L'uomo si impegni nel lavoro più propriamente umano, costruire nel e contro il deserto il principio e la fine della strada, il senso. Perché se gli uomini non edificano, come vivranno?
(Thomas Stearns Eliot)
L'invito giunto in redazione era chiaro: siamo lieti di annunciare il restyling del sito ildue.it - net magazine dei detenuti di San Vittore, che sarà arricchito di tante novità, online dal 17 marzo 2002. A questo proposito vi invitiamo alla conferenza stampa che si terrà il 18 marzo presso la sezione penale maschile della casa circondariale di San Vittore, piazza Filangieri 2, Milano. Ed è così che in una splendida mattina di fine inverno un redattore di Clarence si è presentato al portone del carcere milanese. Ha suonato, uno spioncino si è aperto, la guardia ha dato il via libera: da qui comincia lo speciale che trovate qui sotto.
Ero appena arrivato nell'isola di Pianosa con la nave del mercoledi dopo aver fatto un transito nel penitenziario di Porto Azzurro sull'isola d'Elba. Ancora tutto dolorante per le gentili attenzioni riservatemi dalle guardie del penitenziario della Castiglia di Saluzzo, che secondo loro avevano sventato una mia spettacolare evasione con l'efficace contributo di Pietro Nobel... In ogni caso, ero a Pianosa e la mia prima impressione vedendo intorno a me soltanto acqua, beh venni assalito dall'umidità, già...
L'evasione più celebre che io ricordi è stata quella di Santino Stefanini, attualmente detenuto a San Vittore, organizzata in complicità con l'artista newyorkese Laurie Anderson, Miuccia Prada, Germano Celant, il direttore di San Vittore Luigi Pagano, e decine di altre persone non appartenenti alla criminalità organizzata, ministro della Giustizia di allora, Giovanni Maria Flick, compreso. E' stata l'evasione più tecnologica. La più raffinata, la più seguita e condivisa da migliaia di persone. E' durata un mese. "Una fuga virtuale"...
Erano gli anni delle rivolte per le riforme sul carcere quelli a cavallo tra il '60 e il '70, ed io ero finito dentro per una storia che a raccontarla ci sarebbe da dormire in piedi, ma nello stesso tempo una storia ambientata in un mondo dai contorni kafkiani. In ogni caso, in quei dieci mesi di galera mi avevano fatto fare un bel po' di turismo casanziere (dove casanza, sta per carcere). Nel mio tour de force da un grand hotel all'altro, fino ai Palace... Ma con le giornate sempre piene d'impegni mondani, per esempio il mettere in piedi le lotte che poi però sfociavano regolarmente in rivolte e nel contempo lavorare alla preparazione delle nostre tele, cioè delle evasioni.
Detenuti online... Hanno scritto nella homepage: "Si chiama Ildue perché dal due, da piazza Filangieri 2, a Milano, cioè dal carcere, vogliono uscire. Vogliono uscire corpi, ma vogliono uscire anche parole e immagini. Per avere più spazio, per dialogare con quelli che stanno fuori, per costruire qualcosa insieme. Per sentirsi vivi.
Per farlo si sono messi insieme donne e uomini liberi, donne e uomini prigionieri.
Perché abbia un senso, speriamo che non rimanga un monologo di quelli che sono al due, ma che diventi un dialogo con il mondo".
Per far sì che questo sogno diventi realtà, si sono un'altra volta rimboccati le maniche. Il sito esiste infatti da circa due anni, ma agli autori non bastava più: lo hanno voluto migliorare, farlo diventare più interattivo, in poche parole aumentare gli spazi di "evasione". Hanno fatto un bel restyling grafico e, soprattutto, hanno aggiunto nuove sezioni: un forum, un sondaggio, una newsletter, le evasioni celebri (vedi box qui a sinistra). E' stato anche piantato un "alberino", dai cui rami virtuali pendono storie di legge e di umanità, dal reato alla libertà, in quattro tappe: arresto, carcere, processo, definitivo.
Un lavoro mica da ridere, ma fatto in allegria e con il tempo a disposizione: ci sono aiuti e collaborazioni esterne, il nocciolo duro è però la quindicina di detenuti (fra San Vittore e Bollate) impegnati nella redazione del sito.
E non è tutto. Perché prima del sito c'è stata la carta: Magazine 2, il periodico dei detenuti del carcere di San Vittore. Un'esperienza conclusa oggi, dopo sette anni di militanza dietro le sbarre. Ma prima di morire, il magazine ha dato vita a due sue clonazioni: Il Due Notizie, un notiziario distribuito settimanalmente (gratis) a tutti i detenuti di San Vittore e Bollate. Esce sotto la responsabilità di Emilio Pozzi, con la collaborazione degli allievi dell'istituto di formazione al giornalismo. Viene distribuito in carcere il lunedì, il giorno dopo va invece online sul sito. I Quaderni del Due, un periodico destinato alla società libera, che uscirà prima dell'estate, diretto da Emilia Patruno.
Un grande fotografo a San Vittore, un reportage dal carcere milanese: le immagini in bianco e nero di Roby Schirer raccontano cosa succede dietro le sbarre di piazza Filangieri 2.