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IL BERLUSCA NELLO SPOT / 3
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  SCRIVE SALVATORE GENSABELLA

Dopo la nostra intervista a Mark, ci ha scritto Sasa (Salvatore Gensabella): uno dei più produttivi autori dei tarocchi berlusconiani. Ecco la sua lunga lettera aperta (che abbiamo dovuto accorciare un po' perchè era un fiume in piena) in cui risponde alle affermazioni di Mark.

Prima di leggere, ecco due nuove creazioni di Sasa:


Berlusconi Grande Fratello

Mark cancellino

Io penso che le parole siano importanti. Usarle con equilibrio e verità è un compito difficile. Ricordate Palombella Rossa?
Se dovessi definirmi politicamente direi che è da quando ho cominciato a ragionare che aspiro a essere un comunista. Ho superato i quaranta e sono ben lontano dalla meta: rimango solo un aspirante.
Comunista è chi condivide, chi mette al servizio degli altri le proprie energie la propria vita, a scapito dei propri interessi, dei propri agi e vantaggi, come il mio conterraneo Peppino Impastato, che ha rinunciato a tutto, alla giovinezza, all'amore, al sesso, alla paternità, alla vita.
Una premessa apparentemente fuori luogo ma necessaria per presentarmi: non ho una grande biografia da offrire, soprattutto non ho una biografia intrigante ed esotica che piacerebbe tanto al pubblico.

Ma veniamo al dunque.
Se Mark Bernardini si fosse comportato correttamente, dicendo la verità su questa storia che, nata bellissima, sta soffocando nel letame (con grande soddisfazione, suppongo, del protagonista dei nostri sberleffi) tutto questo non sarebbe successo. Lui apre il sito il 10 ottobre, due settimane dopo, alla fine del mese, il "caso" è su tutti i media...evviva! un grande risultato.Ho tifato per lui. Bisogna però che sia chiaro a tutti che Bernardini i manifesti li ha ricevuti dagli autori in persona, me compreso. Tra l'altro un giorno mi arriva da Mark una mail/inoltro proveniente da Renata Re, redattrice di "Link"(il programma di Canale 5 in onda la domenica sera alle 23) che chiede a Bernardini di metterla in contatto con alcuni autori. Poi esce il libro, il 15 dicembre. Ma quando è successo che Bernardini ha pensato e messo in atto l'intendimento di pubblicarlo? Un libro non si fa in una settimana...
Vogliamo dire allora che lo ha pensato quasi subito? Perché non mette al corrente del suo progetto gli autori? Cosa costava un messaggio del tipo: "Compagni! Ho avuto una grande idea, portiamo il "verbo" sugli scaffali delle librerie, facciamo un team"? Nel libro ci sono 14 miei manifesti defraudati della firma. Perché nel suo sito tutte le quattordici immagini pubblicate sono regolarmente firmate ©SASA? Bernardini, da quando è scoppiato il patatrac, va dichiarando che lui ha pubblicato un'autobiografia e non un libro di immagini (ci vuole coraggio!). Perché non pubblicava le fotografie di suo nonno e di tutta la sua famiglia invece dei tarocchi?
E poi, quel "diffidate dalle imitazioni" cos'è? La Settimana Enigmistica? La verità è che quando un'idea anarchica viene fatta diventare MERCE, bisogna essere poi bravi e corretti per non farla diventare MARCIA.
L'idea è ormai diventata merce. E si compone dei seguenti elementi:
a) materiali da pubblicare
b) prestampa
c) stampa
d) distribuzione
e)vendita
f) ricavi
g) tasse etc. etc.
In questa operazione "ideale" c'è tutto un gruppo di soggetti fisici, non virtuali, che sono coinvolti in un'operazione in cui ciascuno si ritaglia una fetta, non escluso lo Stato che incassa IVA e tasse. E gli autori senza i quali questa merce-libro non si sarebbe potuta produrre? L'operazione ideale "abbiamo portato l'evento sugli scaffali delle librerie" svanisce quando l'evento è merce, come le merendine o il tonno in scatola. Gli autori sono gli unici soggetti esclusi perché volutamente ritenuti presunti, non esistenti, in una parola morti. Noi abbiamo solo fornito una miniera d'oro da sfruttare a costo zero! E' questa la verità e nessun'altra.

