Il polo vince, ma non troppo
Distacco invariato, ma il clima cambia. La rilevazione Diario/People Swg dà il Polo al 47,5 per cento e l'Ulivo al 41,5. Crescono Di Pietro e D'Antoni.
Qualcosa si muove, qualcosa che induce molti, anche alcuni istituti demoscopici, a ritenere che la distanza tra i poli vada riducendosi e che l'Ulivo affronti con maggior vigore l'ultimo mese di campagna elettorale. Ma questa fibrillazione resta ancora sotto traccia, tanto da non riuscire, almeno per adesso, a segnare differenze numeriche rispetto ai giorni scorsi. È quanto emerge dall'ultima rilevazione Diario/People Swg sul voto di coalizione, che mostra una forbice inalterata - pari a 6 punti - tra i poli. Casa della libertà: 47,5 per cento; Ulivo: 41,5 per cento.
Il sondaggio sul voto di coalizione è stato effettuato tra il 31 marzo e il 3 aprile su un campione di 1.600 italiani maggiorenni, stratificato per sesso, area geografica e ampiezza demografica del Comune di residenza. Rispetto alla rilevazione del 22 marzo, la Casa delle libertà perde mezzo punto (dal 48 per cento al 47,5) e stessa sorte (dal 42 al 41,5) tocca all'Ulivo di Francesco Rutelli. Anche negli altri schieramenti le differenze viaggiano intorno al mezzo punto percentuale: sale dal 3,5 al 4 l'Italia dei valori di Antonio Di Pietro, dal 2,5 al 3 Democrazia europea di Sergio D'Antoni. Segna invece un calo dal 3 al 2, 5 per cento la Lista Bonino.
Inalterata invece la percentuale attribuita alla Fiamma Tricolore che resta sull'1 per cento, mentre alle altre liste viene attribuito uno 0,5 per cento. Una significativa differenza viene invece dall'ultimo dato: con l'avvicinarsi delle elezioni la quota di coloro che non rispondono va assottigliandosi, passando dal 22 per cento della scorsa rilevazione al 17.
Perché gli operai non votano più come una volta?
Poca ideologia, grande attenzione alle politiche economiche, valori che spesso sono tutt'altro che allineati con la tradizione di sinistra. È questa l'"atmosfera" politica che si respira in fabbrica, secondo il Focus group realizzato da People Swg su 8 operai dell'industria, tutti maschi di età compresa fra i 25 e i 55 anni. 4 di loro sono assunti con contratto a tempo indeterminato, gli altri 4 a termine.
Il Principe sceglie, l'elettore obbedisce. E gli esclusi "avvertono"...
La promessa che stava dietro le riforme del sistema elettorale compiute negli anni scorsi era quella di togliere potere alle segreterie di partito e accrescere invece il protagonismo dei cittadini elettori. Promessa non mantenuta: dopo lunghe e faticosissime contrattazioni da calciomercato, a scegliere le candidature sono stati, da una parte il Principe della Casa delle libertà, dall'altra il gruppo ristretto degli oligarchi dell'Ulivo.