Nel 1996, grazie soprattutto alle pressioni di una mobilitazione mondiale, la Federazione calcistica internazionale (Fifa) ha definito i termini di un accordo con la Confederazione internazionale dei sindacati liberi (Icftu) e con la Federazione internazionale dei lavoratori del tessile-abbigliamento-cuoio (Itglwf) per l'adozione di un codice di condotta da estendere alle imprese che fabbricano palloni e altri articoli sportivi su sua licenza. Ecco quali sono gli aspetti rilevanti del codice Fifa: espresso richiamo alle convenzioni fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Oil): età minima di avviamento al lavoro, divieto di lavoro forzato e in schiavitù, non discriminazione nell'occupazione, libertà di associazione e diritto di negoziazione collettiva; obbligo a corrispondere salari equi; orari di lavoro di 48 ore settimanali; applicazione del codice all'intera catena della subfornitura del licenziatario; obbligo da parte dei fornitori a dare accesso ai siti produttivi a ispettori qualificati.
Questo codice non è però mai stato applicato dalla Fifa per le forti resistenze delle grandi case produttrici e della Federazione mondiale dei produttori di articoli sportivi. La campagna Un altro mondiale è possibile ha fra i suoi obiettivi quello di chiedere alla Federazione internazionale di far diventare obbligatoria questa normativa per tutti gli sponsor e i marchi licenziatari. Fra i 23 giocatori selezionati dal ct Trapattoni l'unico ad aver finora aderito è Damiano Tommasi.