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  ACCORDI RAGGIUNTI?
C'è voluta una settimana di sospiri e di trepidanti attese per sentire quel tanto atteso dell'Italia al mandato di cattura dell'Unione europea.
Silvio Berlusconi e il premier belga Guy Verofhstadt si sono infatti incontrati a Roma e hanno raggiunto l'accordo che dovrebbe rafforzare la lotta al terrorismo e ai crimini internazionali, velocizzando così i tempi giudiziari in ambito europeo. Con il sì dell'Italia è stata così scongiurata la rottura con gli altri paesi dell'Ue che si stava profilando nei giorni scorsi e che vedeva il nostro paese sempre più isolato dall'universo Europa proprio alla vigilia del vertice di Laeken, che si terrà in Belgio il 14-15 dicembre.
A dare la notizia dell'avvenuto accordo è lo stesso Berlusconi che, in una conferenza stampa, dichiara: "L'Italia accetta il mandato di cattura europeo e si avvia a firmare un accordo che comunque dovrà tener conto delle necessarie modifiche delle procedure di diritto interno per rendere compatibili le nuove norme europee con i diritti fondamentali previsti dal nostro Paese". Il governo accetta così il nuovo provvedimento. Richiede però una diluizione dei tempi per la sua applicazione, in forza della necessità di nuove leggi costituzionali che adeguino la nostra Costituzione alle nuove misure. Così i partner europei riconosceranno all'Italia una deroga rispetto alla data prevista del 1 gennaio 2004 per l'entrata in vigore della nuova normativa. Per diversi reati (tra cui corruzione, xenofobia, cybercriminalità) l'intesa scatterà solo dal gennaio 2007 e ogni paese fisserà la retroattività per ciascun reato.
Il raggiungimento di questo accordo farebbe nuova luce sulle ipotesi che Berlusconi abbia frenato per evitare grane personali e in particolare per evitare le inchieste del giudice spagnolo Garzon. Il condizionale è d'obbigo perché secondo molti nulla cambia. Lo stesso Berlusconi ha infatti dichiarato che le nuove regolamentazioni europee entreranno in vigore solo se il governo riuscirà a modificare quelle leggi costituzionali in contrasto con i nuovi provvedimenti. Ci riuscirà? O meglio, ha l'intenzione di riuscirci?
Si posticipa così una vicenda che ha rischiato di provocare una spaccatura profonda tra l'Italia e il resto dell'Ue. Il governo Berlusconi, fino a pochissimi giorni fa, si opponeva fermamente al fatto che nella lista dei reati inclusi nel mandato di cattura ci fossero voci come corruzione e riciclaggio. Reati che, secondo parte della magistratura italiana, da anni interessano molto da vicino l'operato del nostro premier. Ma come mai il governo ha fatto dietrofront all'ultimo momento? Chissà. Forse che l'intervento dell'unico maestro dell'arte diplomatica del governo del Cavaliere, il ministro degli Esteri Renato Ruggiero, sia stato provvidenziale per il futuro dell'Italia in ambito europeo? Molti lo credono.
Ma l'ultima parola non è ancora detta. Bisognerà infatti attendere la discussione in parlamento, prevista per domani, giovedì 13 dicembre.

E voi, che ne pensate della parte che ha recitato l'Italia in ambito europeo? Credete che in principio il governo Berlusconi abbia agito per "interessi personali" o che si sia battuto davvero per tutelare le libertà degli italiani? Dite la vostra nei nostri forum.

  TUTTI CONTENTI? NON PROPRIO

Le reazioni dei politici
Il ministro degli Esteri Renato Ruggiero è raggiante. Grazie a lui infatti è stato superato, almeno provvisoriamente, l'ostacolo europeo che poteva mettere l'Italia in una posizione di totale isolamento tra i quindici paesi dell'Unione europea. "Io ho lavorato con il presidente del Consiglio", ha dichiarato il ministro, "spero che tutti siano d'accordo". Una voce contro arriva invece dal vicepresidente della Margherita, Arturo Parisi, che dice: "Sentiamo odore di furbata".

  POSIZIONI DI GOVERNO
Chi rema contro
"Non posso svendere il popolo italiano e il popolo padano per fare un accordo a tutti i costi". Così il ministro della Giustizia Roberto Castelli parlava settimana scorsa ai microfoni di Radio Padania Libera, sottolineando che c'era in gioco la libertà dei cittadini e non normative sulle scatolette di carne...
  I REATI CONTEMPLATI
Giustizia più rapida
Ma quali sono i progetti dell'Unione europea nel campo della giustizia? In teoria l'accordo sul mandato di cattura internazionale dovrebbe rappresentare una sorta di primo passo e dovrebbe essere lo strumento che sostituirà le procedure di estradizione fra gli stati membri dell'Ue.

  di Alberto Burba
gli stessi argomenti su:  Corriere della Serail Nuovola RepubblicaSuperEvaYahoo! Italia
   data: 12 dicembre 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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