"Segavano i rami sui quali erano seduti e si scambiavano a gran voce le loro esperienze di come segare pił in fretta, e precipitarono con uno schianto, e quelli che li videro
scossero la testa segando e continuarono a segare".
(Bertolt Brecht)
In termini calcistici il risultato è chiaro: il centrosinistra unito ha battuto il centrodestra in questa tornata di elezioni amministrative. I dati definitivi li trovate qui sotto, nel link che porta al sito del ministero dell'Interno, per cui non vi annoieremo con lunghi elenchi. Vale però la pena ricordare che sui 10 comuni capoluogo che sono andati al ballottaggio, l'Ulivo & alleati se n'è portati a casa ben otto (Gorizia, Verona, Piacenza, Alessandria, Cuneo, Asti, Frosinone, Cosenza), mentre la Casa delle libertà ha vinto solo a Oristano e Isernia. C'è poi da segnalare che il centrosinistra è tornato a vincere al nord: si è ripreso Piacenza, ha espugnato Verona (dove gli avversari erano dilaniati da lotte intestine) e ha sfondato in cittą ostiche come Monza, Alessandria e Asti. Dunque, i dati parlano chiaro. Tanto che oggi Il Giornale (organo di stampa ufficiale del governo) non ha potuto che commentare "A forza di liti il Polo perde Verona. Il centrodestra battuto anche a Monza e Asti, ma nel Veneto la sconfitta più amara: la sinistra vince con l'aiuto dell'ex sindaco di Forza italia".
Per il centrosinistra è vera gloria? Francamente, non sembra. Non sembra, cioè, un risultato "farina del sacco" di un'opposizione efficace e ficcante. In questo primo anno di governo Berlusconi, l'Ulivo è riuscito nella titanica impresa di rendersi ridicolo anche agli occhi degli osservatori più amici. Verbosi, inconcludenti, litigiosi, ecco il ritratto di Rutelli e soci. Gli unici veri segnali di opposizione sono arrivati dal mondo sindacale (la battaglia contro la modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori) e dalla società civile (il cosiddetto popolo dei girotondi). Ma anche qui i leader del centrosinistra hanno fatto fatica a capire questi segnali. A farsene carico con intelligenza e decenza politica. Come i passeggeri del Titanic, hanno continuato a ballare il valzer degli scazzi e degli odii personali, mentre la nave sembrava destinata ad affondare.
Solo che, forse, la nave non affonderà. E' arrivata infatti questa tornata amministrativa, gli elettori sono andati a votare e hanno detto che l'Italia, almeno potenzialmente, non è in maggioranza berlusclona. Sarà forse perché si sono ricordati cosa è successo da quando il centrodestra è andato al governo? Si sono ricordati di cosa succede ogni volta che devono andare in ospedale, a scuola, in un'aula di tribunale? Si saranno ricordati delle promesse berlusconiane di un nuovo miracolo italiano che si è rivelato tale solo per il cavaliere Silvio Banana e per i suoi amici Previti, Dell'Utri e compagnia?
Forse, e più semplicemente, questo voto amministrativo ha dato ragione a Indro Montanelli, che dopo la vittoria del centrodestra alle ultime politiche disse: "E ora lasciamoli governare, ché poi così la gente li boccerà alle prossime elezioni"...
Chi ha vinto e chi ha perso
in questa tornata amministrativa
La risposta quotidiana di Clarence alla Vita, l'Universo e Tutto Quanto...
10 giugno 2002
Ho seguito con molta tenerezza a partecipazione le dichiarazioni del dopo-elezioni amministrative. Tenerezza e partecipazione che ho distribuito in modo equo tra il dramma della destra (essersi fidati di elettori borghesucci che sono corsi al mare appena chiuse le scuole) e quello della sinistra (aver interpretato il voto come una vittoria, inneggiando agli stessi movimenti e girotondi che pochi mesi fa hanno ridicolizzato in piazza - e senza alcuna eccezione - i poco credibili leader dell'opposizione). Leggo invece su Repubblica che saremmo stati spettatori di una "riscossa del centrosinistra", di un "ritorno dell'Ulivo" (nel corsivo di Massimo Giannini) e - parole di Rutelli e Fassino - di "un'inversione di tendenza"...