Il ministro degli Esteri Renato Ruggiero è raggiante. Grazie a lui infatti è stato superato, almeno provvisoriamente, l'ostacolo europeo che poteva mettere l'Italia in una posizione di totale isolamento tra i quindici paesi dell'Unione europea. "Io ho lavorato con il presidente del Consiglio - ha dichiarato il ministro - spero che tutti siano d'accordo". Più o meno dello stesso parere il presidente Ue, Romano Prodi, che afferma: "L'Europa fa un passo in avanti, e l'Italia non resta isolata. Questa intesa consente di partecipare all'avanzamento a 15 per la costruzione di uno spazio comune di giustizia".
Forza Italia, come era ovvio, si schiera compatta con il Cavaliere. Renato Schifani, presidente dei senatori azzurri, spende parole di altissima fedeltà per il suo capo: "Come volevasi dimostrare, Berlusconi, mostrando il suo profilo di alto statista, ha sciolto il nodo sul mandato di cattura europeo, garantendo la legalità, la sicurezza e i diritti degli italiani, gestendo al meglio una vicenda piena anche di ombre ereditate da una superficiale conduzione dei precedenti governi ulivisti". Gli alleati sono invece un po' meno compatti. Marco Follini, presidente del Ccd, non esulta e dava per scontato l'accordo. "L'accordo - ha detto Follini - era giusto, doveroso e perfino ovvio per il nostro Paese. Come pure è ovvio che l'Europa non è 'Forcolandia'".
L'opposizione dimostra invece un po' di incertezze. Il vicepresidente della Margherita, Arturo Parisi, dice "Speriamo bene... sentiamo odore di furbata. A noi sembrava che il governo dovesse rispondere sì o no. Non vorrei che passassimo dall'isolamento ad una posizione insostenibile per il Paese, dalla commedia alla farsa". Gavino Angius, capogruppo Ds al Senato, è invece contento, ma non come Renato Ruggiero: "Consideriamo questo esito - dice Angius - un successo e un risultato positivo della nostra battaglia. Restano da verificare le modalità e i tempi attraverso i quali tale accordo possa diventare effettivo e operativo". Infine Luciano Violante, capo dei deputati Ds, pone l'accento sui necessari cambiamenti alla Costituzione e dice: "il governo deve chiarire quali sono le modifiche costituzionali di cui parlano il comunicato di Palazzo Chigi e lo stesso Berlusconi. Solo dopo daremo il nostro giudizio sull'operato del governo".