Otto anni fa, nel pieno del primo attacco al pool di Mani Pulite, la società civile si mobilitò usando il fax. Redazioni e uffici istituzionali vennero inondati da tonnellate di carta "indignata", migliaia di mobilitazioni nacquero faxando la loro esistenza all'opinione pubblica. O alla "gente", come si dice ora. Otto anni dopo, il movimento del popolo "indignato" è tornato in piazza. E ha sostituito il fax con l'e-mail e internet: la rete è infatti oggi l'unico mezzo di comunicazione di massa realmente incontrollabile. Le manifestazioni e i girotondi nascono così attraverso la posta elettronica, che permette una capillarità (a costi assai moderati, il che non guasta) di contatti "rivoluzionaria". Seguono poi i siti veri e propri. In questi giorni, vista la mole di mail e richieste di informazioni arrivate, le ragazze terribili dei girotondi milanesi ne hanno aperto uno: si chiama, ovviamente, permanoperlademocrazia ed è il primo passo per un mezzo di comunicazione "faidate" per le mobilitazioni "faidate"... Al momento il più frequentato è però quello di Mani Pulite. Curato dal webmaster Giovanni Pecora, ha aperto i suoi battenti virtuali una settimana prima dell'incontro del Palavobis e ha ormai raggiunto una media di oltre centomila contatti giornalieri. Per il resto, i lavori sono in corso. In gestazione c'è una pletora di siti. Mentre altri si sono dati al restyling ideologico-contenutistico. Ma siccome in questi giorni si parla tanto, a proposito e a sproposito..., di società civile che rialza la testa, una citazione merita il rinato sito di Società Civile. Si tratta dell'edizione web dello storico circolo nato a Milano nel 1985 e attivo fino alla fine degli anni Novanta. Ideato da Nando dalla Chiesa (e da altri cento soci fondatori, tra cui un Giuliano Urbani non ancora "folgorato" da Berlusconi), il circolo diede vita a un mensile che uscì per circa dieci anni. Poi morì di consunzione e di scelte sbagliate. Ma un nuovo gruppo di persone ha deciso di ridare vita, attraverso la rete di internet, a quella esperienza: "Una rete di contributi", spiegano loro stessi, "fuori dai partiti, per raccontare le malefatte della politica, a destra e a sinistra, e diffondere la cultura della legalità. Alcuni dei promotori di questo sito web vengono dall'esperienza del mensile Società civile. Insomma, ci rimettiamo in cammino, con nuovi amici e un nuovo mezzo di comunicazione". Come andrà oggi dire non si può. Di sicuro, il momento per riprovarci è quello giusto.