Roma - Giustizialisti, forcaioli, brigatisti e rivoluzionari. Li abbiamo cercati dappertutto, ma non li abbiamo trovati, anche se i media di regime ci avevano assicurato che i girotondini sono gente pericolosa. Piazza San Giovanni e dintorni straripavano invece di mamme e bambini, studenti, impiegati, operai, pensionati. Un fiume di oltre 300mila persone, di gente normale, qualunque che, fin dalle prime ore della mattinata, si è riversato da tutta Italia nella centralissima piazza San Giovanni, luogo storico dei ritrovi di una sinistra sempre più evanescente. Come ha ripetuto più volte dal palco Paolo Flores D'Arcais, la manifestazione romana del 14 settembre è stato il primo esempio di "auto-organizzazione civile a livello europeo". Nessun sindacato, nessun partito, nessun movimento ha tirato fuori un solo centesimo di euro per dare vita a quella che Nanni Moretti ha voluto definire festa di protesta. Giovani e anziani, parrocchie e sezioni di partito, famiglie e gruppi di amici hanno deciso spontaneamente di accogliere il grido d'allarme dei girotondisti, e di dedicare una intera giornata a manifestare il proprio dissenso contro le imposizioni del governo Berlusconi in tema di giustizia e riforme istituzionali. Come ha giustamente affermato Vittorio Foa, grande decano della sinistra italiana, la più grande unità si fonda sulla eterogeneità. E mai persone così tanto diverse si sono ritrovate fianco a fianco per ascoltare voci così tante diverse. Davvero numerosi i nomi che si sono succeduti sul palco centrale della manifestazione durante tutto il pomeriggio: da Dario Fo e Franca Rame a Rita Borsellino, dal padre di Carlo Giuliani a Federico Orlando. Proprio di quest'ultimo è stato uno degli interventi più applauditi...
Non un'attempata cronaca, ma un racconto di persone. Ecco i disdicevoli volti dei partecipanti alla manifestazione, fotografati e raccontati da quel faccione del nostro inviato, Padre Porro.
TORNANO I GIROTONDISTI
L'hanno battezzato Girotondo Day e sarà l'evento più caldo (per non dire "hot") dell'autunno politico italiano.
Per la manifestazione del 14 settembre sulla Giustizia che si terrà nella romana Piazza San Giovanni a partire dalle 15 (e per cui è prevista una diretta radiofonica sull'emittente Popolare Network e un esclusivo resoconto del nostro inviato ufficiale Padre Porro) sono attese 200mila persone. Duecentomila gitanti con colazione al sacco e viaggio pagato (come disse Silvio Berlusconi all'indomani della manifestazione romana che vide due milioni di partecipanti)? Noi non crediamo, specie perché non sarà una manifestazione "guidata" da burocrati di partito. Come ha detto uno degli organizzatori del Girotondo Day, l'economista Paolo Sylos Labini, lo scopo della giornata non è "ribaltare la maggioranza di governo", ma manifestare per "la difesa della democrazia liberale" e per dare spazio anche "a quanti hanno votato Berlusconi, ma sono preoccupati per le ferite inferte allo stato di diritto".
Sarà quindi un'occasione per gli italiani, siano essi di sinistra o di destra, per ritrovarsi e discutere (oltre che manifestare) su temi altamente scottanti: giustizia, stato di diritto, democrazia liberale. Tutti argomenti che in questi ultimi mesi a detta di molti sono seriamente messi in "discussione" dai vertici del nostro governo.
Ma il vero ideatore della giornata dei girotondini è il regista Nanni Moretti. E' stato lui, il 31 luglio di quest'anno di fronte al Senato, a lanciare l'idea di una giornata dedicata alla giustizia. E continua a essere uno dei promotori, insieme a Paolo Flores d'Arcais (direttore della rivista MicroMega) e organizzatori del sito internet www.centomovimenti.it che ospita tutte le info per la trasferta capitolina. Il regista romano, dall'alto della sua notorietà, ha battezzato l'evento con queste parole: 'È la prima volta che le persone si organizzano senza mamma e papà, senza partiti né sindacati per partecipare a una manifestazione. E questo è il suo carattere straordinario. Ci auguriamo che quel giorno sia l'inizio di collegamenti più forti tra i movimenti e le forze politiche'. E conclude, ricalcando il pensiero di Sylos Labini, dicendo 'Non siamo contro i partiti'.
Partiti o non partiti, a Roma ci saranno però un sacco di politici. Sarà presente tutto lo "stato maggiore" dei Democretici di sinistra, ci sarà Fausto Bertinortti, Antonio di Pietro e l'ormai "eroe acclamato dalle folle" Sergio Cofferati che giustifica la sua presenza con "la volontà di contrastare con la più ampia iniziativa democratica" una legge (il decreto legge Cirami sulla legittima suspicione) "destinata a determinare disparità e privilegi".
Unico grande assente Massimo D'Alema che ha detto di non poter partecipare a causa di "precedenti impegni". Sarà un ennesimo autogol dell'ex premier?
A metà agosto il direttore della rivista Micromega Paolo Flores d'Arcais pubblicava su L'Unità un invito a partecpare alla manifestazione del 14 settembre. Ecco tutte le ragioni per essere presenti al "Girotondo Day".
"www.centomovimenti.it". E' il sito di riferimento per gli organizzatori della mega manifestazione per la giustizia. Qui trovate tutte le indicazioni utili per andare a Roma, dai treni speciali ai nomi dei referenti regionali.
Lo speciale di Clarence sui girotondi Tutto è cominciato con l'appello di Francesco Saverio Borrelli: un triplo invito a Resistere a mo' di chiusa del suo ultimo discorso da procuratore generale di Milano. Un "urlo" disperato, che sembrava destinato a finire nel nulla. L'ultima trincea dell'ultimo dei mohicani, anche se per quel ruolo Borrelli non pareva proprio avere il phisique du röle: ve lo immaginate il magistrato gran borghese, amante dell'ippica e melomane, salire sul palco come un descamisado qualsiasi a comiziare il suo sdegno? Eppure, proprio questo è successo.