E Mark, cosa risponde? L'abbiamo chiamato per sentire anche la sua "campana".
Mark, come è nata l'idea di pubblicare questo libro?
Per il motivo di sempre, quello del primo manifesto taroccato: per togliercelo dai coglioni. Siamo riusciti a far uscire questo evento dai canali di Internet e l'abbiamo portato sugli scaffali delle librerie. Mi sembra che sia un buon risultato. In questo devo anche dire che la Casa editrice, la Mursia, ha visto bene. A differenza di quello che fanno molti altri editori, che ci propinano tonnellate di libri spazzatura su cosa è e come funziona la Rete, loro sono stati innovativi, portando contenuti che stavano su Internet, dal digitale alla carta stampata.
Sul tuo sito hai archiviato un migliaio di manifesti. Sul libro ce ne sono 114. Come li hai scelti?
Inizialmente ho selezionato circa 200 immagini. Le ho spedite alla Mursia e loro hanno fatto un'ulteriore cernita, arrivando alle attuali 114. Il criterio della selezione è stato tutto personale, dettato da due questioni: messaggio politico e qualità dell'immagine. Le ho selezionate evitando i numerosi doppioni o quelle che si assomigliavano in maniera palese. Quando poi ci siamo trovati con gli editor della Casa editrice, per questioni di spazio, abbiamo pubblicato le più significative.
Veniamo alla polemica in cui i presunti autori ti hanno tirato dentro. Cosa rispondi alle accuse di esserti impossessato del copyright?
Qualche giorno fa mi chiama un giornalista di Repubblica (che poi ha scritto un pezzo) per leggermi un messaggio di posta elettronica che un tizio, Salavatore Gensabella "Sasa", gli aveva inviato. Nell'e-mail si leggevano accuse di violazione del copyright. Io non ne sapevo nulla. Fino a quel momento mai nessuno (il libro è uscito il 15 dicembre) mi aveva scritto. Poi, all'improvviso, in questi ultimissimi giorni, sono ricomparsi i messaggi di insulti tipo "ecco, lo fai solo per i soldi, per la notorietà, per essere intervistato dai giornali". Tutto è nato da quell'accusa e da quel pezzo uscito su Repubblica. Oggi (4 gennaio) mi chiamano per avvisarmi che Radio Capital ha fatto un servizio su altri presunti autori. Tra un po' fioriranno autori a ogni angolo, per ogni manifesto ce ne saranno almeno cinque o sei. Io non sono in grado di stabilire chi è il legittimo proprietario dei manifesti ritoccati. In Rete mi arrivavano ogni giorno oltre cinquanta messaggi. In moltissimi casi la stessa immagine portava diverse firme. Usando un qualsiasi programma di fotoritocco chiunque è in grado di scrivere il proprio nome sovrapponendolo a un altro. Ma questo non mi riguarda. Il mio compito era prendere le immagini e pubblicarle sul sito, non di impossessarmi del copyright.
Comunque, veniamo alla polemica. Chiunque sa che su Internet la questione dei diritti d'autore è ancora apertissima e che non c'è nessuna copertura dei diritti sui manifesti taroccati.
C'è chi dice che con questa operazione ti sei venduto guadagnandoci sopra.
Su questo rispondo dicendo che io, come traduttore in simultanea dal russo all'italiano e viceversa, prendo 800mila lire al giorno. Per quanto stia andando bene la vendita del libro (prezzo di copertina: 18mila lire), alla fine guadagnerò quanto una manciata di miei giorni lavorativi. Senza contare i fine settimana e le notti che ho speso fino alle quattro del mattino per aggiornare il sito. Il dato vero è che con questa operazione io mi sono esposto, politicamente. Adesso non sono un anonimo traduttore. Le persone mi conoscono. Il dato vero è che con questa operazione perderò sicuramente parte dei miei clienti, in gran parte imprenditori che per tradizione votano a destra. E che succederà se alle elezioni vincerà Berlusconi? Che rapporti avrò con i clienti pubblici come il Ministero degli esteri, degli affari sociali, del lavoro etc? Quindi, ma quali soldi? Chiunque conosca un minimo il settore dell'editoria sa bene che non si guadagna. Il mio obiettivo era fare un'operazione politica, dare maggior risalto possibile allo scontento e a questo insofferente clima che si respira in questi mesi che anticipano le elezioni. Uscire anche in libreria è stato positivo, si è raggiunto un obiettivo.
E allora perché sta succedendo questo mezzo casino, fatto di accuse e controaccuse?
Perché questo libro è scomodo e perché qualcuno è intenzionato a far sparire questo libro, proprio ora, in clima pre-elettorale.
E chi sarebbe questo qualcuno?
Mah, io non lo dico. Se lo dicessi sarei perseguibile penalmente. Dico solo che questo "mezzo casino" dovrebbe essere un invito a riflettere.