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  OMICIDIO BIAGI, MILANO IN PIAZZA
Piazza Fontana Dopo l'omicidio di Marco Biagi, l'economista consulente del Ministro del Welfare Roberto Maroni, migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città italiane. Clarence ha raccolto le opinioni dei milanesi.

"E' stato ucciso un uomo!". E' il primo commento di Antonio, operaio che fa volontariato per l'associazione umanitaria Emergency. Mercoledì 20 marzo, a 20 ore dall'assassinio dell'economista Marco Biagi, Antonio era in piazza Fontana a Milano. Insieme a lui altre cinquemila persone scese in strada per manifestare il proprio sdegno a questo attacco alle istituzioni democratiche italiane.
Clarence è andato in quella piazza storica per raccogliere un po' di voci delle persone comuni, dall'insegnante cinquantenne alla studentessa del liceo, all'impiegata del grande magazzino.
Un'opinione accomuna le voci delle migliaia di persone che si sono date appuntamento per quel presidio organizzato dai sindacati: sdegno e timore per la democrazia in questo paese. Molti sono poi preoccupati per le ripercussioni politiche in vista dell'oceanica manifestazione che si terrà a Roma il 23 per la difesa dei diritti dei lavoratori.
Per il momento noi non abbiamo nulla da aggiungere, lasciamo parlare le voci della gente comune e confrontiamo le loro frasi con quelle pronunciate dai "potenti" di questo paese.

Partecipa al Forum Che ne pensate voi dell'omicidio dell'economista Marco Biagi? Omicidio di Stato, frange impazzite delle Brigate Rosse o servizi segreti deviati che fanno scoppiare "casini" prima dei grandi appuntamenti popolari? Dite la vostra.

  VOCI NOTE...
Silvio Berlusconi, Primo ministro
Perché? - "Bisogna uscire dalla spirale dell'odio politico e da un funesto linguaggio degno di guerra civile. E' l'odio ad armare la mano degli assassini".
Claudio Scajola, Ministro degli Interni
Chi è stato? - "L'omicidio di Marco Biagi va ad inserirsi, secondo una consolidata prassi dei gruppi eversivi, in un momento particolare di tensione sociale legato alla modifica dell'articolo 18'".
Francesco Rutelli, Leader dell'Ulivo
Democrazia in pericolo - "Si colpisce ancora una volta un uomo, un altro economista, come fu con Ezio Tarantelli e Massimo D'Antona, per le sue idee e il suo lavoro. Non è una violenza cieca ma lucida: si vuole indebolire la democrazia seminando angoscia e paura".
Gianfranco Fini, Vicepremier
Vietato fermarsi - "Crimine vigliacco. Avanti con le riforme, come voleva lui".
Claudio Scajola, Ministro degli Interni
In merito alla scorta negata - "Se ci fosse stata una tutela non sarebbe successo niente? Oppure avremmo avuto qualcosa di ancora più grave? Avrebbero cambiato obiettivo? Il problema di sconfiggere il terrorismo non si risolve con le scorte. Non è questo il modo per risolverlo''".
Gerardo D’Ambrosio, Magistrato
Sempre sulle scorte - "La nostra contrarietà al taglio delle scorte non era una battaglia di difesa di certi privilegi, ma era la preoccupazione per la sicurezza di persone che sono obiettivamente a rischio e che rimangono a rischio".
A. D'Amato, Presidente di Confindustria
Morte annunciata - "Quella di Marco Biagi è purtroppo una morte annunciata, che nasce in un clima di odio, in una campagna di denigrazione".
Luigi Angeletti, Segretario Uil
Difendere la libertà - "I conflitti sociali e le diverse opinioni sono del tutto secondari rispetto alla libertà di ognuno di noi. Noi siamo prima di tutto uomini liberi, che hanno ereditato un Paese democratico. Quando la nostra libertà viene messa in discussione è la democrazia ad essere colpita. E non ci sono conflitti sociali che possono mettere in discussione la democrazia o la libertà. Una sparuta minoranza di assassini pensa che si possa far sì che milioni di persone libere perdano la loro libertà, ma questo non accadrà mai".
  ...E MENO NOTE
Iride, pensionata
Reisteremo! - "Così ricominceremo a fare politica. Tutto ciò è abberrante, ma non ci fermeranno. Alla manifestazione di roma ci andremo anche con una gamba sola".
Antonio, operaio, volontario di Emergency
Pietà -"E' stato ucciso un uomo".
Alberto, pensionato
Speranza - "A Roma ci andremo, nonostante tutto e con il sorriso sulle labbra".
Alice, studentessa
Che succede? - "E' necessario capire che questa è una situazione da controllare. Perché non abbiamo idea di ciò che sta dietro".
Maria, attivista politica
Puntuali - "Puntualmente si è verificato un fatto gravissimo in vista della manifestazione che ci sarà a Roma per la difesa dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori".
Roberta, segretaria d'azienda
A Roma! - "Ci bloccheranno i treni per andare alla manifestazione di Roma".
Daniela, fisioterapista
Dopo il Palavobis - "Me lo aspettavo. Sono le prime avvisaglie dopo i girotondi e il Palavobis".
Silvia, studentessa
Pietà 2 - "La prima reazione? Pietà umana".
Savino, impiegato
D'Antona - "Ho rivisto il 'film' dell'omicidio D'Antona. Ma in chiave peggiore, perché questa è un'intimidazione bella e buona".
Renata, impiegata
Dalla parte dei lavoratori - "Ogni volta che c'è un confronto democratico succede una tragedia. E ciò danneggia principalmente i lavoratori".
Ferruccio, insegnante
Piazza Fontana 2? - "Temevo che accadesse qualcosa dopo la bomba al Viminale. Temevo una seconda Piazza Fontana".
Cinzia, Barbara e Anna, impiegate
Omicidio di Stato - "E' un omicidio di Stato. Una provoazione che ostacola le lotte dei lavoratori. Pare proprio il 'casino annunciato' prima della manifestazione di Roma".
Lia, docente
Sempre i soliti - "Per una volta, potevano cambiare strategia...".

  PAGINATREdi: Lia Celi 
Omicidio Biagi: gratta il terrorista, scopri il padrone stronzo
Brigate Rosse peggio di Confindustria:
fanno fuori un lavoratore senza giusta causa


BOLOGNA. Loro l'articolo 18 dello Statuto lo hanno già abolito senza tanti complimenti, e da molti anni. Quando un lavoratore dà noia per le sue idee o per il suo comportamento, lo si elimina e basta. Niente scrupoli per la giusta causa, niente compensazioni economiche, niente risarcimenti, e nemmeno una lettera di licenziamento come si deve: al massimo, qualche velata minaccia affidata a un volantino sgrammaticato e piombo quanto basta per evitare che il malcapitato venga reintegrato dal pretore. I soliti biechi industrialotti del Nordest? Niente affatto: a conquistare la palma mondiale del comportamento antisindacale sono i sedicenti paladini armati della classe operaia, le Brigate Rosse. E l'omicidio dell'economista bolognese Marco Biagi ne è l'ultima, tragica riprova... [ CONTINUA ]

  di Alberto Burba
gli stessi argomenti su:  Corriere della Serail Nuovola Repubblica
   data: 21 marzo 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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