Una notiziola. Una quisquiglia. Una carabattola. Ma emblematica del clima da medioevo del terziario avanzato che stiamo vivendo. Eccola, la notizia: il regista premio oscar Giuseppe Tornatore gira uno spot per l'Aima (Associazione italiana malati di Alzheimer). Un bel Pubblicità Progresso che viene regolarmente inviato alle reti Rai e Mediaset per la messa in onda gratuita. Solo che in onda questo spot non va. Mediaset visiona lo story board e immediatamente lo cestina (alias, lo censura). La Rai manco si degna di dare una risposta: non lo trasmette, punto e basta. Un'ordinaria storia di censura da basso impero che sarebbe passata in sordina se Dagospia non l'avesse rivelata urbi et orbi. Sono subito scoppiate polemiche e dibattiti, ma i redattori del sito di Roberto D'Agostino non si sono lasciati impressionare dalla fanfara. E oggi hanno raddoppiato il loro meritorio scoop con la pubblicazione del video incriminato.
Ma cosa c'è di così scottante in questo spot? Com'è possibile esercitare la censura su una malattia così terribile? Domande che trovano risposta solo mettendosi nei panni (e nella consolidata leccaculaggine verso i padroni) dei burocrati dell'ormai regime unico televisivo Rainvest. Nello spot accade infatti che un anziano signore si aggiri spaesato nell'aula del Parlamento, tra onorevoli che discutono e litigano forsennatamente sulle sorti del Paese (o sulla quantità di poltrone da spartirsi…). Nessuno se lo fila, fino a quando il povero vecchio arriva davanti al presidente della nobile assise e comincia a urlare, alzando le mani al cielo. A questo punto entrano in scena due commessi che lo prendono e lo accompagnano fuori da Montecitorio. Irrompe una voce fuori campo: "Quest'uomo ha una grave malattia: l'Alzheimer. Le istituzioni hanno una malattia più grave: l'indifferenza". Fine, titoli di coda, info per contattare l'Aima.
Apriti cielo. Delitto di lesa maestà parlamentare. I burocrati Rainvest devono aver pensato alle telefonate che avrebbero ricevuto dall'alto. E allora si sono fatti più realisti del re e hanno messo la sordina allo spot. Solo che avevano fatto i conti senza l'oste: in questo caso, Dagospia, le sue fonti e Clarence. Che hanno messo a nudo il re e i suoi meschini scherani, mettendovi a disposizione online lo spot censurato. Scaricatelo qui sotto e vedete quello che non vogliono farvi vedere.
Ecco, in esclusiva per i lettori di Clarence, lo spot girato da Giuseppe Tornatore a favore dell'Aima, Associazione Italiana malati di Alzheimer. Rai e Mediaset hanno rifiutato di trasmettere questo spot perché, pare, contiene l'affermazione "Quest'uomo è malato di Alzheimer. Le istituzioni hanno una malattia ben più grave: l'indifferenza", che potrebbe essere considerata vilipendio alle istituzioni. Da quando la verità è vilipendio?