E se provassimo a fidarci? Assodato che privare i giudici antimafia delle
loro scorte, da parte di un governo che li vede come il fumo negli occhi,
denota se non altro una sgradevole mancanza di stile, cerchiamo di
osservare la questione con occhio scevro da pregiudizi. Se Berlusconi
sostenesse che l'orchestra filarmonica di Berlino non ha più bisogno di una
sezione fiati o che lui sarà un eccellente ministro degli Esteri, lo si
potrebbe tranquillamente mandare a quel paese.
Ma se è così sicuro che
nessun mafioso torcerà più un capello a un giudice, tanto da benedire un
provvedimento che toglie la scorta a gente come Ilda Boccassini, io quasi
quasi gli credo. Certo, se me lo assicurasse Bernardo Provenzano in persona
sarei più tranquilla, ma posso accontentarmi.
Ho l'impressione che attualmente sulle reali intenzioni di Cosa Nostra il Cavaliere sia meglio
informato di chiunque altro. Merito del suo intuito, ovvio. O del fiuto
politico. Oppure - honni soit qui mal y pense! - di una certa affinità
elettiva con un movimento che, curiosamente, ha tanti punti in comune con
Forza Italia: l'inflessibile anticomunismo, lo spirito imprenditoriale, il
culto dell'amicizia. Suvvia, il cliché del padrino ingrugnato che non vede
l'ora di fare l'attentatuni al giudice figghiebbottana è roba di ieri,
quando Roma e Palermo erano ai ferri corti.
A differenza di Andreotti, Berlusconi ha capito che, per distogliere il mafioso dai lugubri propositi
di vendetta retrospettiva contro i magistrati, bisogna tenerlo sù di
morale. E nella spensierata Sicilia di Totò Cuffaro non si abbatte nulla,
dalle villette abusive al morale dei boss. Ma sì, almeno sulla questione
scorte, diamo fiducia al povero Silvio. Che poi, a lui, i giudici in fondo
gli piacciono. Se n'è perfino comprati un paio. E se solo Ilda Boccassini
si decidesse a lasciare in pace lui e il suo amico Previti, la scorta
gliela restituirebbe subito, e mica i soliti poliziotti accigliati. Dodici
boys dodici, tutti in lamè, il fior fiore dei figoni dei varietà Mediaset,
che Natalia Estrada nemmeno se li sogna.
LA LETTERA DI PROTESTA A SCAJOLA
E tu, che ne pensi? Sei d'accordo con la soppressione delle scorte ai magistrati? Se vuoi protestare, puoi farlo compilando la form qui sotto per manifestare al governo il tuo dissenso. La redazione di Clarence provvederà a stampare e ad affiggere tutte le vostre email di fronte al Palazzo di Giustizia di Milano.
Il tuo nome: (se vuoi)
Egr. Ministro dell'Interno Claudio Scajola
e, p.c., Presidente Silvio Berlusconi, Ministro Claudio Castelli,
sono uno dei tanti cittadini italiani che avete cercato di tutelare sopprimendo le scorte a Ilda Boccassini e a molti altri giudici. Devo dire che non sono affatto soddisfatto del provvedimento, perché ho molto meno bisogno di essere tutelato io che un magistrato che spende il suo tempo a combattere la mafia. Se proprio avete bisogno di soldi per rimpolpare le forze dell'ordine, potrei suggerirvi io una serie di tagli da adottare per recuperare fondi: 1) Il vostro stipendio (che, lo ammetterete, proprio basso non è). 2) Il budget per la brillantina di Gianni Letta. 3) L'interprete di Umberto Bossi. 4) I viaggi di Vittorio Sgarbi. Protesto inoltre fermamente per la soppressione delle scorte che avete adottato nei confronti dei giudici col provvedimento del 15 settembre e Vi chiedo di ristabilire le dovute e necessarie misure di protezione. Confido nella Vostra intelligenza, convinto che abbiate piena coscienza che un altro magistrato ucciso dalla mafia non gioverà certo al vostro programma di governo.