Sull'intervento italiano in una possibile guerra all'Iraq, il premier italiano è stato lapidario. Al discorso pronunciato alla Camera questa settimana ha pronunciato frasi che non lasciano spazio a dubbi. Tre i punti principali sollevati: innanzitutto Silvio Berlusconi ha ribadito la stretta alleanza con gli Stati Uniti (la cui politica dell'attacco preventivo è stata definita "controversa ma comprensibile"). Ha poi richiamato l'Italia affinchè faccia la sua parte "senza disertare" in un'ipotetica guerra. Infine ha sottolineato il ruolo del governo italiano che, come ha detto lo stesso premier, si "darà da fare con tutte le forze, usando ogni possibile mezzo per evitare comunque un conflitto".
Parlando del ruolo dell'Onu come intermediario per la risoluzione della "questione Iraq", il premier ha poi dichiarato: "Il problema posto alla comunità internazionale oggi è quello di disarmare un regime dittatoriale che ha giocato al gatto con il topo nel corso delle ispezioni internazionali ... L'autorevolezza e la credibilità dell'Onu è direttamente proporzionale al grado di unità e determinazione delle scelte da fare che matureranno nelle varie democrazie occidentali. Primi fra tutti gli Stati Uniti". Un passo che ha dimostrato una volta ancora quanto l'Italia tenda in maniera inequivocabile verso le posizioni degli Usa, marcatamente interventisti e desiderosi di risolvere al più presto la questione Iraq, anche con l'uso della forza.
Le posizioni di Silvio Berlusconi e del suo governo vanno quindi controcorrente rispetto a quelle più caute di alcuni importanti paesi (tra cui Germania, Francia e Russia) che hanno più volte dichiarato la loro netta contrarietà al conflitto.
In sintesi, le posizioni del governo Berlusconi tendono verso quelle dell'amministrazione USA e non nascondono il fatto che, nel caso in cui dovesse scoppiare una guerra, l'Italia si troverà in prima linea per fronteggiare l'emergenza.
Voi, come italiani, come vi sentite di fronte a questo spettro?
Conflitto sì o conflitto no? Da che parte state voi? Da quella dei governi anglo-italo-americani che vedono in Saddam la nuova minaccia del mondo e quindi, sempre a parer loro, andrebbe al più presto tolto dalla scena politica? O credete che sia più saggio, come sostengono da Berlino i leader della coalizione rosso-verde Gerhard Schröder e Joschka Fischer, attendere e comunque ripudiare il conflitto? Dite la vostra nel forum di Clarence.
"Il discorso del Presidente del Consiglio Berlusconi è gravissimo e irresponsabile". La Tavola della Pace ribatte promuovendo la globalizzazione della giustizia, della democrazia e dei diritti umani.
"Fuori l'Italia dalla guerra". E' la campagna di Emergency promossa da Gino Strada, Alex Zanotelli, Tiziano Terzani, Don Luigi Ciotti, e Sergio Cofferati per dire no a un ennesimo conflitto che porterà nuova miseria e povertà.
Le armi di Saddam Il dittatore iracheno rappresenta una seria minaccia per l'America e l'Occidente come pretende Bush jr. o è solo un facile bersaglio? Quali armi di distruzione di massa possiede? È vero che fra un anno avrà la bomba atomica?