Tutto è cominciato con l'appello di Francesco Saverio Borrelli: un triplo invito a Resistere a mo' di chiusa del suo ultimo discorso da procuratore generale di Milano. Un "urlo" disperato, che sembrava destinato a finire nel nulla. L'ultima trincea dell'ultimo dei mohicani, anche se per quel ruolo Borrelli non pareva proprio avere il phisique du röle: ve lo immaginate il magistrato gran borghese, amante dell'ippica e melomane, salire sul palco come un descamisado qualsiasi a comiziare il suo sdegno? Eppure, proprio questo è successo.
E mentre l'Ulivo continuava a trastullarsi con la sua incredibile inesistenza, l'urlo di Borrelli diventava, a sorpresa, il motore di una valanga. Una valanga chiamata "indignazione" e che ha dato il là a un crescendo rossiniano di mobilitazioni faidate. Ci sono stati i girotondi attorno ai palazzi di giustizia di Milano, Torino, Bologna, Roma. I professori di Firenze guidati da Paul Ginsborg e Francesco "Pancho" Pardi. La fiaccolata per la democrazia di Napoli. Convegni e assemblee in tutta Italia. Fino all'evento clou del 23 febbraio, la manifestazione milanese del Palavobis. Dopo l'estate dominata dai giottini (i no-global di Genova), è arrivato un (quasi) inizio di primavera con l'esplosione dei girotondini.
Nonostante le critiche, anzi la demonizzazione, subito messa in atto dal governo Berlusconi e dai suoi potenti mass media (ormai s'è pappato pure la Rai...), il popolo dei girotondo ha continuato a crescere. Spostando avanti, come si diceva una volta, il discorso per la difesa della democrazia: domenica prossima, 10 marzo 2002, nelle maggiori città italiane cingeranno infatti d'assedio le sedi Rai. Con l'intento, come scrivono nell'appello alla mobilitazione, "di difendere un servizio pubblico, un'informazione radiotelevisiva libera e quindi pluralistica, ma anche di rivendicare una radiotelevisione che sia un autentico fattore di crescita culturale per la collettività". Non una migliore spartizione bipartisan, dunque, ma un'informazione migliore, condizione indispensabile per avere un paese migliore. Perché questa, checché ne dicano gli ultras berlusconiani, non è una battaglia di sinistra... Anzi: il paradosso della calda primavera che s'annuncia è che la sinistra si trova a sposare le parole d'ordine "law and order" che storicamente appartengono al bagaglio etico e ideologico della destra conservatrice...
"Riprendiamoci la Rai"
Ecco il testo dell'appello che promuove i nuovi "girotondi per la democrazia" in programma in tutta Italia per domenica 10 marzo, alle ore 11. La protesta, questa volta, è contro la "appropriazione indebita" della tivvù pubblica da parte del Berlusca...
Da Bari a Venezia Oltre che la sede di Roma (viale Mazzini 14), nel mirino di questa nuova mobilitazione "faidate" ci sono anche i centri Rai delle più importanti città italiane. L'appuntamento per tutti gli allegri girotondini è sempre per domenica 10 marzo, alle 11 del mattino.
Girotondi virtuali Otto anni fa, nel pieno del primo attacco al pool di Mani Pulite, la società civile si mobilitò usando il fax. Redazioni e uffici istituzionali vennero inondati da tonnellate di carta "indignata", migliaia di mobilitazioni nacquero faxando la loro esistenza all'opinione pubblica. O alla "gente", come si dice ora. Otto anni dopo, il movimento del popolo "indignato" è tornato in piazza. E ha sostituito il fax con l'e-mail e internet...
Per Mani Pulite Dieci anni fa l'arresto di Mario Chiesa, l'uomo simbolo di Tangentopoli. Per commemorare quella data, Milano ha organizzato una festa. Che è una mobilitazione "faidate".
Per le scorte ai magistrati Il ministro degli Interni Claudio Scajola ha disposto che si taglino il 30% delle scorte ai magistrati. Clarence si oppone e ti invita a firmare la petizione per ridare la scorta a Ilda Boccassini.