'anni di onorata attività, il carrozzone chimico di Marghera raggiunge un risultato aziendale invidiabile dal punto di vista della produzione: 157 operai morti di tumore, e altri 400 gravemente colpiti da malattie polmonari. Se Saddam Hussein fosse a conoscenza dell'accaduto, chiederebbe subito alla Montedison di aprire una filiale di Marghera in Kurdistan.
Contribuisci anche tu alla causa dell'inquinamento. Spedisci a Eni e Montedison il messaggio del Mullah Omar!
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As Salaam Alaikum, capi di Montedison e Eni,
io Mullah Omar scrivo voi perché non stato giusto che voi lanciate campagna di guerra batteriologica insieme a nostra. Noi speso tantissimi soldi per antrace e francobolli, e voi, senza dire noi, avete arma più potente di carbonchio, e la usate mentre noi mandiamo nostre lettere. No giusto!
Io scrivere voi e-mail perché so che se scrivevo lettera col cacchio che la aprivate, però, visto che voi più cattivi di noi, io propongo voi collaborazione: noi pagare bene, e io prometto di non convertire voi. Voi piace noi perché frega niente del vostro dio, ma solo denaro. Io letto su vostro giornale che vostra azione avvelenato 7 vongole su 8 in zona turistica. Geniale! Ecco nostro primo ordine per continuare proficua campagna di sterminio che voi e noi iniziato insieme.
- n° 30 cozze veraci pescate in Mestre (consegna George Bush, Casa Bianca, 1600 Pennsylvania Avenue, con biglietto "Al vecchio socio, con affetto").
- n° 2 cefali sempre pescati in Mestre (consegna Tony Blair, 10 Downing Street, Londra, con biglietto "C'è dentro del pesce, ma non è il Principe Carlo").
- n° 25 vongole pescate in porto Marghera (consegna a Oriana Fallaci, New York, con biglietto "Fanculo anche a te!").
- n° 3 granseole sempre di porto Marghera (consegna essere superiore Silvio Berlusconi, Arcore, con biglietto: "Non è Vergine e neanche Acquario, la risposta tra qualche mese al S. Raffaele").
Noi serve fattura, altrimenti io fare fattura voi. Ora noi iniziare con questo piccolo ordine, poi vedere se noi piace voi e contrario. Io sicuro che noi proseguire in accordo.
As Salaam Alaikum, e non fate troppo gli stronzi, altrimenti noi fare brutta figura.
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ASSOLTI I RE DEL MOSTRO CHIMICO
Il 13 marzo 1998 si apriva, presso l'aula bunker di Mestre, un processo contro i dirigenti e i massimi vertici dell'Enichem e della Montedison. Motivo: accertare cause e responsabilità di 157 morti per tumore e oltre 400 casi di malattie tra gli operai che tra gli anni '50 e '70 erano impegnati senza le necessarie precauzioni alla lavorazione di sostanze altamente cancerogene (CVM, cloruro di vinile monomero e PVC, polivinile di cloruro) presso il Petrolchimico di Porto Marghera. Tra i capi di imputazione ai danni dei dirigenti dell'ente petrolifero si contavano disastro colposo per aver inquinato con gli scarichi aria, suolo, sottosuolo e acque lagunari, strage e omicidio colposo.
Marco Paolini, l'attore/autore bellunese che ha fatto innamorare l'Italia per il suo racconto trasmesso da RaiDue il 9 ottobre 1997 sulla tragedia del Vajont, ha trovato altro pane, altre pagine nere della storia italiana su cui affondare i suoi affilati denti. Il suo bersaglio questa volta è la storia del Petrolchimico di Marghera e dei 157 operai morti per le esposizioni al cancerogeno cloruro di vinile monomero (CVM) durante gli "anni d'oro" della chimica italiana.
Dai vertici in giù Dall'ex re della chimica italiana Eugenio Cefis al boiardo di Stato Lorenzo Necci all'ex amministratore delegato della
Montedison Alberto Grandi ecco la lista di tutti gli imputati, di tutte le imputazioni a loro carico e delle richieste di reclusione stilate dal pm Felice Casson per l'affaire Porto Marghera. Una lista che è sì ormai datata visto che, fortuna loro, l'hanno scampata, ma che è sempre bene ricordare...
Numeri dell'inquinamento
Negli anni '70 venivano rilasciate annualmente 242.000 tonnellate di fumi tossici. Ogni giorno venivano emesse in atmosfera 4,6 tonnellate di CVM, 3,5 di dicloroetano, 800 chili di acido nitrilacrilico.
L'accordo Stato-Montedison
E chi si occuperà di bonificare l'area? I responsabili, si spera. Tra la Montedison e lo Stato c'è un accordo da 525 miliardi per la pulizia di nove siti dell'area di Marghera.
Il polo chimico veneziano
La zona portuale di Marghera è sorta dopo il 1920. Si estende per circa 1.550 ettari, 200 dei quali sono riservati al settore commerciale. Il resto ospita stabilimenti industriali.
Per saperne di più
Dalle relazioni tecniche dei periti alle bozze di un primo decreto ecco un dossier stilato da Greenpeace che riassume tutti i punti delle annose questioni relative allo scandalo Marghera.