Paola Balducci è una bella signora bionda, fa l'avvocato, milita nei Verdi e alle prossime elezioni contenderà un seggio da deputato a Cesare Previti. Il collegio che ospita la contesa sta a Roma, è il numero 22 e si chiama Tomba di Nerone, perché lì si trova il sepolcro del sinistro imperatore. Oltre alla tomba, ospita anche Cesano, il paese in rivolta contro le antennone di Radio Vaticana e le loro onde elettromagnetiche, che superano i limiti di legge e, secondo gli abitanti, provocano malattie mortali. Poi ci sono anche una zona molto popolare, come Casalotti, e una zona molto esclusiva, come l'Olgiata. Insomma, un collegio piuttosto complicato. Infatti lì è difficile prevedere chi vincerà. Nel 1996 Previti la spuntò con il 47,4 per cento (40.643 voti), contro il 46 per cento (39.421 voti) del candidato del centrosinistra, Saverio Collura. Milleduecento schede di differenza, dunque. Poi, alle regionali che portarono alla presidenza della regione Lazio Francesco Storace, il vantaggio del Polo aumentò sensibilmente, fino a toccare circa il 10 per cento. Previti, dunque, poteva considerarlo un buon collegio. Ma a quanto pare non è così.
Nel numero scorso di Diario delle elezioni abbiamo pubblicato le proiezioni di People Swg sulle sfide dei big. A Roma-Tomba di Nerone, il centrodestra è dato al 45 per cento, il centrosinistra al 44. E così l'Ulivo comincia a sperare nel colpaccio. Circolano anche dei sondaggi interni, che a quanto si sa confermerebbero il margine risicatissimo in favore dell'avvocato di Silvio Berlusconi. Ma al di là delle cifre, è interessante quello che emerge sulla valutazione che i cittadini danno sul discusso candidato di Forza Italia. Uno si aspetta che sulla sua immagine pubblica pesino le inchieste, i processi ai quali è tuttora sottoposto, l'atteggiamento di scontro frontale con i giudici. Invece no. Secondo il sondaggio commissionato dall'Ulivo, i difetti che potrebbero costargli il posto sono soprattutto l'elevato tasso di assenteismo parlamentare, l'assoluta latitanza nel collegio che lo ha eletto, l'inefficienza (intesa come scarsa capacità di portare a Montecitorio i problemi di quella fetta di cittadinanza romana).
Un candidato poco gradito, insomma. "Dai risultati del sondaggio, si vede che le persone meno disposte a votarlo sono quelle che si collocano al centro, compresi molti elettori del Polo", commenta Gianfranco Passalacqua, il consigliere politico di Grazia Francescato che segue la campagna elettorale di Paola Balducci. "Ovviamente nel sondaggio non abbiamo messo riferimenti alle vicende giudiziarie di Previti, né la Balducci è intenzionata a fare campagna elettorale su questi argomenti". Pensare che, per ironia della sorte, Paola Balducci è docente del corso di Polizia tributaria della Guardia di finanza: insegna Diritto penale dell'economia alla scuola sottoufficiali dell'Aquila. Su certe pieghe della biografia di Previti, insomma, sarebbe ben ferrata.
Un altro elemento potrebbe spaccare l'elettorato conservatore. Il collegio 22 era ambito da Alleanza nazionale, e la scelta di imporre Previti è apparsa come una forzatura, anche a molti elettori di Forza Italia. Tanto più che la "discesa in campo" di quel nome ingombrante era stata sconsigliata da commentatori molto ascoltati dall'elettorato moderato: Indro Montanelli e Sergio Romano, entrambi dalle colonne del Corriere della sera.
Resta da vedere cosa succederà a Cesano, il paese delle antenne. Molto dipenderà dalla campagna elettorale (ma Previti quanta ne farà "sul territorio"?), perché la gente ha sentimenti contrastanti. Da un lato, riconosce al centrosinistra di aver approvato una legge sull'elettrosmog fra le più restrittive del pianeta; dall'altro, vede il governo in difficoltà nel farla applicare, soprattutto con una controparte ingombrante come l'emittente pontificia. E l'isolamento in cui si è ritrovato il ministro dell'ambiente Willer Bordon su questo tema non giova alla causa. (mp)