La questione web e copyright.
Il web non è il far west, come piacerebbe a qualcuno. Il web sarà pure una prateria ma il far west lo fanno le persone. In questo caso Bernardini si è comportato da cow boy mentre avrebbe fatto opera buona se si fosse comportato da comunista quale si professa...la teoria e la prassi.
Io non ho posto un problema di copyright violato. Semmai ho detto che il copyright è stato posto sulle immagini che non sono né di Bernardini né della Mursia (come si può leggere a pag. 4 del libro stesso).
Altra cosa è l'utilizzo a fini di lucro e i diritti editoriali. Io non contesto l'iniziativa editoriale in sé, io reputo meschino aver cancellato le firme per non pagare il dazio e nascondersi dietro a un dito, anzi, al web e alla presunta terra di nessuno che esso rappresenta.
E ancora, Bernardini si lamenta, poverino, che ha lavorato tanto per archiviare, aggiornare, selezionare e, aggiungo io, per cancellare.
Chi glielo ha chiesto? Ha voluto farlo? Bene! Mi sembra che abbia avuto un notevole riscontro: notorietà, interviste, donne innamorate e quant'altro. Ma aver "lavorato" lo autorizza a impadronirsi dell'estro altrui per ricavarne comunque profitto?
Cancellare le firme degli autori (28 in tutto) è secondo lui, il suo giusto compenso per la fatica, e un sopportabile sopruso per noi? Il successo lo ha fatto pisciare fuori dal vaso!
Se le stesse immagini, come dichiara, sono giunte firmate da decine di persone diverse, perché nel suo sito, delle mie 58, nessuna reca una firma diversa dalla mia? E perché, a pag. 96, l'ultima del libro, insieme all'inquietante tarocco "TORNO SUBITO" (secondo volume senza firme?) si è sentito il bisogno di riconoscere (parzialmente) il merito di chi le ha fatte con la scritta studiata a tavolino: "Le vignette di questo libro sono state realizzate con il contributo di..." segue elenco di nomi, nomignoli e pseudonimi compreso il mio diminutivo Sasa?
Sarebbe stato più leale, più corretto scrivere "sono state realizzate da..." c'è una bella differenza! e in ogni caso non avrebbe giustificato le firme cancellate. Quante sono fin qui le contraddizioni in cui cade Bernardini ma anche la casa editrice? Troppe!

Veniamo ora al "tizio"
Bernardini dichiara che ad un certo punto viene fuori un tizio: "Un tale Salavatore Gensabella (con una A in più)". La malafede qui è disarmante. Decine di e-mail indirizzate a lui che mi risponde pure e improvvisamente divento Salavatore come digitato erroneamente da G. Mola. Un maldestro tentativo di disconoscermi. E la mia cartella di ben 150Mb sul mio Mac? Con dentro tutti i montaggi, gli spezzoni, le elaborazioni di morphing, gli originali multilivello per realizzare i miei "tarocchi"? Io in questo sono un professionista. Faccio satira da sempre, anche con i giornali della FGCI (anch'io avevo la tessera anche se non firmata da un star). Io posso dire di essere un satirico per professione e sono d'accordo con massimo Bucchi quando afferma: "odio chi considera la vignetta come un'intuizione folgorante, e non il frutto di otto ore di lavoro".
Suggerirei a Bernardini di stare attento a dichiarare il falso perché la mia cartella di 150Mb, se mi "girani i cabasisi", la porto pure in tribunale. Per concludere: questo strillare al complotto! Al complotto! - Persone che non vogliono il libro...ma non faccio i nomi per non incorrere... Patetico.

Non è facile scrivere e chiarire in poche righe. E' una grande fatica, soprattutto quando dall'altra parte si strilla e si ristrilla (dopo essere stati scoperti).

 NELLO SPECIALE ELEZIONI 2001:
Una tragedia italianaUna tragedia italiana
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BerlusgotchiIl Berlusgotchi
Il gioco del Presidente Operaio: coccolalo e riempilo di complimenti.
Urna nel silenzioUrna nel silenzio
Dispacci quotidiani da Lia Celi per chi non sa né eleggere né escrivere.
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Le storiche gallery dei banner e dei manifesti contraffatti sul Web.
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Quella sagoma del BerluscaQuella sagoma del Berlusca
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Diario del candidatoDiario del candidato
La cronaca di una campagna vista dal di dentro. E vincente.
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  di Alberto Burba
lo stesso argomento su:  NESSUNO
   data: 8/12 gennaio 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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