Alla Camera, la Casa delle libertà otterrebbe 350 seggi, l'Ulivo 260, le altre forze 20. Visto che i deputati sono in tutto 630, la maggioranza si ottiene con 316 voti. Secondo questa simulazione, dunque, la coalizione guidata da Silvio Berlusconi conterebbe su un margine di 34 voti. Sono abbastanza, a patto che tutti i partiti dell'alleanza restino uniti. Il pensiero corre naturalmente alla Lega nord di Umberto Bossi che, a differenza di quanto ha sempre sperato (e proclamato) Silvio Berlusconi, sarà determinante per la maggioranza.
Al momento, i calcoli sulla distribuzione dei seggi fra i singoli partiti possono essere solo approssimativi, ma un ordine di grandezza può essere dedotto dalla ripartizione delle candidature decise all'interno di ciascuno schieramento. La Lega dovrebbe contare su circa 45 deputati, quindi più che sufficienti per mettere in crisi la Casa delle libertà in caso di contrasti. Forza Italia avrebbe circa 175 deputati, An un po' meno di 70, il Biancofiore oltre 30.
La coalizione di Francesco Rutelli, secondo la simulazione Diario/People Swg, affronta questa ultima fase di campagna elettorale con una "dote" di 260 seggi. Si può stimare che, grosso modo, i Democratici di sinistra avranno 120 deputati, la Margherita poco meno di 100, il Girasole circa una trentina, una dozzina i Comunisti italiani.
Le altre formazioni dovrebbero contare su una ventina di rappresentanti in tutto, compresa Rifondazione comunista, che nella corsa per Montecitorio si presenta solo per la quota proporzionale. Con il 6 per cento dei consensi che attualmente gli attribuiscono i sondaggi, dovrebbe riuscire a conquistare circa 17 seggi. Per quanto riguarda le altre forze, si tratta di vedere chi supererà le quota di sbarramento del 4 per cento, necessaria per partecipare alla spartizione dei seggi proporzionali. Per il momento, il più vicino appare il Movimento Antonio Di Pietro-L'Italia dei valori, accreditato dai sondaggi proprio al 4 per cento. Sembrano in maggiore difficoltà la Lista Bonino (3 per cento), Democrazia europea (2,5 per cento), il Partito socialista (0,5 per cento) e la Fiamma Tricolore (0,5 per cento). Il movimento di Pino Rauti dovrebbe però entrare a Montecitorio in virtù degli accordi locali stretti con la Casa delle libertà. (mp)