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PROCESSO ENICHEM - IMPUTATI, IMPUTAZIONI & RIHIESTE DI RECLUSIONETesto tratto da : Petrolchimico.it, dove gli alunni di una scuola di Spinea, con l'autorizzazione del Tribunale di Venezia, pubblicano i verbali del processo di Marghera. IMPUTATI CEFIS Eugenio, nato il 21/07/1921 a Cevidale del Friuli, gia residente a Milano in via Borgonuovo n.15, residente a Lugano (CH) in via Galli n.8; domicilio eletto in Italia presso l'Avv. Giorgio BALDINI, via Cerva n.20, Milano Difensori di fiducia: Avv. G. BALDINI e avv. A. LANZI MEDICI Giuseppe, nato il 24/10/1907 a Sassuolo (MO), ivi residente in via Cavallotti n.138. Dom.to-c/o Avv..to Baldini Giorgio, via Cerva n.20-, Milano Difensori di fiducia: Avv. G. BALDINl e avv. A. BIFFANI SCHIMBERNl Mario, nato il 10/03/1923 a Roma, residente Boulevard du Jardin Exotique, Imm. "Les Oliviers", MC 98000 Monaco. Dom.to presso studio Avv. Marco De Luca, via L.Mascheroni n.2, Milano Difensori di fiducia: Avv. M. De Luca e avv. G. P. ACCINNI GRANDI Alberto, nato il 09.03.1924 a Milano, residente a Pioltello in via Strada Malaspina n.5. Dom.to do Avv.to Alessandri Alberto, via Manin n.3 Milano; Difensori di fiducia: Avv. A. ALESSANDRI Alberto e avv. C. PEDRAZZI PORTA Giorgio, nato a Milano il 7.6.1936, ivi residente in viale di Porta Vercellina n.4 domiciliato presso l'Avv. Angelo Giarda, Via Manin 3, Milano Difensore di fiducia: Avv. O. DOMINIONI GATTI Pier Giorgio, nato il 09/10/1931 a Piacenza, residente a Montecarlo (Principato di Monaco) Av.St.Roman 7. Dom.to do studio Avv. Luigi Stochino, San Marco 4600, Venezia Difensore di fiducia: Avv. G. BANA BARTALINI Emilio, nato a Pisa il 27.5.1912, residente a Milano in via della Guastalla n.15. Dom.to c/o studio Avv. Antonio Mucciarelli, via Manin n.3, Milano Difensore di fiducia: Avv. A. Mucciarelli LUPO Mario, nato a Tripoli l'11.10.1934, residente a Milano in Piazza Principessa Clotilde n.4 Difensore di fiducia: Avv. G. BANA D'ARMINIO MONFORTE Giovanni, nato il 21/11/1927 a Napoli, residente a Roma in via Bonaldo Stringher n.36. Dom.to c/o Avv.to Giarda Angelo, via Manin 3, Milano Difensore di fiducia: Avv.to GIARDA Angelo, via Manin n.3, Milano Sostituto processuale: Dott. Proc. Renzo Fogliata, Cannaregio 1765, Venezia CALVI Renato, nato il 0?/08/1920 a Cazzano di Tramigna, residente a Milano in Piazza Giovanni Amendola n.5; dom.to presso studio avv.to Angelo Giarda,via Manin n.3 Difensore di fiducia: Avv. A. Giarda TRAPASSO Italo, nato il 31/10/1929 a Lanischie (Croazia), residente a Monaco (Principato) 42 Quai Des Sanbarbani. Dom.to c/o Avv.to Alessandri Alberto, via Manin 3, Milano Difensori di fiducia: Avv. C. PEDRAZZI e avv. A. ALESSANDRI DIAZ Gianluigi, nato il 15/12/1931 a Viareggio (LU), residente a Milano in via della , Moscevia n.58. Dom.to c/o Avv.to Carboni Giuseppe, Piazza Bertarelli n.1, Milano Difensori di fiducia: Avv. G. CARBONI e avv. C. BACCAREDDA BOY MORRIONE Paolo, nato il 04/11/1937 a Firenze, residente in Wilmington, Delaware (U.S.A.), 715 Princeton Road. Dom.to presso studio Avv. Antonio Mucciarelli, via Manin n.3, Milano Difensori di fiducia: Avv. A. MUCCIARELLI e avv. F. MUCCIARELLl REICHENBACH Giancarlo, nato il 12.5.1930 a Verona, ivi residente in via Fenilon n.31. Dom.to presso Avv.to Benedini Daniele, via Manzoni n.12, Milano Difensore di fiducia: Avv. D. BENEDINI SEBASTIANI Angelo, nato il 10/06/1913 a Carpeneto Piacentino, residente a Milano in via Alberti Leon Battista n.3. Dom.to c/o Avv.to Benedini Daniele, via Manzoni n.12, h1ilano Difensore di fiducia: Avv. D. BENEDINI FEDATO