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MORTO MARGHERA
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  INGIUSTIZIA E' FATTA

Morto Marghera Lavoravamo a distanza di circa un metro l'uno dall'altro. Eppure non riuscivamo a vederci, tante erano le polveri e i fumi che ci circondavano in quei capannoni.
A dirlo non è il responsabile dell'area saune delle terme di Chianciano, ma un ex addetto alle lavorazioni di cloruro di vinile. Vorremmo conoscerlo, questo signore. Con tutte le porcherie che si è respirato, è senz'altro un superuomo se è riuscito a campare fino ai nostri giorni.
La storia di Porto Marghera senz'altro la conoscete, ma ve la riassumiamo in due righe, anche perché più la si racconta e meno sembra vera.
Inizio anni '50: la Montedison apre un imponente polo chimico a Marghera, dove produrre CVM, cloruro di vinile monomero, PVC, polivinile di cloruro e altre porcherie che ti intossichi solo a pronunciarne il nome. Deus ex machina dell'impresa è il presidente dell'Eni Eugenio Cefis buonanima, insieme ad altri 27 stimati dirigenti. In oltre trent'anni di onorata attività, il carrozzone chimico di Marghera raggiunge un risultato aziendale invidiabile dal punto di vista della produzione: 157 operai morti di tumore, e altri 400 gravemente colpiti da malattie polmonari. Se Saddam Hussein fosse a conoscenza dell'accaduto, chiederebbe subito alla Montedison di aprire una filiale di Marghera in Kurdistan. Cose che capitano, quando gli operai lavorano sostanze chimiche altamente cancerogene, senza usare la benché minima protezione.
Il processo contro i filantropi della Montedison, celebratosi ininterrottamente dal 13 marzo 1998 fino al 2 novembre scorso, ha finalmente riportato la luce della verità su questa faccenda tanto contrastata: nella sentenza finale si legge che tutte le malattie polmonari sono state causate dalle mefitiche esalazioni di Cvm della fabbrica, ma questo non implica che la colpa dell'accaduto sia degli allora dirigenti del polo chimico. Prima degli anni '70 infatti, non c'erano prove scientifiche certe che respirare polivinile potesse causare delle conseguenze cancerogene. Dirigenti assolti quindi, e operai in cassintegrazione? No, in cancrena.
La sentenza del tribunale di Venezia, emessa dal giudice Ivano Nelson Salvarani, è di quelle che ti fanno vedere il mondo con occhi diversi. Qualche scienziato ha dimostrato che le antenne di Radio Vaticana bruciano i bambini? No! E allora potenziate un po' i ripetitori per favore, che in Zimbabwe non si sente tanto bene il rosario e a me si è bruciato il forno a microonde. Qualcuno ha dimostrato scientificamente che Hitler commise uno sbaglio nello sterminare sei milioni di Ebrei? No, e allora facciamone fuori un altro paio di milioni. Ci sono prove inoppugnabili sulla pericolosità dei telefonini? No! E allora perché il giudice Salvarani non ne lascia uno nelle mani dei suoi figlioletti (se ne ha) per 12 ore al giorno? Tanto è un giudice, la bolletta è quasi sicuro che gliela paghiamo noi...
La vicenda di Porto Marghera è l'ennesimo ripugnante episodio di una magistatura inutile, disfatta e lontana dalla realtà anni luce? Sarebbe un sogno se fosse solo così. Il giorno successivo all'emissione della sentenza, praticamente coi morti ancora in casa, la Montedison ha reso noto di aver raggiunto un accordo col nostro Governo, quello che ci rappresenta tutti, per bonificare l'area di Porto Marghera. Importo da sborsare: 525 miliardi, più altri 25 da versare al ministero dell'Ambiente e del Territorio. Leggiamola così: la magistratura assolve e la Montedison paga. Il comunicato ufficiale ha parlato di accordo. Qualche lustro giudiziario fa, si usava la parola "tangente". Un'ultima cosa: sul sito ufficiale di Montedison, la dirigenza del gruppo ha commentato con soddisfazione l'accordo, che dà conto del rinnovato impegno di Montedison per l'ambiente e per la sua tutela quali valori fondamentali per la collettività e, con l'affrancamento da gravose eredità del passato, rimuove un potenziale ostacolo sulla strada dello sviluppo della nuova realtà imprenditoriale. E' proprio il caso di dire, rispolverando un vecchio adagio a noi caro, che avete la faccia come il culo, egregi signori della Montedison.

  di S. Porro
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   data: 7 novembre 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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