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  CHI DICE NO: TAVOLA DELLA PACE
"Il discorso del Presidente del Consiglio Berlusconi è gravissimo e irresponsabile". Queste sono le posizioni della "Tavola della Pace" che si oppone a quelle del governo, ribadendo che "il 58% degli italiani è contrario alla guerra americana non perché ha paura ma perché ha un elevato senso di responsabilità".
Ma per quale motivo c'è chi sostiene che la guerra non risolverà le emergenze e si rivelerà controproducente per tutti, vinti o vittoriosi che siano?
Leggete qui l'appello dell'associazione fondata il 13 gennaio 1996 presso il Sacro Convento di S. Francesco di Assisi dai promotori della Marcia per la pace Perugia/Assisi:

Il discorso del Presidente del Consiglio Berlusconi è invece gravissimo e irresponsabile. Dà per scontata una guerra che l'Onu e il mondo intero stanno cercando di evitare. Pretende di trascinare il nostro paese in una guerra che rappresenta un vero e proprio salto nel buio per il popolo iracheno, per il Medio Oriente, per l'Italia, per l'Europa. Invece di impegnare l'Italia a sostenere ogni sforzo per evitare lo scoppio di questa nuova guerra, invece di sostenere fino in fondo l'importantissima azione dell'Onu e del suo Segretario Generale, il Presidente Berlusconi pretende addirittura di riscrivere e stravolgere l'articolo 11 della nostra Costituzione. Non è vero che "l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa" come dice Berlusconi. Quell'articolo sancisce un'altra cosa, molto più chiara e netta: "l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". La nostra condanna del regime iracheno è sempre stata netta, forte, totale. Ma il regime di Saddam Hussein -come tutti i sistemi dittatoriali- va contrastato dalle Nazioni Unite e dall'intera comunità internazionale con i numerosi strumenti del diritto, della legalità e della giustizia penale internazionale di cui disponiamo. Vale la pena di ricordare al Presidente del Consiglio che la guerra -e ancor di più la guerra preventiva- è categoricamente vietata dalla Carta delle Nazioni Unite e dal diritto internazionale. La guerra all'Iraq sarebbe solo il primo test della nuova dottrina di "guerra preventiva" che prevede azioni militari unilaterali contro tutti coloro, paesi e singoli, che sono sospettati di minacciare gli Stati Uniti e i loro interessi. Il fatto che l'Amministrazione Bush abbia deciso di abbandonare la dottrina della legittima difesa -prevista dal diritto internazionale- per adottare una strategia così destabilizzante infligge un colpo mortale al diritto, alla pace e alla sicurezza nel mondo. In questo modo, chiunque potrebbe sentirsi autorizzato ad attaccare "preventivamente" un proprio nemico gettando il mondo nell'anarchia e nel caos. Nessuna risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu potrà legittimare una guerra preventiva. Il terrorismo, minaccia per la pace, la libertà e la democrazia- si deve combattere e si può sconfiggere non promuovendo una guerra infinita ma la globalizzazione della giustizia, della democrazia e dei diritti umani. Anche per questo la Tavola della Pace dice ancora una volta no ad una nuova guerra contro l'Iraq.

Per ulteriori informazioni: Tavola della Pace - Ufficio Stampa tel. 347/9117177 - 328/8347853 - 075/5736890
fax 075/5739337 - email: stampa@perlapace.it - www.tavoladellapace.it

Fonte: Acea

  di Alberto Burba
gli stessi argomenti su:  Corriere della Serail Nuovola Repubblica
   data: 27 settembre 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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