Luciano, nato il 5.9.1926 a Venezia, residente a Venezia-Mestre in via Carducci nr.38; dom.to c/o Avv.to Angelo Giarda, via Manin n.3, Milano Difensori di fiducia: Avv. A. GIARDA e avv. A. FRANCHINI GAIBA Sauro, nato il 5.2.1931 a Conselice (RA), residente a Venezia-Mestre in via . Gioberti n.5; dom.to c/o Avv.to Alessandri Alberto, via Manin n.3, Milano Difensori di fiducia: Avv. A. ALESSANDRI e avv. C. PEDRAZZI FABBRI Gaetano, nato il 08/12/1934 a Chioggia, residente a Venezia, S. Polo 2814 dom.to presso il difensore avv.to Antonio Mucciarelli, via Manin n.3, Milano Difensori di fiducia: Avv. A. MUCCIARELLI e avv. F. MUCCIARELLI SMAI Franco, nato il 15/03/1931 a Ferrara, residente a Vigarano Pieve (FE), in via Mantova n.5/c. Dom.to c/o Avv.to Giovanni Cesari, San Marco 3480, Venezia Difensori di fiducia: Avv. F. STELLA e avv. D. PULITANO' PISANI Lucio, nato il 01/05/1941 a Napoli, residente a Padova in via Longhi n.13 dom.to c/o Avv. Giovanni Cesari, San Marco 3480, Venezia Difensori di fiducia:Avv. F. STELLA e avv. L. SANTAMARIA ZERBO Federico, nato il 09/12/1940 a Venezia, ivi residente Mestre, via Piave n.12 Dom.to c/o Avv.to Giovanni Cesari, San Marco 3480, Venezia Difensori di fiducia: Avv. R. BETTIOL e avv. G. CESARI PRESOTTO Cirillo, nato a San Stino di Livenza l'8.5.1930, residente a San Donato Milanese, in via Kennedy n.17; domiciliato presso Avv. Dinoia Massimo, via Alberto da Giussano 15, Milano Difensori di fiducia: Avv. M. DINOIA e avv. L. SANTAMARIA BURRAI Alberto, nato a Vogogna (NO) l'8.12.1931, residente a Peschiera Borromeo (Ml) in via Allende 1; domiciliato presso Avv. Giovanni Cesari, San Marco 3480, Venezia Difensori di fiducia: Avv. G. CESARI e avv. G. CARBONI domiciliato presso Avv. Giovanni Cesari, San Marco 3480, Venezia BELLONI Antonio, nato a Milano il 26.11.1919, residente a Milano via M. Pagano 31/A. Domiciliato c/o Avv.to Alberto Alessandri, via Manin 3, Milano Difensore di fiducia: Avv. A. ALESSANDRI RIZZI Nicola, nato a Barletta 1.1.1929, residente a Venezia-Mestre in Corso del Popolo 133. Domiciliato c/o studio legale Avv.to Luigi Quintarelli; S.Croce 861, Venezia Difensore di fiducia: Avv. L. QUINTARELLI GRITTI BOTTACCO Carlo Massimiliano, nato a Padova il 3.8.1927, Residente a Ginevra" Rue Albert Gos 1206. Domiciliato presso studio legale Avv. Jacopo Pensa, Viale Montenero 72, Milano Difensore di fiducia: Avv. J. PENSA MARZOLLO Dino, nato il 09/09/1926 a Venezia, residente a Venezia-Mestre in via Degan n.!0. Dom.to preso il difensore avv.to Antonio Mucciarelli, Mi1ano via Manin n.3 Difensori di fiducia: Avv. A. MUCCIARELLI e avv. F. MUCCIARELLI PALMIERI Domenico, nato a Napoli 8.7.1936, residente a Milano, via Balzaretti n.? Difensori di fiducia: Avv. G. CESARI e avv. D. PULITANO' NECCI Lorenzo, nato a Fiuggi (Fl) il 9.7.1936, residente a Roma in via Doninzetti 7; domiciliato c/o Avv. Paola Balducci, via Pierluigi da Palestrina 19, Roma Difensori di fiducia: Avv. P. BALDUCCI e avv. A. MITTONE PARILLO Giovanni, nato a Roma il 2.6.1933, ivi residente in via Gustavo Giovagnoli n. 109; domiciliato c/o Avv. Giovanni Cesari, San Marco 3480, Venezia Difensori di fiducia: Avv. G. CESARI e avv. D. PULITANQ' PATRON Luigi, nato a Venezia il 5.11.1940, ivi residente San Polo 254; domiciliato c/o Avv. Giovanni Cesari, San Marco 3480, Venezia Difensori di fiducia: Avv. F. STELLA e avv. G. CESARI IMPUTAZIONI Del delitto p. e p. dagli artt.113 - 81 cpv. - 61 n.3 - 589 co. 2' e 3 - 590 - 437 - 449 in riferimento agli articoli 422 e 437 co. 2' c.p. perché, in cooperazione tra di loro e nelle rispettive qualità indicate