La Camera ha detto sì alla legge n. 47 sulla procreazione medicalmente assistita. Il provvedimento ora deve passare al Senato, ma ci arriva sull'onda di fortissime polemiche. Finora ha vinto infatti il partito trasversale dei cattolici (vogliamo dirlo? Gli immarcescibili neo/post/democristiani), che è riuscito a imporre forti limitazioni: la fecondazione sarà possibile solo alle coppie sposate e a quelle di fatto (omologa), ma non si potrà ricorrere al seme di un estraneo (eterologa); è vietata la creazione di più di tre embrioni per coppia; i medici che vorranno lo stesso praticare l'eterologa rischieranno da uno a tre anni d'interdizione; è stata introdotta l'obiezione di coscienza. E tutto ciò solo per stare ai punti più vergognosi. Per saperne di più, abbiamo chiesto un commento a chi ha cercato di evitare il varo di una così brutta legge: Federica Casadei, mamma in attesa di fecondazione assistita e portavoce delle mammeonline.
DUNQUE E' FATTA... di Federica Casadei "Dunque è fatta, l'hanno approvata. La giornata di martedì io e le mie compagne di sventura l'abbiamo passata incollate chi alla televisione chi alla radio, a seguire in diretta il dibattito parlamentare che avrebbe deciso la nostra sorte di donne sterili. Non mi vergogno a dire che più di una volta sono scoppiata a piangere nel sentire il presidente Casini pronunciare la formula di rito "la Camera respinge" con la quale annunciava la bocciatura, uno dopo l'altro, degli emendamenti che avrebbero potuto salvare la procreazione assistita e, con essa, la mia unica speranza di diventare madre. A un certo punto della diretta parlamentare ha citofonato l'infermiera Cinzia, che viene a farmi le iniezioni di ormoni necessarie per il mio prossimo tentativo, il terzo, di fecondazione in vitro; le ho raccontato quel che stava succedendo in Aula e si è commossa anche lei, tant'è che poi le tremava la mano e la puntura mi ha fatto più male del solito, per gradire. E molte amiche mi hanno telefonato in lacrime, chiedendomi se stavo sentendo, se avevo sentito, com'è possibile, non ci posso credere, credici pure, hanno votato, la legge è passata, bastardi maledetti che gli venga un brutto male (non si immagina cosa possa uscire dalla bocca di una donna in terapia ormonale...)
Una legge delicatissima, che deve stabilire le regole per le donne e gli uomini che vogliono avere un figlio, ma non ci riescono. Che entra nelle case, nelle camere da letto e nelle coscienze. Che rischia di violare dolori e speranze private. E' la legge n. 47 sulla procreazione medicalmente assistita, arrivata alla discussione finale in Parlamento. Verrebbe da dire, finalmente. E invece no, perché si tratta di una brutta legge. Tanto brutta da aver mobilitato un cartello di associazioni trasversali per dire no al provvedimento e convincere il maggior numero di parlamentari a votare contro. Ma non solo, perché come dicono le mammeonline (che fanno parte di quel cartello), "noi vogliamo la legge, ma una buona legge: non un'accozzaglia di divieti oscurantisti il cui unico scopo è rendere impossibile la procreazione medicalmente assistita. Vietare la fecondazione eterologa, vietare la crioconservazione degli embrioni, mettere un limite al numero di embrioni producibili, significa rendere impraticabile la procreazione assistita e impedire a migliaia di persone di diventare madri e padri; inoltre, significa incrementare il mercato nero e obbligare a viaggi costosissimi all'estero per fare altrove ciò che qui sarà impossibile". Ci sembra una battaglia di civiltà. Che vale la pena raccontare, anche perché i primi giorni di discussione in aula ci hanno fatto vedere che sui banchi del Parlamento siedono troppe poche donne. E troppi uomini capaci soltanto di nascondersi dietro il paravento del "voto di coscienza". A destra come a sinistra...
"Non è questa la legge che vogliamo: vogliamo una legge sulla procreazione assistita, ma che sia una buona legge, non un'accozzaglia di divieti oscurantisti motivati solo da scelte ideologiche": così comincia il testo che è stato inviato ai parlamentari e ai mass media per spiegare il senso della battaglia contro il provvedimento in discussione alla Camera. Un testo che potete firmare anche voi...
Ma che cos'è la fecondazione in vitro? Che differenze ci sono fra quella eterologa e quella omologa? E il prelievo degli ovociti? Domande legittime, alle quali cerca di rispondere il sintetico glossario che trovate continuando a leggere qui.
E' quello delle mammeonline, una delle associazioni che hanno darto vita al cartello contro la legge in discussione alla Camera. Dal loro sito abbiamo preso gran parte dei materiali di questo speciale, ma c'è molto altro ancora di interessante. Vale la pena andare a darci un'occhiata...
Una testimonianza "Mi chiamo Cristiana, ho 30 anni, vivo in provincia di Torino, sono sposata da quasi 8 e ho una bambina, Francesca Maria Luna, di un anno nata grazie alla fecondazione assistita. Francesca è arrivata dopo anni di sofferenze, delusioni, stimolazioni ormonali dolorosissime e test di gravidanza ostinatamente negativi! Il mio problema (o colpa, come molti bigotti credono) è, da sempre, l'ovaio policistico: una patologia, pare, di origine genetica (tant'è che non si esclude la possibilità che anche Francesca sviluppi la sindrome) che inibisce l'ovulazione e, di conseguenza, la possibilità di concepire in modo naturale. I miei cicli durano, normalmente, più di 100 giorni.
All'inizio fui seguita da ginecologo privato della mia zona, una brava persona, competente e umano, ma privo dei mezzi necessari per affrontare un problema come il mio. Dapprima fui sottoposta a cure blande al fine di regolarizzare il ciclo. Mi furono prescritte, per anni, delle pastiglie a base di ormoni che avrebbero dovuto indurre l'ovulazione e, una volta che avessi cercato una gravidanza avrebbero dovuto permettermi di rimanere incinta, ma la mia sindrome è piuttosto grave per cui non reagivo e non reagisco a dosaggi così blandi. Per anni sono andata avanti tra attese, speranze e grandi delusioni.
Il testo approvato alla Camera Ecco i punti principali della legge sulla fecondazione artificiale, cosė come č stata approvata dalla Camera. Ora il provvedimento passa al Senato. Per il momento, a voi non resta che leggere e inorridire...