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LE ARMI DI SADDAM
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  L'ARSENALE DEL RAIS
Un centro di stoccaggio di agenti nerviniARMI CHIMICHE. Nel corso delle ispezioni condotte dall'UNSCOM tra il 1992 e il 1994 sono state distrutte 30 tonellate di tabun, 70 tonnellate di sarin e 600 tonnellate di agenti chimici vescicanti. Si sospetta che quelle andate distrutte siano solo una parte delle scorte dell'esercito di Bagdad. Quello che è certo è che la riconversione di fabbriche e impianti chimici da un uso civile a uno bellico richiede un tempo relativamente breve: da pochi giorni a poche settimane. Le installazioni che potrebbero subire questo trattamento sono stimate in 41. Personale, know-how, precursori chimici e vettori per questo genere di armi sono attualmente disponibili nel paese.

Munizioni e bombe per la guerra batteriologicaARMI BATTERIOLOGICHE. L'Iraq ha dichiarato di aver prodotto 19.000 litri di tossina di botulino (10.000 litri contenuti in munizioni), 8500 litri di antrace concentrata (6.500 in munizioni) e 2.200 litri di aflatossina (1.580 in munizioni). Ha anche ammesso di aver preparato 25 testate per missili Scud (5 con antrace; 16 con tossina botulinica; 4 con aflatossina), 157 bombe d'aereo e dispersori d'aereo durante la Guerra del Golfo, sebbene non le abbia usate. Si tenga presente che la dose infettiva dell'antrace per inalazione è di circa 8.000 spore, pari a meno di un milionesimo di grammo. È fatale in un arco di tempo che va dai cinque ai sette giorni nel quasi al 100% dei casi.
Le autorità di Bagdad hanno dichiarato altresì di aver distrutto completamente il proprio arsenale batteriologico, ma non hanno esibito prove certe di ciò. I bombardamenti di Desert Storm hanno duramente compromesso gli impianti e le infrastutture per la produzione di armi batteriologiche, ma si ritiene che l'università di Bagdad e alcune fabbriche farmaceutiche possano riprenderne la produzione in breve tempo. Con le risorse attuali si può calcolare che l'Iraq sia in grado di produrre 350 litri di antrace a settimana. Per ritornare ai livelli di produzione anteriori alla Guerra del Golfo occorrerebbero comunque 5-8 anni e una spesa di 100-200 milioni di dollari.

ARMI NUCLEARI. Quanto sia vicino l'Iraq alla costruzione dell'arma atomica è una questione molto dibattuta. Uno studio condotto da scienziati americani, francesi, russi e inglesi ha calcolato che prima dello scoppio della Guerra del Golfo Saddam si trovava a tre anni dall'avere l'atomica. Secondo altri analisti all'Iraq mancava ancora meno: dai 6 ai 24 mesi per la prima release di un ordigno nucleare.
L'agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA) a suo tempo impegnata nelle ispezioni in territorio iracheno ha recentemente dichiarato per bocca del suo Direttore Generale di non poter trarre alcuna conclusione a riguardo: "Senza gli ispettori, assenti dal territorio iracheno dal 1998, non possiamo verificare nulla".
In questa incertezza ognuno sceglie le fonti e le informazioni che gli fanno maggiormente gioco. Il presidente Bush parlando davanti alle Nazione Unite lo scorso 12 settembre ha dichiarato che l'Iraq tra un anno avrà la sua bomba atomica. In realtà la cosa è un po' più complessa. La stessa CIA non ha opinioni così precise. La potente agenzia governativa USA calcola che all'Iraq servano da cinque a sette anni per produrre un'arma atomica se l'uranio arricchito se lo dovrà produrre con mezzi propri. Se il materiale fissile dovesse arrivare dall'estero tramite il mercato nero i tempi si ridurrebbero invece a meno di un anno. Sembra insomma che a Saddam non manchi il know-how per avere l'atomica, ma faccia fatica a procurarsi la materia prima, stanti anche le sanzioni che bloccano le importazioni in Iraq.

La distruzione di un missile Scud modificatoARMI CONVENZIONALI. Nella risoluzione 687 dell'ONU era indicato a chiare lettere che l'Iraq dovesse distruggere tutti i suoi missili balistici con gittata superiore ai 150 km. Gli ispettori dell'UNSCOM procedettero alla distruzione di 61 missili Scud ancora intatti dopo la Guerra del Golfo. Ma furono gli stessi ispettori a riconoscere di non aver trovato traccia di 200 vettori sugli 800 attribuiti alle forze armate irachene. Gli iracheni dichiararono poi di aver distrutto unilateralmente altri missili, senza peraltro esibire prove inequivocabili. Si stima che Saddam disponga ancora di un numero di Scud modificati compreso tra 6 e 16, in grado di portare testate chimiche e batteriologiche. A questi missili chiamati Al Hussein vanno aggiunti altri 20 vettori balistici di lungo raggio prodotti prima del 1991.
Le forze armate convenzionali irachene dopo i rovesci della Guera del Golfo persero molto del loro potenziale. Si calcola che restarono operativi un quarto delle divisioni, un quarto degli uomini e metà dell'equipaggiamento. L'embargo ha ostacolato i programmi di riarmo ma secondo gli analisti non lo ha bloccato del tutto.

  di Guido Fossati
gli stessi argomenti su:  Corriere della Serail Nuovola Repubblica
   data: 19 set 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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