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ACCORDO SUL LAVORO
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  UN PATTO PER L'ITALIA?
La Cgil scende in campo e prepara una nuova ondata di scioperi per salvare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Gli altri due sindacati (Cisl e Uil) si siedono invece al tavolo con il governo e la Confindustria e firmano un accordo: il Patto per l'Italia o, come l'ha definito Guglielmo Epifani, numero due della Cgil, il Patto per Forza Italia che pare essere l'anticamera per lo smantellamento di quell'articolo per la cui difesa milioni di lavoratori sono scesi in piazza.
Cisl e Uil si accordano quindi con la maggioranza per sospendere per tre anni la tutela al licenziamento per giusta causa in tutte le aziende, a prescindere dal numero di lavoratori assunti. In cambio ottengono l'impegno del governo a stanziare 5,5 miliardi di euro per la riduzione della pressione fiscale sui redditi inferiori ai 25mila euro annui.
Si tratta di una "sperimentazione temporanea e parziale" dice il ministro del Welfare, Roberto Maroni. "Per i nuovi assunti la deroga varrà finché restano in azienda" ribatte invece il ministro per le Attività Produttive Antonio Marzano che dà così una sua personale interpretazione del patto che però smaschera le reali intenzioni del governo di rendere per sempre più facili i licenziamenti. Parole, quelle di Marzano, che hanno subito infiammato il leader della Cisl Savino Pezzotta che trovandosi spiazzato ha detto "L'articolo 18 si applica alla impresa e non al singolo lavoratore. Il ministro dovrebbe saperlo".
Alla faccia del "buon accordo" in cui speravano i due sindacati che pareva avessero trovato un punto di contatto con il governo e che speravano, in qualche modo, di salvare capre e cavoli.
Chi invece si era posta in netto contrasto era la Cgil, esclusa dal tavolo delle trattative, unica realtà sindacale che ha detto da subito di essere pronta a un referendum per bloccare le modifiche e che ora si prepara a scendere in piazza per un nuovo sciopero generale.
Sergio Cofferati, leader della Cgil che conta più di 5 milioni di iscritti, aveva infatti dichiarato: "è un pessimo accordo, che toglie dei diritti a delle persone e non dà nulla a chi non ne ha".
La polemica è così scoppiata tra le mani di politici e sindacalisti e difficilmente si placherà presto. Il nuovo accordo su mercato del lavoro, fisco, e spese sociali raggiunto dopo diverse contestazioni e colpi di scena ci riserverà nuovi scontri e manifestazioni di piazza. Prepariamoci, sperando, come ha detto il leader della Cgil in un incontro dell'associazione Aprile della sinistra Ds "che ci siano scelte politiche coerenti nei mesi a venire".

Partecipa al Forum Cosa ne pensate della firma del patto sul lavoro? Avete il timore che venga modificato per sempre l'articolo 18 così come vogliono gli industriali e il governo Berlusconi? Secondo voi aumenteranno i posti di lavoro o soltanto i disoccupati? Discutetene nel Forum che abbiamo aperto per voi nel canale Società di Clarence.

  PER SAPERNE DI PIU'
  UNA SCHEDA
Lavoro, fisco, spesa sociale, ecco cosa prevede l'accordo firmato da governo, Confindustria e parti sociali. Di seguito una scheda che riassume i punti portanti del "Patto per l'Italia - contratto per il lavoro".
  LE REAZIONI
"Chi non ha firmato il patto per l'Italia non può sedersi al tavolo per l'attuazione del medesimo" dice Gianfranco Fini. Sergio Cofferati gli risponde: "Escluderci dalla trattativa è un attacco alla democrazia". Alcune reazioni dopo la firma del patto.
  LA GUERRA DI SERGIO
E' come nel barbiere di Siviglia, solo che invece di "tutti lo vogliono" qui è "tutti lo cazziano". Sergio Cofferati, segretario generale in scadenza della Cgil, è nel mirino dell'intero mondo politico e sindacale italiano. In questi ultimi giorni è successo infatti che su di lui si sia concentrato un autentico fuoco di fila: i Ds litigano e si dividono su una mozione di appoggio, lasciandolo in sostanza con le spalle scoperte; Cisl e Uil si defilano dalla lotta contro le modifiche all'articolo 18 e si preparano a firmare un Patto per l'Italia con Berlusconi; il governo osserva tutto ciò, gongolando...

  di Alberto Burba
gli stessi argomenti su:  Corriere della Serail Nuovola Repubblica
   data: 9 luglio 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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