Esistono persone sbagliate che, in tempi eccezionali, perdono tutti i loro difetti. Così Ed Koch, ex sindaco di New York, parlava di Rudolph Giuliani nel suo libro L'uomo cattivo.
L'italoamericano più famoso nel mondo, il procuratore di ferro di New York che ha sconfitto il crimine, lo sceriffo delle strade del Bronx che sfila al Gay Pride è infatti un uomo da un passato non troppo limpido. Grande sostenitore della lotta alla mafia americana è un duro dal grilletto facile. Inflessibile con i barboni e gli sbandati della sua città, artefice della "tolleranza zero" come unico mezzo per combattere il crimine, sostenitore della criminalizzazione di qualsiasi tipo di reato, anche minimo, è comunque un "superman" che, appunto in tempi eccezionali, è diventato "l'uomo dell'anno". Così, al termine del 2001, l'ha infatti incoronato la prestigiosa rivista statuinitense Time che, ogni anno, dal 1925 a oggi, assegna il riconoscimento a uomini e donne che si sono in qualche modo, nel bene o nel male, distinte nel mondo. Rudolph Giuliani è così andato a conquistare un posto di rilievo là dove altri famosissimi nomi hanno contribuito alla storia del globo; dal pioniere americano dell'aviazione Charles Lindbergh nel 1927, all'ayatollah Khomenini nel 1979, allo statista britannico Winston Churchill nel 1940.
Il sindaco più amato dai suoi concittadini e dall'intera nazione, l'uomo malato che combatte contro il cancro, la notte di capodanno si trovava in Times Square per salutare i newyorkesi e per "passare il testimone" al successore Michael Bloomberg alla guida della Grande Mela. Il mandato di Giuliani, iniziato nel 1995, terminava infatti nel 2001. Sei anni alla guida della capitale del mondo che gli sono valsi ammirazione e rispetto da tutto il mondo. In passato anche il collega milanese Gabriele Albertini (che ambisce a diventare uomo dell'anno nel 2003) si era recato da Giuliani per "prendere lezioni" su come si gestisce una metropoli.
Ma come mai il titolo di uomo dell'anno è andato a un sindaco di una città quando in passato è stato assegnato a grandi statisti e brillanti inventori? "La motivazione principale - spiega Jim Kelly, direttore di Time - ha a che fare con l'11 settembre e come, nelle ore cruciali all'indomani dell'attacco, ha saputo farsi carico della situazione, anche dal punto di vista emotivo, in maniera straordinaria. Ha saputo guidare la città con le emozioni, non solo con le parole e le azioni, e in un anno come questo meritava di essere nominato la persona dell'anno".
Tra i finalisti c'era anche l'ormai famosissimo Osama bin Laden. La sua nomination aveva, come ci si può immaginare, innescato enormi polemiche. A tal proposito era però intervenuto il direttore della rivista che aveva affermato: "La persona dell'anno è la persona che ha più marcato gli eventi di quell'anno, nel bene e nel male". Alla fine, per via delle possibili ripercussioni sul piano politico e sociale, la nomination dello sceicco è stata scartata e lo stesso Kelly ha dichiarato che "Bin Laden è una persona troppo meschina, moralmente insignificante, per ricevere il credito per tutto quello che è successo quest'autunno negli Usa".
I MILLE VOLTI DI RUDY
Ma l'uomo d'America è anche un personaggio dai mille volti e dalle mille sorprese. Ecco una galleria di immagini che lo ritraggono in alcuni momenti, più o meno importanti e ufficiali, della sua fortunata carriera politica.
LA BIOGRAFIA
La vita del super sindaco Rudolph Giuliani è nato a New York nel 1944, nipote di emigrati italiani residenti a Brooklyn. I nonni erano originari da Montecatini. Il padre faceva l'idraulico. Rudolph ha da subito le idee molto chiare. Vuole essere un avvocato. Si diploma al Bishop Loughlin Memorial di Brooklyn nel 1961. Nel 1965 ottiene una prima laurea (la bachelor degree) al Manhattan College, università comunale del Bronx.