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  LA DESTRA S'ARRABATTA
Enrico La LoggiaDopo aver tergiversato a lungo, alla fine è sceso in campo il leader maximo, sua eccellenza il cavaliere premier: "Non ho parole per la sconcezza di quanto sta accadendo", ha detto Silvio Berlusconi riferendosi alle polemiche al Senato sul ddl Cirami. "Difendiamo un diritto giusto, mentre lo slogan della sinistra è mentire, mentire, mentire". Ma dalla trincea della destra oggi è stato un fuoco di fila di dichiarazioni che hanno tentato di difendere l'indifendibile: che queste norme non siano pro domo sua (alias, il Berlusca). Ha cominciato stamattina il ministro degli Affari regionali, Enrico La Loggia, ospite di Radio Radicale per uno spazio di filodiretto dedicato alla battaglia in corso in Parlamento sulla questione del legittimo sospetto: "Siamo esterrefatti ed indignati per questa presa di posizione così grave, ingiustificabile e ingiustificata. Si tratta del diritto per i cittadini, tutti i cittadini, di poter fare una domanda. Lo dice la Cassazione, che c'è un buco che va colmato. E sarà la Cassazione a verificare se il legittimo sospetto sarà fondato. E la Cassazione potrà spostare il processo ad altra città. E allora cos'è? Non hanno fiducia nei giudici dell'altra città? Io credo che ci sia evidentemente una strumentalizzazione politica, e vorrei tanto che facessero le barricate per battaglie di libertà, non contro le battaglie di libertà. Mi pare veramente esasperante e mi indigna questo tipo di lotta politica senza costrutto, senza proposte, che la sinistra persegue contro gli stessi suoi interessi. Perché vorrei vedere quali giudizi daranno gli elettori di questo centrosinistra su questa lotta così violenta. E anche gli elettori della sinistra, credo, avranno molto da ridire sull'atteggiamento dei loro rappresentanti". Quanto ai processi in corso, La Loggia ha aggiunto di non voler entrare "nel dettaglio. Dico solo che accanto al 'resistere resistere resistere' si dovrebbe iniziare a porre anche il verbo 'smettere smettere smettere' rispetto alla serenità della magistratura, e alla possibilità che giudichi libera da pregiudizi politici".
Il vicepresidente della Camera Alfredo Biondi giudica "politicamente e costituzionalmente inaccettabile" l'attacco al presidente Pera sulla giustizia, che ritiene "una dimostrazione di quale bassezza abbia raggiunto il livello della lotta politica parlamentare del nostro paese. Quella di puntare lance avvelenate su chi riveste degnamente un ruolo istituzionale di grande rilievo rappresenta la prova che l'opposizione non riesce a trovare un terreno di civile confronto".
Il vicepresidente del gruppo di Forza Italia alla Camera, Antonio Leone, in una nota difende Pera dagli "attacchi indegni e ingiustificati" dell'Ulivo, il cui comportamento ha "raggiunto livelli inaccettabili, una indegna gazzarra". Si tratta, secondo Leone, di "una dimostrazione, oltre ogni dubbio, dello scarso senso delle istituzioni e della strumentalizzazione politica dell'Ulivo. Gli attacchi a Pera sono ancora più gravi perché il presidente del Senato sta operando solo per il ripristino della legalità e al Senato si sta discutendo dell'approvazione di un provvedimento a tutela di tutti i cittadini".
"La campagna diffamatoria del centrosinistra contro il presidente del Senato Marcello Pera è disgustosa e priva di argomenti credibili. Il centrosinistra sta mostrando il suo vero volto. A Pera va tutta la nostra solidarietà e tutto il nostro sostegno nella certezza che le sue decisioni sono e saranno sempre nell'interesse del Paese", ha dichiarato il presidente dei senatori di An Domenico Nania. "I lavori parlamentari devono proseguire, la maggioranza non può fermarsi davanti a un ricatto del centrosinistra in questa battaglia in difesa dei diritti dei cittadini e della democrazia. Il cittadino ha il diritto di essere giudicato da giudici imparziali e i giudici hanno il dovere di essere imparziali e di apparire tali".

  di Maurizio Pluda
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   data: 30 luglio/2 agosto 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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