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NEL MACELLO PALESTINA
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  UNA STORICA RISOLUZIONE

Il segretario generale dell'Onu, Kofi AnnanIl Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha votato per la prima volta una risoluzione per la creazione di uno stato palestinese vicino a quello israeliano. La menzione compare nella risoluzione 1397, presentata dagli Stati uniti e approvata con il voto favorevole di 14 dei 15 paesi membri del Consiglio di sicurezza (solo la Siria ha detto no). Il voto rappresenta un altro piccolo segnale di speranza nel macello Palestina. E la risoluzione è stata ben accolta sia dai palestinesi che dagli israeliani. "'E' un passo avanti per la nostra resistenza", ha detto Ahmed Abdel Rahman, segretario generale dell'Autorità palestinese, al quale ha fatto eco il ministro dell'Informazione Yassir Abed Rabbo, che ha definito il documento "un grande successo per noi". Parlando alla radio palestinese Rabbo ha però sottolineato come questa risoluzione "non sia ancora sufficiente" e che siano necessari "chiari ed effettivi passi avanti per porre fine alle azioni israeliane e all'occupazione". Israele che, tramite il suo ambasciatore all'Onu, Jehuda Lancry, ha risposto definendo la risoluzione americana "equilibrata". Si tratta della prima risoluzione che gli Usa hanno presentato da quando è iniziata l'intifada palestinese, 17 mesi fa. E come mai Bush sembra essersi finalmente mosso dal suo letargo? Cliccate qui per avere la risposta..
Ma torniamo alla storica risoluzione 1397. Cosa dice in concreto? Ve la proponiamo nella sua versione integrale, tradotta dall'inglese:
 Il Consiglio di sicurezza dell'Organizzazione delle Nazioni unite,
 ricordando tutte le sue precedenti risoluzioni a riguardo, in particolare la 242 (del 1967) e la 338 (del 1973);
 affermando una visione della regione dove due stati, Israele e Palestina, vivano fianco a fianco all'interno di confini sicuri e riconosciuti;
 esprimendo la preoccupazione per il continuare dei tragici e violenti eventi in corso dal settembre 2000, specialmente i recenti attacchi e l'aumentato numero di vittime;
 sottolineando la necessità per tutti gli interessati di assicurare l'incolumità dei civili;
 sottolineando inoltre la necessità di rispettare le norme universalmente accettate della legge umanitaria;
 accogliendo con favore e incoraggiando gli sforzi diplomatici degli emissari speciali degli Stati uniti, della federazione di Russia, dell'Unione europea, del coordinatore speciale delle Nazioni unite e di altri per giungere a una pace globale, giusta e duratura nel Medio oriente,
 accogliendo con favore il contributo del principe ereditario saudita Abdullah:
 chiede l'immediata cessazione di tutti gli atti di violenza, incluse tutte le forme di terrorismo, provocazione, incitamento e distruzione;
 esorta le parti israeliana e palestinese e i loro leader a cooperare nella realizzazione del piano Tenet e delle raccomandazioni del piano Mitchell con l'obiettivo di riprendere negoziati su un regolamento politico;
 esprime sostegno agli sforzi del segretario generale e di altri nell'assistere le parti a fermare la violenza e riprendere il processo di pace;
 decide di continuare a seguire con grande attenzione la questione.

  di Maurizio Pluda
gli stessi argomenti su:  Corriere della Serail Nuovola RepubblicaYahoo! Italia
   data: 15 marzo 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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