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| DON VITALIANO | |||||||||||
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39 anni, prete a Sant'Angelo a Scala (Avellino), don Vitaliano della Sala è considerato un prete antagonista. Già quando era in seminario fu espulso due volte perché aveva preso a cuore in maniera troppo calorosa le istanze dei disoccupati. E a 29 anni, poco prima di prendere i voti, occupò con un gruppo di amici un cinema abbandonato di Avellino, l'Eliseo, trasformandolo in un centro sociale. Ma la sua vita è costellata da numerosi viaggi umanitari. Nel dicembre dell'89 è andato in Palestina con l'organizzazione Peace Now. Nell'agosto del 1993, durante la guerra nella ex Jugoslavia, ha partecipato al viaggio di pace e solidarietà organizzato da 'Beati i costruttori di pace'. Nella ex Jugoslavia è ritornato altre tre volte durante il conflitto. Si è interessato della ricostruzione in Irpinia attuando uno sciopero della fame per attirare l'attenzione sui gravi ritardi e sulle speculazioni che l'hanno accompagnata. Sebbene non invitato, ha preso la parola al Convegno sulla ricostruzione post sismica tenutosi ad Avellino il 30 gennaio 1995, presente il Presidente della Camera dei Deputati on. Irene Pivetti, per denunciare sprechi, lentezze e illeciti della ricostruzione in Irpinia. Nell'ottobre dello stesso anno si è recato nello Sri Lanka. Nel corso del 1996 ha cominciato ad occuparsi di immigrazione, impegno che si è concretizzato nell'ospitalità nel centro di comunità della parrocchia di una famiglia serba e successivamente di due famiglie albanesi e in altre iniziative che hanno richiamato l'attenzione sulle gravi situazioni che spesso si annidano nelle storie di clandestini ed espulsi. Nell'estate del 1997, per protestare contro gli inasprimenti dell'embargo a Cuba, ha esposto la bandiera cubana sul campanile. Qualche mese dopo ha visitato l'isola caraibica. A marzo del 1998, ha partecipato alla missione 'scudi umani' in Iraq organizzata da 'Un ponte per…' contro la minaccia di nuovi bombardamenti americani e contro l'embargo. Si è interessato alle realtà e alle problematiche dell'America Latina, in particolare alla situazione del Chiapas e ha scritto al subcomandante Marcos chiedendo simbolicamente di essere 'arruolato' nell'EZLN. Nel maggio del 1998 si è recato con l'associazione YA BASTA! in Chiapas, come membro di una delegazione di osservatori per il rispetto dei diritti umani e, insieme ad altri componenti la delegazione, è stato espulso a vita dal Messico. Di ritorno dal Chiapas, con altri espulsi, ha attuato una protesta all'interno del Parlamento Europeo di Strasburgo per denunciare l'ipocrisia dell'Europa che proprio in quei giorni stava stipulando un accordo commerciale con il Messico, paese dove sistematicamente vengono violati i diritti umani. A dicembre ha preso parte a un viaggio in Albania che provocatoriamente ripercorreva 'a ritroso' la disperata via del mare battuta dai clandestini. Durante la guerra della NATO contro la Serbia nel 1999, per protestare contro i bombardamenti, è entrato nella base militare di Istrana (Tv), da dove partivano gli aerei da guerra, insieme al prosindaco di Venezia Gianfranco Bettin, al consigliere comunale di Venezia Beppe Caccia e al portavoce dei centri sociali del Nordest Luca Casarini,. Con le stesse persone è andato a Belgrado per una missione di pace. E' ritornato in Serbia poco dopo con una delegazione composta da vari gruppi e associazioni. L'impegno pacifista è continuato in Italia con la partecipazione ad una manifestazione contro l'Agusta di Benevento, una fabbrica che produce elicotteri da guerra. Anche per questa manifestazione è stato aperto un procedimento giudiziario. Nei primi mesi del 2000 ha partecipato a diverse manifestazioni a Milano e a Roma, per la chiusura dei centri di detenzione temporanea per stranieri come quelli di via Corelli e Ponte Galeria, a Bologna contro Forza Nuova, a Firenze contro la NATO, a Genova contro Tebio, a Napoli per la vivibilità delle carceri e per l'amnistia. Oggi don Vitaliano è parroco di Sant'Angelo a Scala ma continua ancora stare in prima linea: due anni fa ha manifestato a fianco degli omosessuali al Gay Pride di Roma, cosa che gli è valsa addirittura un'ammonizione da parte del vescovo. E durante i giorni del G8 di Genova don Vitaliano è sceso in piazza per manifestare contro i mali della globalizzazione. In quell'occasione aveva dichiarato: "La Chiesa non può sottrarsi di fronte alle minacce della globalizzazione: che poi è la nuova forma di colonialismo". Contro la quale don Vitaliano aveva realizzato un presepe particolare: "Una vetrina di McDonald's rotta da un mattone proveniente dalla mangiatoia dove sta Gesù. No, non voglio incitare alla violenza. Il messaggio è: infrangete le vetrine del vostro egoismo". Per maggiori informazioni, cliccate sul sito del parroco antagonista: www.donvitaliano.it
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