nell'allegato A), con più azioni ed omissioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, agendo nonostante la previsione dell'evento (e cioè la morte e la malattia di più persone, come indicato negli allegati B1, B2, B3 e B4), per colpa cagionavano il delitto di strage e di disastro di cui agli artt. 422 e 434 c.p., mediante azioni ed omissioni (come meglio specificato più oltre) che cagionavano pericoli per la pubblica incolumità, sia all'interno che all'esterno dei reparti C.V.M. - P.V.C., tanto che ne derivavano la morte e la malattia di un numero allo stato ancora imprecisabile di persone, tra cui comunque quelle di cui agli allegati B1, 82, 83 e B4. In particolare, gli odierni imputati erano venuti a conoscenza dei risultati delle indagini scientifiche a livello mondiale e, in maniera più specifica, dell'esito degli accertamenti sulla pericolosità del C.V.M. - P.V.C., riferito, con pubblicazioni e durante convegni, dal prof. Piero Luigi Viola della Solvay di Rosignano (fin dal 1969), nonché comunicato per iscritto (fin dall'ottobre del 1972) e più volte verbalmente dal prof. Cesare Maltoni di Bologna, accertamenti tutti che segnalavano il pericolo tossicologico e anche cancerogeno derivante dalla lavorazione e dalla trattazione in qualsiasi forma del C.V.M. - P.V.C., pericolo confermato successivamente nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee del 10.12.76 e dall'indagine epidemiologica effettuata dall'Università di Padova nel 1975 - 76 a Porto Marghera, conclusasi con la relazione finale datata 12 marzo 1977, che segnalava una "situazione sanitaria complessiva grave". Inoltre, erano venuti a conoscenza, quanto meno dal 1977, della potenzialità cancerogena del dicloretano (trattato nei reparti CV di Porto Marghera), come poi confermato dal N.T.P. (NATIONAL TOXICOLOGY PROGRAM) e dall'E.P.A. (ENVYROMENTAL PROTETION AGENCY) nel 1978 e dallo I.A.R.C. nel 1979. Nonostante ciò, veniva omesso qualsiasi intervento di blocco (definitivo o anche solo temporaneo) degli impianti (in particolare di quelli più obsoleti e irrecuperabili, ad esempio il CV6, come evidenziato e richiesto dalle piattaforme e dai documenti sindacali, nonché dalla mozione n.4 presentata al Consiglio regionale Veneto il 4 agosto del 1975, mozione cui il presidente della Montedison Eugenio CEFIS rispondeva in data 19 agosto 1975) ; veniva omesso di predisporre e collocare ( o far collocare) sistemi e apparecchi di sicurezza destinati e idonei a prevenire la insorgenza nei dipendenti dello Stabilimento Petrolchimico della MONTEDISON e della MONTEFIBRE di Porto Marghera, nonché nei dipendenti delle varie cooperative d'appalto, di tumori e malattie (anche gravissime), come risulta dai prospetti di cui agli allegati B1, B2, B3 e B4, a causa dei contatto con il C.V.M. - P.V.C. e con il dicloretano; veniva omesso il segnalato richiesto "intervento globale di risanamento degli impianti da un lato e misure che garantiscano per il futuro il monitoraggio continuo dell'ambiente e degli operai" (relazione F.U.L.C. e Università di Padova del 12.3.1977). Ancora più in particolare, la colpa (progressiva nel tempo) e consistita in imprudenza, negligenza, imperizia ed espressa violazione degli artt. 2087 c.c. - artt. 236 co. 1 e 4, 244 lett. a, 246, 354 co. 1 e 2, 374, 375, 377, 383, 387, 389, 391 D.P.R. 27 aprile 1955 n. 547 - artt. 3, 4, 17, 19, 20, 21, 25, 58, 59 del D.P.R. 19 marzo 1956 n. 303, per non aver - pur in presenza delle conoscenze mediche e scientifiche di cui sopra - adottato nell'esercizio dell'impresa tutte e immediatamente le misure necessarie per la