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  LA SINISTRA S'E' DESTA
Piero Fassino"Se Berlusconi è un uomo d'onore non può accettare l'approvazione di una legge che è conclamatamente fatta per favorire e privilegiare lui e le persone politiche a lui vicine". E' il pressante invito che il segretario dei Ds Piero Fassino ha indirizzato al presidente del Consiglio affinché il governo e la maggioranza che lo sostengono facciano retromarcia sul discusso ddl Cirami. Nel corso di una conferenza stampa insieme a Francesco Rutelli, ai capigruppo dell'opposizione a Palazzo Madama e a molti senatori, il segretario dei Ds ha nuovamente invitato il presidente Marcello Pera alla "scrupolosa osservanza" del regolamento di Palazzo Madama, a suo dire più volte violato in questi giorni.
Il provvedimento in discussione al Senato, ha osservato il segretario della Quercia, "lede il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e determina l'interruzione di un processo sulla base della semplice invocazione di un sospetto, senza che si sappia quando il processo in questione potrà riprendere e senza che si interrompa il decorrere dei tempi di prescrizione". "Se questa maggioranza fosse davvero interessata alla tutela delle regole", avverte Fassino, "avrebbe dovuto presentare un emendamento nel quale l'interruzione del processo fermi anche i termini di prescrizione. Non è stato fatto e ciò rende evidente che l'unico interesse è di impedire il regolare svolgimento dei processi". "Lo hanno ammesso lo stesso senatore Cirami e il senatore D'Onofrio che il provvedimento è finalizzato a intervenire sul processo in corso a Milano", ha proseguito il segretario dei Ds, "inoltre si sta stravolgendo ogni regola procedurale. Lo possono testimoniare i senatori che hanno assistito al continuo cambiamento delle procedure, con interpretazioni forzate e mutamenti delle decisioni concordate in conferenza dei capigruppo.
Insomma, a suo giudizio, "siamo in presenza di un uso spregiudicato dei regolamenti. Per questo ci siamo rivolti al presidente Pera. Nessuno gli contesta la legittimità delle sue convinzioni politiche o il diritto di essere un uomo del centrodestra, ma non può compiere atti che mettano in discussione l'obbligo di imparzialità che gli impone la sua carica e la funzione di garante della legalità". Quanto a Berlusconi, ha concluso Fassino, "un tempo si diceva che non si dovrebbe sospettare neppure della moglie di Cesare. Qui, invece, siamo di fronte al fatto che Cesare non si preoccupa affatto che si sospetti di lui. Credo che si stiano travalicando tutte le regole, anche quello dello stile. Gli chiediamo un atto di responsabilità. Se non ci sarà, noi continueremo la nostra battaglia, così come stiamo facendo al Senato, anche alla Camera".
Anche Francesco Rutelli ha chiesto un atto di responsabilità a Silvio Berlusconi: faccia ritirare il ddl Cirami sul legittimo sospetto. "C'è un solo modo per scongiurare l'approvazione di una legge indecente, una sola strada per uscire da questa situazione: il ritiro, da parte del governo e di Berlusconi in prima persona, di questo provvedimento mettendo fine al tentativo di ridurre il Senato al ruolo di maggiordomo degli interessi di qualcuno e non del buon funzionamento della giustizia". La situazione, ha proseguito il presidente della Margherita, "di ora in ora si dimostra più grave" e impedisce ogni possibilità di un confronto parlamentare, anche a causa del comportamento del presidente Marcello Pera. "Da più parti si chiede il dialogo tra maggioranza e opposizione sulle riforme. Il dialogo prevede il rispetto reciproco e soprattutto delle istituzioni. Qui, invece, siamo di fronte al tentativo chiaro di umiliare il Senato da parte del governo, senza che chi ne ha la responsabilità istituzionale faccia valere le proprie prerogative".
"Se è vero che la giustizia è uguale per tutti, la preoccupazione degli italiani deve essere una sola: in un anno, in materia di giustizia, il governo Berlusconi ha portato avanti provvedimenti che riguardano gli interessi del presidente del Consiglio e di alcuni dei suoi più stretti collaboratori". Quindi, la stoccata finale di Rutelli: "Una giustizia rivolta essenzialmente a risolvere i problemi di alcuni, anziché dei cittadini, è ingiusta e partigiana. Ma poiché noi siamo garantisti, amiamo le libertà e non pensiamo che la giustizia debba essere rivolta contro qualcuno, ci riteniamo gli unici difensori di tutti i cittadini nello scongiurare una legge che è indecente".

  di Maurizio Pluda
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   data: 30 luglio/2 agosto 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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