Non appena saputa la notizia, Emilio Fede è andato su tutte le furie: "Il tirapiedi del Cavaliere lo faccio solo io! Che cosa vuole quel Crespi con i suoi sondaggini da quattro miliardi?". Estrema soddisfazione è stata invece espressa da Vittorio Feltri, Mario Giordano e Giuliano Ferrara: "Crespi viene su davvero bene, ha imparato il mestiere fin da subito. I nostri complimenti". Luigi Crespi, presidente di Datamedia, una delle quattro più importanti società di sondaggi d'Italia, si è finalmente guadagnato un posto d'onore nel gotha politico-imprenditoriale che sguazza a bordo-berlusca. E a festeggiare la sua promozione ci ha pensato Il Diario in edicola venerdì 13 aprile. Il settimanale diretto da Enrico Deaglio ci ha anticipato in esclusiva un documento riservato che dimostra che la Hdc Datamedia Spa, oltre a gestire i sondaggi elettorali per Forza Italia e gli altri partiti, si occupa anche dell'affissione dei manifesti elettorali del partito di Silvio Berlusconi (uno di quelli che vedete qui a fianco), ricavandone ovviamente vantaggiosi emolumenti. Il prospetto riporta una serie di date e cifre che, sommate tutte assieme, formano la cifra di 15 miliardi di lire solo per l'anno 2000. La data indicata per il pagamento è l'8 marzo 2001, l'ultimo è per il 15 aprile. Accidenti che efficienza! Un servizietto davvero completo.
Il nostro pensiero adesso va agli impiegati della Datamedia. Pensate che vitaccia: alla mattina alle 8.00 arrivano in ufficio in giacca e cravatta e sondaggiano a destra e manca fino a tarda sera. Dopodiché indossano la tuta blu di ordinanza, prendono colla, pennello e manifesti tricolore e via per le strade di Milano ad attacchinare sui muri il testone pelato del Berlusca.
Scherzi a parte, ci chiediamo insieme ai colleghi de Il Diario se la duplice attività di Crespi, quella di attacchino di Forza Italia e quella di rilevatore di propensioni e intenzioni di voto, siano compatibili tra loro. Anzi, per fugare ogni dubbio, l'abbiamo chiesto direttamente a Crespi, il quale si è incazzato non poco e ci ha risposto: "Non c'è nessuna incompatibilità. Ciò che conta è solo la qualità dei miei sondaggi, che sono sempre esatti. Il resto sono tutte cazzate! Anzi, voi in redazione avete dei muri liberi? Già che ci sono, se passo di lì, vi pennello due manifestini".
Giudicate voi... qui sotto trovate l'intervista a Luigi Crespi e in esclusiva per il web l'articolo di denuncia de "Il Diario".
Parla Luigi Crespi
"E' tutto vero, la mia società, la Hdc Datamedia, svolge entrambe le attività rimanendo perfettamente indipendente. Questi attacchi rasentano un livello bassissimo di polemica politica. Il resto sono tutte cazzate. Ho iniziato a fare l'attacchino per il Partito Comunista e devo dire che ho imparato bene". Luigi Crespi conferma senza alcun problema l'indiscrezione de "Il Diario" e contrattacca: "Sapete che il presidente della società di sondaggi SWG possiede metà barca di Massimo D'Alema? E lì dove sta l'indipendenza?"
Datamedia dà i numeri. Ma organizza anche le affissioni di Forza Italia...
Storia di Luigi Crespi, dall'ultrasinistra alla corte di Marcello Dell'Utri. E di alcuni imbarazzanti documenti commerciali. Datamedia è la società di sondaggi che sforna le mirabolanti rilevazioni secondo cui Silvio Berlusconi è venti punti davanti a Francesco Rutelli.È il genere di notizia che ogni candidato alle elezioni vorrebbe avere...
Partiti stabili, in attesa della campagna "vera"
Sondaggio Diario/People Swg sul proporzionale: crescono Ds, An e Lega, stabile Forza Italia. Penalizzato il Girasole
Alla viglia dell'inizio della campagna elettorale vera e propria, con i candidati ufficialmente schierati nei collegi e nelle liste, la situazione che riguarda il voto proprorzionale appare piuttosto stabile.
Lo rivela il sondaggio Diario/People Swg sul peso dei singoli partiti, realizzato lo scorso 10 aprile su un campione di 1.000 italiani maggiorenni, stratificato per sesso, zona geografica e classe di ampiezza demografica del Comune di residenza.
Fra i partiti in crescita, rispetto al sondaggio dello scorso 19 marzo, ci sono i Ds, che passano dal 18,5 al 19per cento; Alleanza nazionale, dal 13,5 al 14; Lega nord, dal 5 al 5,5 per cento.
Nel centrosinistra appare penalizzato il Girasole: il dato dello scorso 19 marzo dava i Verdi al 4 per cento e lo Sdi all'1 per cento, per un totale di 5 punti; l'ultima rilevazione, fatta sul nome della nuova alleanza, attribuisce al tandem Francescato-Boselli solo il 3,5 per cento dei consensi.
Mentre Forza Italia resta stabile al 27 per cento, si registra un leggero calo di Rifondazione comunista, dal 7 al 6,5 per cento. Fra le altre sigle, da notare il calo del Partito socialista di Bobo Craxi e Gianni De Michelis (sono allo 0,5 per cento) e della Lista Bonino, oggi al 3 per cento. Stabili il Movimento Antonio Di Pietro-L'Italia dei valori e Democrazia europea di Sergio D'Antoni, rispettivamente al 3 e al 2,5 per cento. Nonostante l'avvicinarsi dell'appuntamento con le urne, non accenna a diminuire il dato dei non rispondenti, che anzi registra un lieve incremento, dal 21 al 23 per cento.
Come mostra la tabella qui sopra, 5 mesi di campagna elettorale strisciante - ma intensa - non hanno mutato di molto gli equilibri. Forza Italia stava al 26,5 per cento lo scorso 11 novembre, ha toccato il 28 e oggi sta al 27. I Ds hanno cominciato al 19 e oggi sono allo stesso punto. Alleanza nazionale è passata dal 14,5 al 14 per cento, e così via. Cosa cambierà da qui a un mese? (mp)
La prima volta dei giovani
I "debuttanti" alle elezioni: sono disgustati, ma al voto ci tengono. Per loro è la prima volta, e come sempre succede in questi casi, arrivano all'appuntamento con un misto di confusione e curiosità. Alle prossime elezioni circa 3 milioni di giovani italiani affronteranno il loro primo voto politico. Con quale spirito?