24 aprile: nel pomeriggio il diario va on line. L'agitazione è massima, perché per prima cosa devo fare un comunicato e annunciarlo ai giornali. In genere queste notizie hanno un discreto successo in campagna elettorale. Mi attacco al telefono e chiamo tutti quelli che conosco nelle redazioni milanesi. Non trovo nessuno! Deve essere il tipico fiuto del cronista che sente lontano un miglio la puzza del candidato in cerca di notorietà. Però, grazie alla posta elettronica, arrivo lo stesso sui pc dei giornalisti. E qualcuno riprende. 24 aprile sera: mi hanno invitato a Telelombardia per una trasmissione "bestiale". Ogni candidato - uno per lista perché altrimenti la par condicio colpirà severa - con un animale. Luna, la mia meticcia di 9 anni, mi segue mesta. Capisce al volo, quando le metto il collarino rosso nuovo fiammante, che sto per incastrarla in qualche strana faccenda. In studio il clima si fa subito terribile. C'è un S. Bernardo gigantesco di una di An che ogni 5 minuti si avventa su qualche malcapitato e questa che ripete insistemente "Ma lui è buonissimo...". Il momento più esilarante è quando, parlando di cacche dei cani, qualcuno dice che per il suo bassotto è sufficiente un fazzolettino per raccogliere gli escrementi e la paletta non serve. E una voce dal fondo grida: "E quella del S. Bernardo che fa, usa il badile?". Dopo due ore di sofferenza per tutti - animali e persone - la trasmissione finisce. Torno a casa dalla mia fidanzata e lei, che è un'animalista convinta, mi aggredisce urlando: "Non si portano gli animali negli studi televisivi, soffrono!". Ha ragione e mi sento molto stupido. Mi rimane una soddisfazione: sono l'unico che ha cercato di parlare, nella marea di urla, del programma animalista per Milano, quello del Comitato Voto Anch'io lanciato online dall'associazione Progettogaia.org. 25 aprile: manifestazione esaltante. Un sacco di gente e una serata molto bella nei giardini del Pini, con musica, artisti e facce allegre. Come al solito il 25 aprile non ci risparmia la pioggia, ma questo è messo in conto fin dall'inizio. Durante il corteo incrocio qualcuno che ha visto il diario. Quasi tutti lo trovano carino (meno male!), quasi nessuno mi dà del pirla (redazione di Clarence, beccati questa), assolutamente nessuno si pone il problema che non si parli del programma dei Verdi o mio per Milano. Bene, anche per questo allora lascio un rimando web ai volenterosi: Verdimilano.it (poi la redazione, per par condicio, penserà a inserire i link ai programmi degli altri partiti, vero?).(Ma certamente, ndr.). 26 aprile: chiamo l'amico dei pupazzi (quello da cui organizzo le feste e che mi suggerisce "idee geniali" per il programma, tipo schierarmi a difesa della lobby dei clienti delle prostitute). "Ciao, senti, la festa è stata davvero una figata. Ne facciamo un'altra al più presto?"; "Sì, sì, non c'è problema"; "Grazie sei molto gentile, allora ciao"; "No, scusa, aspetta un momento"; "Dimmi"; "Volevo farti una proposta politica"... Fredde gocce di sudore iniziano a correre lungo la mia fronte. "Rieccolo con i clienti delle prostitute", penso terrorizzato: "E adesso cosa gli dico?". Ma lui non parla di prostitute questa volta. Questa volta ne azzecca una più vicina alle battaglie a cui sono più affezionato. "Dovresti presentarti ai milanesi lanciando una proposta di grande civiltà. Chiediamo l'abolizione del carcere! Non della pena, ben inteso, ma del carcere. Come si è fatto per i manicomi, pian pianino, ce la faremo"; "Mi pare un filo impegnativo per un peone qualunque che vorrebbe diventare consigliere comunale di Milano", gli rispondo. "Ci posso pensare qualche giorno?". 26 aprile sera: vado a cena in un ristorante dove si mangia praticamente solo carne. Sì, elettrici ed elettori, non sono vegetariano! Siamo in un gruppetto, si mangia, si ride, si beve. Alla fine affronto i simpatici fratelli che gestiscono il posto (chi indovina il ristorante vince una cena lì con me, offerta dai gestori che ancora non lo sanno ma sono sicuro che gliela scrocco): "Sapete, sono candidato. Vi posso lasciare qualche cartolina?". Non mi sembrano proprio felici, ma appena salta fuori la mucca che dice Non fossi pazza... voterei Baruffi il loro viso si entusiasma. La vogliono, la daranno ai loro clienti carnivori, stanno sublimando il dramma della fiorentina con l'ironia. Vado a nanna sereno...
ps: una clarenciana ha indovinato parzialmente la soluzione al quiz della citazione posto all'inizio. Però vota un altro partito...
ps2: prima di lei ci aveva provato un professore di diritto costituzionale di una delle facoltà più prestigiose d'Italia. Naturalmente ha sbagliato in modo grossolano!