San Bernardino, California. E' il 17 marzo 1948. Un gruppo di motociclisti, tutti reduci dell'aviazione dopo la seconda guerra mondiale, fonda un club motociclistico che prende il nome proprio dalla squadriglia di giganteschi bombardieri dell'aviazione militare: Hell's angels. La leggenda è nata.
Negli anni successivi, con i riflettori della cronaca sempre puntati addosso, il club trova sempre più motociclisti disposti a vestire il teschio alato con l'elmetto da aviatore e a farne una propria ragione di vita, sempre in strada, sempre in sella... San Francisco, Oakland e poi in tutta la California, gli Hell's angels diventano una leggenda su due ruote. Ma non sono tutte rose e fiori: dopo gli scontri di Hollister, nel 1947, dove gruppi di motociclisti (oltre 4000 secondo le cronache) crearono disordini in quella piccola cittadina di provincia a sud della California, la reputazione dei bikers è sempre stata piuttosto "complessa", a volte problematica per i media e per le forze dell'ordine, grazie anche a fatti di cronaca piuttosto pesanti ma, non raramente, "manipolati". Almeno secondo loro...
Ma mentre bikers di tutte le origini e le ideologie se le danno di santa ragione, il loro mito cresce nell'immaginario collettivo. Per la gente, specialmente a cavallo tra gli anni '60 e '70, il biker ha un'aurea romantica, indipendente, libera. Proprio in quegli anni gli Hell's angels proliferano: prima la costa est degli Stati uniti, poi Nuova Zelanda e Australia e contemporaneamente l'Europa, dapprima in Inghilterra, poi Svizzera, Germania, Olanda, Francia, Austria, Danimarca e i paesi della Scandinavia, dove gli "angeli dell'inferno" continuano a dar vita a nuovi "chapters"; in seguito il Sudafrica e il Brasile e infine, nel dicembre del 1995 in Italia, a Milano...