tutela della salute dei lavoratori; per aver inserito (o fatto inserire) nei programmi e nei budgets annuali (o poliennali) di investimento e di manutenzione capitoli di spesa relativi, in rnaniera specifica, agli impianti del C.V.M. - P.V.C., del tutto insufficienti rispetto alla necessita di eliminare totalmente e immediatamente le fughe di gas C.V.M. e di dicloretano nell'ambiente di lavoro (reparti) e nell'ambiente esterno (a partire, in particolare, dal programma di investimenti 1973-1975, datato novembre 1973, acquisito c/o la Prefettura di Venezia); per non aver curato che i lavoratori usassero tutti i mezzi necessari di protezione individuale (in particolare quelli addetti alla pulizia delle autoclavi, all'essiccamento e all'insacco) e gli apparecchi respiratori idonei ad evitare l'aspirazione dei gas; per non aver predisposto misure di sicurezza per tutte le fasi del ciclo produttivo (comprese quelle di essiccamento, stoccaggio, immagazzinamento, trasporto, carico, insaccamento, etc.) e per tutti gli ambienti di lavoro, compreso il laboratorio; per non aver separato le lavorazioni insalubri, ponendo in particolare all'esterno dei locali le parti degli impianti potenzialmente soggette a perdite anche straordinarie dei gas; per non aver disposto (o almeno richiesto) lo spostamento dagli ambienti a rischio C.V.M. dei lavoratori della MONTEDISON e della MONTEFIBRE, il cui spostamento era stato indicato come inevitabile nella relazione del marzo 19?7 dell'Istituto di Medicina del Lavoro dell'Università di Padova; per non aver reagito in alcuna maniera o comunque in maniera insufficiente, alle segnalazioni contenute in detta relazione del marzo 1977, in cui si parlava di "situazione sanitaria complessiva grave e tale da richiedere un intervento globale di risanamento degli impianti da un lato e misure che garantiscano per il futuro il monitoraggio continuo dell'ambiente e degli operai"; per aver creato, organizzato e mantenuto una infermeria, una struttura sanitaria e un servizio medico-sanitario all'interno dello stabilimento petrolchimico della MONTEDISON e della MONTEFIBRE di Porto Marghera del tutto insufficienti rispetto alle necessita di prevenzione e di controllo della situazione sanitaria generale e particolare delle migliaia di dipendenti dell'intero stabilimento petrolchimico e, in particolare, delle varie centinaia di dipendenti addetti alla lavorazione e trattazione in qualsiasi maniera del C.V.M. - P.V.C., nonché dei dipendenti delle Società-cooperative che lavoravano in appalto all'interno dello stabilimento, entrando in contatto con il C.V.M. - P.V.C.; per non aver fornito informazioni dettagliate e tempestive ai propri dipendenti di Porto Marghera e ai dipendenti delle ditte che lavoravano in appalto in ordine alla nocività e pericolosità del C.V.M. - P.V.C. (fin dal 1970) e del dicloretano (fin dal 1977), alla realtà impiantistica e alle quantità di emissione in aria (sia all'interno che all'esterno dei singoli reparti), se non a seguito di pressanti richieste sindacali (reiterate in particolare fino al 19?7 e al 1980), generate dalle conoscenze acquisite. "aliunde" dai lavoratori e dai loro rappresentanti di fabbrica e sindacali; per non aver munito di cappe di aspirazione idonee i luoghi in cui venivano effettuate operazioni che per modalità di esecuzione esponevano gli operai addetti ad inalazione dei vapori dei gas suindicati (fasi di prelievo del lattice, pesatura e successiva analisi fisica, pulizia dei filtri, insaccamento del polivinilcloruro); per non aver realizzato sufficienti interventi di conservazione e manutenzione