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Sei qui:   Homepage > Società > Speciali > Globalizzazione > In bici > Diario: 19/07/01
 GIOVEDI' 19/07/01: ARRIVATO!
L'arrivo a Genova "GUARANA', GUARANA',
E' ARRIVATO IL GUARANA'"


Ore 6.30: la sveglia
La giornata inizia molto presto perché l'ultima tappa è la più faticosa e la più lunga di tutte. Bisogna fare una buona colazione e prepararsi ad affrontare la dura sella e i pedali che girano a fatica con un po' di stretching. Entro un paio di ore bisogna essere tutti pronti. E così sarà. Sono pronti anche i nove tedeschi di Monaco di Baviera che si sono uniti all'ultimo momento. Sono dei gran pedalatori. Banesto (così soprannominato per i vistosi sponsor che ha sulla maglietta super professionale) ieri aveva percorso 220 chilometri. Un pazzo dalle gambe d'acciaio. Anche oggi non smentirà la sua predisposizione alla pedalata.
Ore 9.30: la partenza
In cielo ci sono delle brutte nuvole che minacciano pioggia. Ancora acqua in piena estate? Già, ma si sa, il governo è ladro... Sulla strada tutto ok, tranne una caduta di Sara che, per la fatica, veniva trainata da un paio di ciclocontestatori. Nulla di grave, solo un graffietto alla gamba.
Ore 11.00: un incontro inaspettato
"Cos'è questo? Il Giro d'Italia?". Mentre il gruppo è fermo per una breve sosta giunge inaspettata la domanda di Nate, 27 anni, americano del Tennessee in vacanza ciclistica in Europa da 12 giorni. Arriva da Parigi e non ha nemmeno l'idea di cosa sia il G8. Qualche volontario gli spiega perchè quella carovana di puzzolenti ragazzi sta andando nel capoluogo ligure e Nate dice: "Bene, vengo anche io". E' bene accetto, ovviamente gli è stata promessa in cambio una cena con il suo connazionale mr. Bush. Sarà d'accordo, il matador del Texas?
Ore 13.30: il pranzo
Tutto bene fino alla salita che porta al passo dei Giovi, l'ultima fatica prima di Genova. Un piatto di riso freddo (cucinato con gli immancabili pomodori della sera prima perché durante questa tappa nessuno accoglierà il gruppo) e subito si riparte per la strada che ormai è diventata una pozza d'acqua, tanto piove.
Ore 16.30: il passo
La salita spezza le gambe, ma i più temerari si lanciano in una sfida: chi arriverà prima in cima al passo? Partono le scommesse. Il favorito, il battitore della scalata, è Claudio. Lo danno uno a uno. Ma tutti rimarranno delusi quando Banesto (il tedescone) si lascierà dietro tutti. Quando tutti arrivano in cima scoppia un applauso: sia per complimentarsi per la determinazione, sia perché ormai si è a un passo dalla meta.
Ore 17.00: il cartello
Dopo una decina di chilometri di sola discesa appare il cartello segnaletico. Che c'è scritto su? