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Il ministero della Pubblica istruzione ha presentato una bozza di riforma per la scuola italiana. il 19 e il 20 dicembre prossimo si terranno gli "Stati generali dell'istruzione". In quell'occasione verranno discussi i progetti di riforma.Intanto vediamo cosa potrà cambiare. INFANZIA L'asilo (scuola dell’infanzia che va dai 3 ai 6 anni) resta facoltativo e triennale. Ci sarà però un bonus di un anno da spendere nell'ambito del percorso scolastico della formazione. Ciò sta a dire che si potrà arrivare con un anno di anticipo alla fine del percorso scolastico, ovvero in 11 anni di formazione che diventano i dodici minimi garantiti grazie all'anno di credito. SCUOLA DI BASE Nessun cambiamento in vista. La scuola elementare e media restano e si accede al ciclo successivo a 14 anni e non più a 13 come prevedeva la riforma dell'ex ministro Luigi Berlinguer. Gli otto anni saranno divisi, sotto il profilo didattico e della valutazione, in quattro cicli biennali. L'ultimo biennio sarà di orientamento alla scelta successiva. Ai ragazzi vengono offerte informazioni sugli sbocchi, dai licei alle qualifiche professionali. Le scuole devono aiutare gli studenti a scoprire le proprie attitudini offrendo le opportunità di verificare varie discipline. Ad esempio il latino. Questo biennio didattico potrebbe essere considerato come una miniriforma delle medie. Oggi dalla secondaria inferiore esce un 47 per cento di ragazzi con una valutazione di sufficienza, che corrisponde nella realtà a una ridotta possibilità di successo. Per una parte di questi giovani, condannati alla dispersione, è previsto un notevole rafforzamento della formazione professionale, che da settore svilito è destinata a diventare una delle due gambe su cui poggia il sistema nazionale di istruzione. SCUOLA DELL'OBBLIGO Non si parla più di obbligo scolastico fino ai 15 anni. Questo principio viene sostituito dal diritto ad almeno una qualifica in 12 anni. La più immediata si ottiene dopo 8 anni di scuola di base e tre anni formazione professionale. Lo Stato tuttavia garantisce di restare in formazione fino a 18 anni, se non si è raggiunta almeno una qualifica. SCUOLE SUPERIORI Si sceglie a 14 anni e non a tredici come prevedeva la riforma Berlinguer. Ci sono quattro filoni: - licei, di durata quadriennale, per quanti intendono iscriversi all'università o alla formazione superiore. - formazione secondaria a tempo pieno quadriennale per i ragazzi che puntano ad una specializzazione tecnica, senza escludere però l’iscrizione ad una facoltà o alla formazione superiore. - formazione triennale è per chi si accontenta di una qualifica di primo grado e non di un diploma. Oggi questo titolo si può ottenere anche con corsi biennali presso le regioni. Ma dopo un anno integrativo potrebbe ottenere ugualmente il diploma. - formazione in alternanza scuola-lavoro. Che poi vuol dire: a 15 anni, dopo un anno di formazione secondaria, un giovane si divide tra scuola e lavoro, tra due o tre giorni di studio in un centro di formazione e l'azienda. Questa alternanza può essere proseguire fino a 21 anni, con la possibilità di sostenere l'esame di stato e quindi passare all'università o alla formazione superiore. Nei primi due anni di questi quattro filoni è possibile il passaggio tra le diverse opzioni grazie al laboratori per il recupero e lo sviluppo degli apprendimenti, che sostituiscono le passerelle della precedente riforma.
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