Sul tema delle emissioni nocive (il celebre protocollo di Kyoto mai ratificato dagi Usa) e sullo studio di energie alternative si sono imperniate gran parte delle discussioni del Summit. Europa e Usa si sono trovate più volte in disaccordo e, alla fine dei lavori, hanno raggiunto entrambe un successo e una vittoria.
La ratifica del trattato di Kyoto sulle emissioni inquinanti da parte di Cina e Russia ne permetterà l'entrata in vigore al punto che entro il 2020 dovranno essere minimizzati gli impatti ambientali di sostanze chimiche pericolose per l'ambiente. Il raggiungimento di questo accordo è stato di certo un successo per l'Europa (da sempre sostenitrice del protocollo), ma a un prezzo. Grazie all'alleanza con i sauditi, gli Usa hanno vinto su un capitolo altrettanto importante che potrebbe addirittura compromettere gli effetti di "Kyoto": non sono infatti previste scadenze per l'incremento della produzione di energia verde. In sostanza, il paese che produce il doppio dei rifiuti dell'Europa, che consuma il doppio dell'energia elettrica ed emette il doppio dell'anidride carbonica rispetto all'Europa (già grande inquinatrice di per sé) non pare troppo intenzionato a impegnarsi sul fronte dell'energia alternativa.
Secondo le associazioni ecologiste internazionali questa è una netta sconfitta. Sulle fonti energetiche "hanno vinto i sauditi" commentano dal WWF e dichiarano che bisognerebbe chiamare questo compromesso il "piano Bush-Cheney-sauditi" e sollevano qualche interrogativo sul fatto che per il "Sì" degli Usa all'obiettivo di dimezzare entro il 2015 il numero delle persone che non hanno accesso all'acqua e non dispongono di installazioni sanitarie per purificarla sarebbe stato "sacrificato" l'accordo sulle energie pulite.