Ogni 3.6 secondi qualcuno nel mondo muore di fame. Il 75% di questi morti sono bambini al di sotto dei 5 anni. Una vera e propria strage, contro la quale i paesi ricchi fanno ben poco (quando non "collaborano", imponendo politiche economiche da lacrime e sangue tramite organizzazioni internazionali come il Fondo monetario o la Banca mondiale...). Ma questa non è una buona ragione per mettersi la coscienza in pace (della serie: se non lo fanno i governi, che cosa posso farci io?), piangere qualche lacrimuccia davanti alla faraona farcita di Natale e poi continuare a ingozzarsi. Non è una buona ragione perché anche noi, singolarmente, possiamo ora fare qualcosa. Grazie alla Rete. Tutto quello che dobbiamo fare è visitare il sito The hunger site (letteralmente, il sito della fame) e cliccare su un bottone: da qualche parte nel mondo una persona affamata riceverà un pasto gratuito senza nessun costo da parte nostra. Il cibo è infatti pagato da una serie di sponsor, i cui loghi sono visibili dopo aver cliccato.
Non c'è truffa, non c'è inganno. Chi l'ha costruito è un programmatore di computer dell'Indiana, si chiama John Brenner, e ha sfruttato il meccanismo che regola il pagamento della pubblicità (i banner) su internet. In pratica, funziona così: voi andate sul sito, vi appare una mappa del mondo. A intermittenza si accende una lucina su questa mappa, indicando uno dei tanti paesi poveri del sud del mondo. Quella lucina si accende ogni 3.6 secondi e ci segnala che in quel momento una persona è morta di fame. Da indagini statistiche sappiamo anche che quella persona il 75% delle volte è un bambino che aveva meno di cinque anni. Sulla pagina del sito c'è però un bottone da cliccare, con la scritta "Donate free food". E qui entrate in azione voi: facendolo, vi apparirà una pagina con i banner delle aziende sponsor dell'operazione. Sponsor che sono stati trovati dal World food programme (Wfp, il programma di alimentazione mondiale dell'Onu) e che garantiscono l'invio di cibo in cambio di ogni clic. Con questo meccanismo: il Wfp raccoglie il rapporto sui banner cliccati e sulla base di questo le aziende pagano l'equivalente di una scodella di riso o di mais per ogni clic eseguito. Un'ultima avvertenza: potete cliccare una sola volta al giorno, ma ricordatevi che potete cliccare tutti i giorni...
Per saperne di più: The hunger site
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