degli elementi degli impianti più soggetti a deterioramento e dei quali andava garantita la perfetta tenuta, onde evitare il rischio di dispersione e fughe dei gas in aree di lavoro (quali valvole, flange, premistoppa e compressori C.V.M.); per non aver tempestivamente installato gascromatografi o altri strumenti di rilevazione in continuo, predisposti anche per segnalare immediatamente in tutti i reparti le fughe (ordinarie e straordinarie) di gas C.V.M. (quanto meno dal 1972) e di dicloretano (quanto meno da! 1978) nell'aria dei luoghi e dei singoli posti di lavoro; per aver comunque installato nel 1975 e successivamente continuato a utilizzare gascromatografi e reti di rilevamento del tutto inidonei a garantire la tempestiva rilevazione delle fughe, l'esatta individuazione del punto di fuga, nonché la concentrazione del C.V.M. nei singoli posti di lavoro, gascromatografi e reti di rilevamento per di più malfunzionanti e comunque in contrasto pure con le previsioni della normativa C.E.E. - direttiva n.78/610 - e con il D.P.R. 10 settembre 1982 n.962, nonché insufficienti numericamente, con particolare riferimento al fatto che presso il reparto CV24, quanto meno fino al 1989, era necessario, ad esempio, interrompere il monitoraggio del C.V.M. sull'intera linea in occasione delle ispezioni delle autoclavi (sprovviste di sistemi di monitoraggio autonomi) ad opera del personale addetto al controllo e alla pulizia, ad ogni ciclo e quindi dopo ogni bonifica. Più in particolare e in aggiunta, per i periodi di tempo di rispettiva competenza, i dirigenti e amministratori della "holding" ENICHIMICA - ENICHEM e delle sue varie Società "figlie" (di cui all'allegato A), pur in presenza di sempre maggiori conoscenze mediche e scientifiche, continuavano ad omettere di adottare nell'esercizio dell'impresa tutte le misure necessarie per la tutela della salute dei lavoratori dipendenti e di quelli delle ditte d'appalto, secondo quanto più sopra meglio specificato, cosi da cagionare i delitti in intestazione indicati, con particolare riferimento alle persone di cui agli allegati elenchi B1, B2, 83 e B4 che risultano aver lavorato presso gli ambienti a rischio C.V.M. - P.V.C. e dicloretano, per i periodi di propria competenza. LE RICHIESTE DEL PUBBLICO MINISTERO - Cefis Eugenio, dodici anni di reclusione - Grandi Alberto, dodici anni di reclusione; - Bartalini Emilio, dodici anni di reclusione; - Gatti Piergiorgio, dieci anni di reclusione; - Lupo Mario, otto anni di reclusione; - Calvi Renato, dieci anni di reclusione; - Trapasso Italo,dieci anni di reclusione; - Darminio Monforte Giovanni, dieci anni di reclusione; - Diaz Gianluigi, otto anni di reclusione; - Morione Paolo, otto anni di reclusione; - Reichenback Giancarlo,otto anni di reclusione; - Porta Giorgio, otto anni di reclusione; - Sebastiani Angelo, quattro anni di reclusione; - Fedato Luciano, quattro anni di reclusione; - Gaiba Sauro, quattro anni di reclusione; - Fabbri Gaetano, quattro anni di reclusione; - Marzollo Dino, tre anni di reclusione; - Smai Franco, tre anni di reclusione; - Zerbo Federico, quattro anni di reclusione; - Patron Luigi, quattro anni di reclusione; - Pisani Lucio, cinque anni di reclusione; - Necci Lorenzo, sei anni di reclusione; - Burrai Alberto, sei anni di reclusione; - Presotto Cirillo, sei anni di reclusione; - Parillo Giovanni, quattro anni di reclusione; - Palmieri Domenico, quattro anni di reclusione; - Belloni Antonio, quattro anni di reclusione; - Gritti Bottacco Massimiliano, quattro anni di reclusione;
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