Rompere le palle a chi se lo merita è uno dei compiti a cui più volentieri ottemperiamo. Ai componenti del tribunale religioso islamico che hanno condannato a morte Safiya romperemmo con piacere anche qualcos'altro, se non avessimo il timore di abbassarci al loro livello. Safiya è una giovane nigeriana che tempo fa ha subìto una violenza carnale da parte di un suo concittadino ed è rimasta incinta. La donna si è prontamente recata alla polizia del suo Paese per denunciare l'accaduto. Dopo averla ascoltata, gli zelanti militari hanno deciso di passare subito all'azione: arrestandola per adulterio. La sentenza è stata emessa da uno speciale tribunale islamico che detiene il potere assoluto nello Stato di Sokoto, la regione della Nigeria dove Safiya ha la sfortuna di essere nata. Secondo quanto disposto dalla Shari'a, la legge coranica su cui si basano le disposizioni di quel tribunale, una donna sposata che giace con un altro uomo è sempre e comunque colpevole di adulterio, e quindi merita di morire lapidata. Un'assurdità del genere non se la sarebbe potuta inventare nemmeno Antoine, il mitico inventore della canzone "Pietre". L'improbabile condanna è stata emessa da ormai più di un mese, ma per fortuna la corte d'Appello di Sokoto è intervenuta per proclamarne la sospensione. Sospensione, non ritiro. Di notevole aiuto è stato anche l'intervento del governo nigeriano che, pur non avendo nessun potere sulla sentenza, si è fortemente dissociato dalle decisioni del tribunale islamico.
In realtà, solo l'attenzione dei media internazionali ha permesso la sospensione della condanna di Safiya. Quei quattro soloni peracottari che si fanno passare per giudici della morale maomettana, sono ben consci che avere il fiato sul collo dell'opinione pubblica non giova certo ai loro assurdi giochi. Per questo è partita, in tutto il mondo, una catena di solidarietà per salvare Safiya. La mobilitazione comincia a spargersi anche in Italia, grazie all'opera di diffusione di volontari e giornalisti che si stanno interessando del problema. Tutto quello che possiamo fare per cercare di salvare Safiya, è inviare all'ambasciata nigeriana il testo di una email preparato e diffuso da Amnesty International (a cui noi, ovviamente, non potevamo non aggiungere qualcosa). Per spedire un'email ci vuole poco, basta cliccare qui sotto. Forse non concluderemo nulla di buono, però anche la soddisfazione di intasare la casella di posta a qualche stronzo assassino che si fa passare per musulmano devoto non è male...
ULTIM'ORA(Martedì 19 /12/01, ore 19.40)
Aumentano le possibilità di salvezza per Safyia. La giovane nigeriana potrebbe scampare la lapidazione grazie ad un cavillo, sfruttando il fatto per cui una ripudiata non può essere adultera. Per questo, probabilmente, non sarà eseguita la condanna che le è stata inflitta nell’ottobre scorso dal tribunale islamico di Gwadabawa, nel Sokoto, al nord della Nigeria. Non ci sono ancora riscontri da parte della giovane donna, detenuta in libertà provvisoria nella capanna del padre. Sembra che sia partita e stia cercando di lasciare il suo Paese.
LA LETTERA DI PROTESTA
Aiuta anche tu Safyia! Compila la form qui sotto e spediscila al Presidente della Nigeria.
Il tuo nome: (se vuoi)
Egregio Presidente della Nigeria,
sono un cittadino italiano e questo significa che sto ancora godendo per il gol rifilatovi da Baggio all'ultimo minuto di Italia-Nigeria ai Mondiali del '94. Sono rimasto davvero stupito dal notevole balzo in avanti compiuto dalla Nigeria nella classifica dei Paesi coacervi di fondamentalisti. Complimenti, se continuate così superete presto il primato dell'Afghanistan. Visto che ho estrema fiducia in lei, non perché io la conosca direttamente, ma perché in questi giorni ha le telecamere di mezzo mondo puntate addosso e quindi deve comportarsi da bravo presidente quale lei è, Le chiedo cortesemente di concedere la grazia alla sua concittadina Sayfa Husseini Tungar-Tudu, salvandola dall'assurda punizione inflittale dal tribunale di Sokoto. Sa, non è molto carino lapidare delle giovani donne solo perché sono state violentate e sono rimaste incinta. Non ci farebbe certo una buona figura. Confidando nella sua estrema bontà, aspetto fiducioso sue notizie e le prometto che, qualora Lei accolga la nostra richiesta, chiederemo a Trapattoni di non schierare Baggio in campo nei Mondiali di giugno 2002.
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PARLA L'AMBASCIATA
L'intervista
Ma cosa dicono i funzionari del governo nigeriano? Come hanno reagito alle migliaia di lettere ricevute dalle associazioni e dai privati cittadini inorriditi? Ne abbiamo parlato con l'addetto stampa dell'ambasciata a Roma.
la storia di Safiya
Safiya è una donna nigeriana di 30 anni che le autorità dello Stato di Sokoto, una delle regioni della Nigeria dove comandano i fondamentalisti islamici hanno condannato a morte mediante lapidazione con l'accusa di adulterio.
Dove vige la pena di morte In occidente è quasi ovunque stata abolita. Unica grande eccezione: gli Stati Uniti. Nei paesi islamici e in gran parte del continente africano vige ancora quasi ovunque. Ecco una lista, paese per paese, dove la pena di morte è ancora in vigore, è stata abolita o è in corso di abolizione.