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PROCREAZIONE ASSISTITA
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  "UN'ACCOZZAGLIA DI DIVIETI"
Cara amica, caro amico,
è in discussione alla Camera il disegno di legge sulla procreazione medicalmente assistita. E' inutile dire quanto ci sia bisogno in Italia di una legge che metta ordine in un settore che è oggi un far west senza regole, ma siamo in molti a pensare che il testo all'esame della Camera sia totalmente inadeguato e che, se diventerà legge, servirà solo a ostacolare il più possibile, fino a renderlo impossibile, il ricorso alle tecniche di fecondazione assistita. Ecco infatti alcune delle norme contenute nel progetto di legge (il cui testo completo è disponibile sul sito della Camera):
 (1) il ricorso alla procreazione assistita è consentito "solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico";
 (2) possono accedere alla procreazione assistita solo "le coppie di adulti maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile";
 (3) è vietata la procreazione assistita eterologa, cioè con seme di donatore o con ovulo di donatrice;
 (4) per ciascun tentativo di procreazione assistita non possono essere creati più di tre embrioni e tutti gli embrioni prodotti devono essere trasferiti nell'utero della donna;
 (5) è vietato il congelamento degli embrioni;
 (6) è vietato l'aborto selettivo di uno degli embrioni in caso di gravidanze plurigemellari.
Chiunque può rendersi conto di quanto siano restrittive queste norme, e chiunque abbia vissuto sulla propria pelle la triste esperienza della procreazione assistita sa che esse significano trasformare una pratica medica già adesso dolorosissima in un vero e proprio calvario. Per non parlare di coloro che, essendo sterili, non potranno più ricorrere alla donazione di gameti per avere un figlio col proprio partner. Sembra che l'unica preoccupazione del legislatore sia tutelare la dignità dell'embrione (che in realtà, quando si parla di procreazione assistita, è un pre-embrione formato da poche cellule) a totale discapito della dignità e della salute psicofisica delle persone, e soprattutto delle donne, che si sottopongono alla procreazione assistita. Persone, ricordiamolo, che ricorrono a queste tecniche non per capriccio, ma perché colpite da una patologia che impedisce loro di procreare in altro modo.
NON E' QUESTA LA LEGGE CHE VOGLIAMO: VOGLIAMO UNA LEGGE SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA, MA CHE SIA UNA BUONA LEGGE, NON UN'ACCOZZAGLIA DI DIVIETI OSCURANTISTI MOTIVATI SOLO DA SCELTE IDEOLOGICHE.
Se condividi il nostro dissenso, ti preghiamo vivamente di aderire al nostro appello inviando via e-mail questo testo direttamente all'on. Dorina Bianchi (Ccd), che è la relatrice del disegno di legge, all'indirizzo BIANCHI_D@CAMERA.IT.

  di Maurizio Pluda
gli stessi argomenti su:  Corriere della Serail Nuovola RepubblicaYahoo! Italia
   data: 13/21 giugno 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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