A Milano si troveranno nella centralissima e splendida Loggia dei Mercanti all'ora del prime time, mentre i canali Raiset (o Mediarai) scalderanno i motori per le edizioni serali dei tiggì omogeneizzati. A Reggio Emilia, Bologna, Manerba del Garda, Ancona, Verona e molte altre città italiane faranno lo stesso. E lo faranno all'insegna dello slogan "Spegni la televisione, accendi la libertà": un'intera giornata, sabato 20 aprile 2002, da dedicare alle proteste contro il monopolio (berlusconiano) dell'informazione e la tv spazzatura. Magari riscoprendo il piacere di una serata da passare non davanti all'amniotico monoscopio domestico, ma in osteria, a teatro, in piazza, facendo rumorosamente sentire la propria voglia di disintossicarsi dal rincoglionimento da etere televisivo.
Un'iniziativa che ha il gusto particolare dei sogni romantici e un po' velleitari. Ma che in questo "velleitarismo" trova anche la sua forza. Politica. Perché si è appena consumata la grande abbuffata del Polo sulla Rai, con la tornata di nomine alle reti e ai radio-telegiornali. Perchè come dice nel suo appello il comitato organizzatore, non a caso chiamatosi Os.Te. (da Oscuriamo la Televisione), "ogni nostra televisione accesa è come un voto a favore del padrone".
Non solo teleutenti Contro il monopolio dell'informazione e la tv spazzatura. Per dare una scossa alle coscienze e alle capacità critiche dei cittadini. Ecco il testo dell'appello del comitato dell'Os(curiamo la)Te(levisione) per l'iniziativa "Spegni la televisione, accendi la libertà". Con un invito a darsi da fare in prima persona, organizzando in tutte le città comitati per iniziative alternative: cinema, musica, visite guidate ai musei, giochi e animazioni per bambini nei parchi, serate di lettura sulla Costituzione...
Il sito di riferimento Non c'è ancora un punto di riferimento nazionale per i movimenti di boicottaggio delle tivvù. Ma chi cerca informazioni sulla rete, ha comunque un indirizzo che vale la pena visitare: è quello dell'associazione milanese Le Girandole, nata l'ottobre dello scorso anno per protestare contro la decisione del governo Berlusconi di tagliare le scorte ai magistrati. L'associazione fu poi fra le promotrici della manifestazione del Palavobis. E ora di questa nuova giornata di mobilitazione: sul sito troverete infatti una serie di indicazioni tecniche sulla giornata di sabato 20 aprile.
Giro girotondo... Il popolo dei girotondi e la sua richiesta di democrazia e legalità. Dopo la giustizia, tocca alla Rai: domenica 10 marzo iniziative attorno alle maggiori sedi della tivvù pubblica. Ma voi cosa ne pensate?
Giro giroscuola... Il popolo indignato non si ferma. Ora tocca alla scuola pubblica: sabato 13 aprile girotondi attorno al ministero della Pubblica istruzione, alle scuole e ai provveditorati di tutta Italia.