Baw pen nyang... (frase che in laotiano suona più o meno così: no problem.... tipica espressione usata dalle guardie del carcere di Phontong per rispondere alle richieste dei detenuti)
Massimo Lensi è uno dei cinque militanti del partito radicale transnazionale arrestati nel Laos il 26 ottobre 2001, mentre manifestavano per la libertà, la democrazia e la riconciliazione nazionale. Ha scritto un diario nel quale racconta la sua esperienza in quel paese comunista. E l'ha mandato a Clarence dopo aver letto il reportage (di viaggio) del nostro inviato nell'ex paese del milione di elefanti: è davvero tutto un altro Laos...
PRIMA DI INIZIARE A LEGGERE "VIENTIANE GUESTHOUSE" (IL DIARIO DA UNA PRIGIONIA, CHE TROVATE SUBITO QUI SOTTO), ECCO LA CORRISPONDENZA D'AMOROSI SENSI TRA IL NOSTRO REDATTORE REDUCE DAL LAOS E IL MILITANTE RADICALE REDUCE DALLA GALERA LAOTIANA.
Il principale obiettivo di quest'azione di disobbedienza civile era quello di scoprire cosa fosse accaduto e dove fossero finiti cinque studenti che il 26 ottobre 1999 avevano volantinato a Vientiane. Dal momento dell'arresto nessuno aveva saputo più niente di Bouavahn Chanmanivong, Khamphouvieng Sisa-At, Thongpaseuth Keuakoun, Seng-Aloun Phengphanh e di Keochay. Durante l'incontro tra il sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver e il suo corrispondente laotiano Bhoupa Phongsavat, quest'ultimo ha riferito che "sono vivi e in attesa di processo"...
26 ottobre 2001: l'arresto. Finalmente sono arrivato a Vientiane, capitale del Laos. Ieri sera ho attraversato il Ponte dell'Amicizia che collega il Laos alla Tailandia con lo zaino pieno di volantini, ma la pigra dogana non lo ha controllato...
28/29 ottobre: nella merda. Con interrogatorio. Le braccia sono in condizioni penose. Familiarizzo un po' con i miei amici di cella. Spiego in inglese chi sono e perché sono qui. Uno solo mi capisce, nel senso che nessuno parla un po' di inglese.
1/2 novembre: depressione ad altissimi livelli. Voglio un caffè, notizie. Voglio parlare. Dopo il trasloco Olivier è a due celle a sinistra, Nik - finalmente - due a destra. Ma Nik soffre di otite e i sussurri con lui si trasformano in grida...
5/6 novembre: fuori qualcosa sta accadendo. Qualche detenuto ci dice che c'è forte pressione sul nostro caso. Si parla di grosse manifestazioni in Europa per la nostra liberazione e per quella dei cinque studenti. Bene. Mangio felice i miei noodles liofilizzati.
9 novembre: il processo. Veloce, ridicolo e spassoso. Ore 8. Ci infilano in un pulmino. Mezz'ora di guida e ci scaricano al Tribunale di Vientiane. In una stanza dell'edificio ci attende per un breve incontro il sottosegretario agli Esteri italiano...
27 ottobre: carcere o espulsione? Carcere! Le braccia sono ormai gonfie. La mattina la trascorro nel respingere le sempre più pressanti domande dei poliziotti, quasi impauriti dalla novità. Il loro inglese mi diverte: non capisco quasi niente.
30/31 ottobre: prime notizie; isolamento; e una gallina. In cella. Prime notizie dal mondo. Non so ancora come penetrassero il carcere, ma "il postino" dice che "qualcosa si sta muovendo". Infatti, mi sbattono in isolamento...
3/4 novembre: sigarette, noodles e dentifricio. Guardo i prigionieri abilitati a uscire di cella. Coltivano l'orto. Chiacchierano. Ogni tanto qualcuno mi saluta. Mi autorizzano all'uso del denaro sequestrato all'arresto.
7/8 novembre: la tenebrosa magia del codice penale laotiano. Incontri con gli ambasciatori e con il nostro avvocato laotiano. Che ci suggerisce di "chiedere la clemenza della corte". Ma va a cacare, penso. Dimenticavo: ci accusano di attività anti-governativa.
10 novembre: di nuovo in Italia. Alle cinque e trenta del mattino il Falcon finalmente atterra a Ciampino. Ad attenderci sulla pista ci sono Marco Pannella, Sergio Stanzani e tanti altri militanti radicali. Allungo il collo... vedo anche la mia compagna!
Repubblica democratica popolare del Laos. Già protettorato francese e membro dell'Asean e dell'Onu, il Laos ha ribadito con la costituzione del 1991 il monopolio politico dell'unico partito consentito nel paese, il Prpl di matrice nazional-comunista.
Il carcere di Phontong. Phontong (dal nome del villaggio vicino Vientiane che lo ospita) è il nome del carcere destinato ad accogliere i cittadini stranieri arrestati in Laos.
Le torture. Sotto alimentazione e precarie condizioni igieniche in carcere. La tortura più utilizzata durante gli interrogatori è la bastonatura con manganelli avvolti nel filo spinato.
Il reportage di viaggio del nostro inviato Templi magnificenti, trekking in groppa agli elefanti, gli orrori della sporca guerra segreta Usa. E un paese magnifico per capire il fascino dell'oriente. Ecco il Laos raccontato dal nostro inviato. In vacanza.