 | | CON LORO: GIOVANNI TRAPATTONI |  |  |
Giovanni Trapattoni, conosce i Savoia di persona?
I Savoia di Persona sono una grande casa reale, cioè ha a che fare con la realtà. Io sono uno che, con la realtà, ci fa i conti tutti i giorni: produco nobili quotidianamente, cioè. Quindi conosco i Savoia di Persona personalmente, io stesso cioè.
Cosa ne pensa della bocciatura del Parlamento Europeo?
Che prima di bocciarmi, mi facciano l'esame almeno! Credo che l'avversione moderna di sacchiana memoria, in quel di Strasburgo, atleticamente entrante in modo duro ma legittimo, maschio almeno, è stata un'invasione di campo illecito, fuori dalle righe regolamentari, fallo laterale, non farlo centrale, cerca di metterlo sul lato cioè. Non credo che siamo italiani per niente. A casa mia si dice: non fare l'uovo del deficiente.
Cosa significa?
Che Blatter è Blatter, Sacchi è Sacchi, io sono Giovanni Trapattoni, un allenatore che conosco personalmente e che stimo (come, del resto, i Savoia di Persona e l'altro ramo, i Savoia di Stima, un ramo secco, da tagliare nell'economia del gioco).
E' dispiaciuto per loro?
L'oro non dispiace mai, fa sempre piacere, ma guardi che non è questione d'ingaggi. Io qui in nazionale sto bene, l'oro sta bene dov'è, credo in Isvizzera, no?
Sì, in effetti i Reali risiedono in Svizzera.
Perché sono reali, cioè concreti, anche se nella logica campistica gli svizzeri non sono niente, con le banche e il cioccolato e gli ebrei e cetera ci hanno fatto vedere chi sono. Tutte partite così colla Svizzera, uno a zero per loro o al massimo per noi, mai di più, sono tignosi, pieni di tigne, sono bacati, pieni di bachi, come dimostra la storia della mela di Guglielmo.
Chi è? Un altro di Casa Savoia?
No, è un modo di dire cremonese che al mio paese (Cusano Milanino, cioè piccolo Milano, tutt'al più piccolo Milan, sebbene bene fa a lavorare Ancelotti foderandosi le orecchie, orecchiandosi).
Grazie, Trapattoni.
Non c'è di che, cioè ringraziamento col prego, come dicono da me.
|
|