Questo inizio di settembre non è certo di buon auspicio per l'inizio "ufficiale" della stagione della Finanziaria. Tra buchi di bilancio, inflazione che galoppa (ma che non viene riconosciuta) e traumi post-vacanzieri sarà arduo per il ministero dell'Economia Giulio Tremonti rendere noto il fabbisogno di cassa dello Stato, specie dopo i segnali di crisi e i buchi che si sono registrati in questo mese d'agosto.
Per quanto riguarda la finaziaria del 2003 ancora nulla è certo (anche perché si è in fase di studio dei dati), ma è certo che gli iniziali 18 miliardi di euro indicati dalla Corte dei Conti a luglio durante la discussione del Dpef o i 20 rivisti dallo stesso Tesoro (malgrado le smentite ufficiali), ora sarebbero arrivati a 30 e rischiano di diventare ancora di più se la congiuntura economica continua a non dare segnali di ripresa.
Se l'economia non andrà (a dispetto dei pronostici berlusconiani) ciò si tradurrà in un carico fiscale che dovranno sobbarcarsi tutti gli italiani (a eccezione dei soliti evasori).