Clarence - Società
Clarence
L'ARTE DI COPIARE
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Società > Speciali > Copyleft
  COPIA E INCOLLA
copyleft Otto marzo 2002: il settimanale Internazionale pubblica la traduzione di un articolo scritto da Graham Lawton per il magazine britannico New Scientist. Titolo del pezzo: L'avanzata del Copyleft. Argomento: nascita e successi di un movimento che, in nome della libertà di poter copiare e ridistribuire qualsiasi prodotto di consumo, si batte contro le regole del copyright. In tutti i campi, dall'industria informatica (già "avviata" con il sistema operativo open source Linux) a quella alimentare, passando addirittura tra le aule dei tribunali.
Il bell'articolo del New Scientist era così nato e pubblicato in "regime di copyleft". Il che significava che chiunque poteva copiarlo, ridistribuirlo, ristamparlo per intero o in parte a patto che venisse resa pubblica la nuova versione con un copyleft. Si trattava di un esperimento. Lo stesso autore, al termine del pezzo, scriveva: "Un motivo di questa decisione è vedere quel che succede. Che io sappia questo è il primo articolo di giornale pubblicato con un copyleft. Chissà quale sarà il risultato. Forse l'articolo scomparirà senza aver lasciato alcuna traccia. Forse sarà fotocopiato, ridistribuito, rieditato, riscritto, copiato su pagine web, volantini e articoli in tutto il mondo. Non lo so, ma non è questo il punto: la questione non è più di mia competenza. La decisione adesso sta a tutti noi".
Dieci giorni dopo, il 18 marzo, la Repubblica esce in edicola con un articolo (strillato in prima pagina) dal titolo I ribelli del copyright. Càspita, la prima reazione per chi ha letto il pezzo di Graham Lawton potrebbe essere: "il quotidiano italiano ha raccolto l'invito di New Scientist. L'esperimento sta avendo successo". E via allora a leggere. Dall'incipit dell'articolo si legge che Federico Rampini, inviato a San Francisco, ci sta per raccontare che il nascente movimento del copyleft sta dilagando e che i "pirati anticapitalisti" ottengono sempre più successi. L'autore dell'articolo cita le medesime storie raccontate dal giornalista del New Scientist: la nascita di OpenCola (la prima bibita copyleft), l'esperimento di Wikipedia (l'enciclopedia aperta a tutti), la rivoluzionaria OpenLaw (i primi casi in cui divesti avvocati condividono on line i propri argomenti legali). Cita anche le stesse persone intervistate da Graham Lawton, come Larry Sanger, il caporedattore che cura il progetto Wikipedia.
In sostanza, l'articolo pare proprio un rimaneggiamento dell'originale apparso su New Scientist con l'aggiunta di ulteriore materiale e oops, qualche erroruccio (ad esempio dove la licenza GPL che garantisce il copyleft viene indicata come una "legge" e non come uno strumento legale). Ma, nonostante qualche svista, si dovrebbe essere contenti che anche in Italia sbarca un caso di copyleft, portato poi da un autorevole quotidiano. In molti esulteranno, specie quelli del New Scientist che per primi hanno lanciato il segnale.
Ma andando avanti nella lettura del pezzo non si trova nessun richiamo all'esperimento lanciato dalla rivista britannica e nessun credito viene dato agli autori originali. Solo verso la fine del lungo articolo si legge: « "In un mondo in cui cresce l'opposizione al potere delle grandi aziende, ai diritti restrittivi sulla proprietà intellettuale e alla globalizzazione, l'open source emerge come una possibile alternativa, un mezzo per contrattaccare" ha scritto Graham Lawton sul New Scientist ».
Nulla di più, nessun invito a "sostenere la causa del copyleft" e, peggio, nemmeno un richiamo alle fonti. Il pezzo è stato così scritto prendendo spunto dall'articolo del New Scientist, copiandolo in gran parte e senza condividerne gli intenti.
Nessun appunto al giornalista di Repubblica. Si sa, tutti copiano tutto (questo articolo ne è un esempio) e le idee rivoluzionarie si contano sulle dita di una mano. Ma una nota di disappunto va data per non aver citato le fonti né seguito questo interessante esperimento che tocca gli animi e le passioni di migliaia di persone.
Pollice verso quindi per il quotidiano che dovrebbe (almeno in teoria) rappresentare il popolo della sinistra italiana e quelle frange dei No Global che sicuramente con il copyleft andrebbero a braccetto.

  L'ORIGINALE...
Dalla Gran Bretagna all'Italia
Ecco la traduzione integrale dell'articolo pubblicato originariamente dalla rivista britannica New Scientist. La traduzione e la successiva pubblicazione in Italia (che risale all'8 marzo 2002) è stata curata dalla rivista settimanale Internazionale.
  ...E LA COPIA
Il rimaneggiamento
Qui invece il testo dell'articolo pubblicato il 18 marzo 2002 da Repubblica con il titolo "La sfida degli anti-brevetto Copiare è un diritto". A nostro avviso l'articolo è molto simile (il che è lecitissimo), ma pecca perché, senza citare le fonti, "tradisce" lo spirito del movimento del copyleft. Leggete e giudicate voi.

  di Alberto Burba
lo stesso argomento su:  NESSUNO
   data: 18 marzo 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:
     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.