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  LA CIRCOLARE SULLE SCORTE E LE REAZIONI

Il procuratore Francesco Saverio Borrelli "Soddisfare le attuali condizioni generali di sicurezza". Così il ministro degli Interni, Claudio Scajola, giustifica la riduzione del 30 per cento delle scorte per la tutela di magistrati, politici e sottosegretari italiani. Il 15 settembre, ossia all'indomani degli attentati a New York e a Washington, il ministro distribuisce una circolare per la "revisione e la rimodulazione delle misure di protezione individuali e di vigilanza degli obiettivi".
Con questo documento il Viminale decide quindi di privilegiare la prevenzione del terrorismo, il controllo del territorio e il mantenimento dell'ordine pubblico su qualsiasi altra priorità. Scorte ai magistrati incluse.
Dalla circolare firmata da Claudio Scajola si legge la necessità di intervenire "in modo significativo sull'oneroso sistema dei servizi di protezione individuale e di sorveglianza agli obiettivi sensibili". Il tutto, a detta del governo, senza ridurre gli standard di sicurezza delle persone considerate a rischio. Il Viminale disponeva così la restituzione ai servizi di prevenzione e controllo del territorio di una quota non inferiore al 30 per cento delle risorse e stabiliva un termine di durata per tutte le misure di protezione e maggiori verifiche sull'attualità e gravità dell'esposizione al rischio.
L'origine della polemica sulle scorte ai magistrati nasce quindi, secondo Scajola, dalla necessità di rafforzare le misure di sicurezza e i corpi di polizia del nostro paese in un momento molto rischioso. Lo scorso autunno il ministro dichiara infatti: "Non abbiamo levato le scorte a nessuno. Abbiamo rimodulato il sistema di tutela secondo logiche più attuali e levando sprechi e abitudini brutte. Sono cambiati i tempi. Non è più permesso a nessuno avere dei privilegi" sottolineando così il fatto che, a suo avviso, la scorta è diventata in Italia una sorta di status symbol. Ribadisce poi: "Non abbiamo detto, e non diremo mai, che chi è in pericolo potenziale non debba avere tutela da parte dello Stato. Ma noi diciamo che cambiano costantemente gli obiettivi della criminalità, del terrorismo, della delinquenza comune e chi era a rischio dieci anni fa oggi può non esserlo più. La direttiva sulla riduzione delle scorte ha l'obiettivo di eliminare sprechi e recuperare uomini ad altri servizi di lotta alla criminalità". E sulle ipotesi di piani politici rincara la dose affermando: "Duole dover leggere, proprio in un momento così delicato, dichiarazioni che ipotizzano improbabili manovre politiche, che peraltro sarebbero attuate da prefetto, questore, comandante dei carabinieri e della guardia di Finanza, cioè i componenti dei comitati chiamati a prendere le decisioni in materia".
Coglie infine la palla al balzo quando gli arrivano i primi dati relativi alle nuove direttive e sottolinea: "sono stati recuperati già oltre 1.000 agenti di polizia. Ci sono dunque 150 pattuglie in più che girano in Italia".
Ma queste parole e questi risultati non bastano per placare gli animi e per evitare lo scoppio di una polemica che vede in prima linea i magistrati milanesi e palermitani, quelli delle inchieste su Mani Pulite e i colleghi che da anni combattono la mafia.
La polemica si infianmma però l'11 gennaio 2002, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziaro a Milano. In questa occasione il procuratore generale del capoluogo lombardo Francesco Saverio Borrelli prende una posizione di netto scontro nei confronti del governo. Sulla questione dell'indipendenza dei giudici e sul taglio delle scorte (in particolare a quella del magistrato Ilda Boccassini, divenuta simbolo della lotta alla corruzione e attualmente impegnata nel processo Sme che coinvolge anche il premier Silvio Berlusconi), dichiara: "Resistere, resistere, resistere come sulle linea del Piave. Le riforme annunciate, meglio minacciate con trasparenti intenti punitivi verso una magistratura certamente non al massimo dell'efficienza, ma altrettanto certamente indipendente, ben poco hanno a che fare con l'efficienza". Una dichiarazione secca, fatta davanti a una platea tesissima, dove molti magistrati indossavano la toga nera come forma di protesta contro le posizioni del governo e altri, i rappresentanti di Forza Italia (Fabio Minoli, Fabrizio Cicchitto e Alberto De Luca), lasciavano la sala accusando il giudice di tenere un comizio politico sulla questione del taglio della scorta del magistrato Ilda Boccassini.

 LA LETTERA DI PROTESTA A SCAJOLA
 E tu, che ne pensi? Sei d'accordo con la soppressione delle scorte ai magistrati? Se vuoi protestare, puoi farlo compilando la form qui sotto per manifestare al governo il tuo dissenso. La redazione di Clarence provvederà a stampare e ad affiggere tutte le vostre email di fronte al Palazzo di Giustizia di Milano.
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Il ministro dell'interno ScajolaEgr. Ministro dell'Interno Claudio Scajola
e, p.c., Presidente Silvio Berlusconi, Ministro Claudio Castelli,

sono uno dei tanti cittadini italiani che avete cercato di tutelare sopprimendo le scorte a Ilda Boccassini e a molti altri giudici. Devo dire che non sono affatto soddisfatto del provvedimento, perché ho molto meno bisogno di essere tutelato io che un magistrato che spende il suo tempo a combattere la mafia. Se proprio avete bisogno di soldi per rimpolpare le forze dell'ordine, potrei suggerirvi io una serie di tagli da adottare per recuperare fondi:
1) Il vostro stipendio (che, lo ammetterete, proprio basso non è).
2) Il budget per la brillantina di Gianni Letta.
3) L'interprete di Umberto Bossi.
4) I viaggi di Vittorio Sgarbi.
Protesto inoltre fermamente per la soppressione delle scorte che avete adottato nei confronti dei giudici col provvedimento del 15 settembre e Vi chiedo di ristabilire le dovute e necessarie misure di protezione. Confido nella Vostra intelligenza, convinto che abbiate piena coscienza che un altro magistrato ucciso dalla mafia non gioverà certo al vostro programma di governo.
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  di Alberto Burba
gli stessi argomenti su:  Corriere della Serail Nuovola RepubblicaSuperEvaYahoo! Italia
   data: 23 gennaio 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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