A Napoli, Roma e Torino i candidati dell'Ulivo (innervati dall'appoggio di Rifondazione e di altre formazioni) vincono e surclassano i loro antagonisti polisti e berluscloni. Russo Jervolino, Veltroni e Chiamparino diventano sindaci al ballottaggio e il centrosinistra gongola: la capitale politica (Roma), quella meridionale (Napoli) e la vicecapitale economica (Torino) del Belpaese rimangono in dote all'Ulivo, segnando così una è piccola ma significativa rivincita dopo la scoppola del 13 maggio. Una prima riflessione a questo punto s'impone: aveva dunque ragione "palma d'oro" Moretti a prendersela con Bertinotti, accusandolo di essere la vera causa della sconfitta alle politiche? Meditate gente, meditate. Oltre che a Napoli, Roma e Torino ieri si è però votato per altri 74 sindaci al ballottaggio e per due presidenti di provincia (entrambi vinti dal centrosinistra: Andrea Tagliasacchi a Lucca con il 53% e Maurizio Fontanili a Mantova con il 51.4). Vediamo con una tabella come è andata nei comuni più importanti.
COMUNE
SINDACO ELETTO
Napoli
Rosa Russo Iervolino (centrosinistra, 52.9%)
Roma
Valter Veltroni (centrosinistra, 52.2%)
Torino
Sergio Chiamparino (centrosinistra, 52.8%)
Belluno
Ermano De Col (centrosinistra, 51.7%)
Benevento
Sandro N. D'Alessandro (centrodestra, 50.4%)
Rimini
Alberto Ravaioli (centrosinistra, 52.5%)
Rovigo
Paolo Avezzù (centrodestra, 53.8%)
IL BALLO DEI SINDACI
Elezioni amministrative, seconda e ultima puntata. Oltre sei milioni di italiani sono chiamati questa domenica alle urne per scegliere al ballottaggio 77 sindaci e due presidenti di provincia. Un secondo turno molto importante: per il centrosinistra si tratta di "arginare il dilagare della destra", per usare le parole dell'ex premier nonché presidente dei Democratici di sinistra Massimo D'Alema (e qui il popolo della ex sinistra si tocca); per la Casa delle libertà è invece in ballo la conferma della netta vittoria ottenuta il 13 maggio a livello nazionale (e anche qui il popolo della ex sinistra si tocca). La domanda a questo punto è: sarà Piave o Caporetto? Per cercare di capirne qualcosa di più siamo andati a indagare le sfide più importanti e incerte, quelle che si giocano in tre grandi città: Napoli, Roma e Torino. Tre duelli nei quali conteranno i voti di quei partiti minori "non allineati" al primo turno e schieratisi da una parte o dall'altra negli ultimi giorni: Democrazia europea di Sergio D'Antoni, che dopo il deludente risultato delle politiche ha deciso di sostenere il centrodestra, creando dissapori all'interno del suo minuscolo partito; l'ancor più minuscola Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, che appoggia invece i candidati di centrosinistra; mentre tra le altre formazioni minori, i radicali della Lista Bonino hanno evitato di schierarsi, lasciando libertà di scelta ai propri elettori. Giova a questo punto ricordare che qualche anno fa si decise per il modello elettorale maggioritario proprio per semplificare la competizione e annullare i poteri di veto di partitini e formazioni minori...
Parte in leggero vantaggio Rosa Russo Jervolino nella gara partenopea: la candidata dell'Ulivo ha racimolato al primo turno il 48.8 per cento dei voti contro il 45.7 del suo avversario, il centrodestro Antonio Martusciello.
Gara apertissima, quella tra il segretario dimissionario dei Ds Walter Veltroni e l'esponente di Forza Italia Antonio Tajani. Il 13 maggio il primo ha ottenuto il 48.3 per cento, il secondo il 45.1.
Sergio Chiamparino dell'Ulivo e Roberto Rosso della Casa delle libertà si giocano la seconda partita partendo da un pareggio: il 13 maggio il primo ha conquistato il 44.9 per cento dei consensi, il secondo il 44.4.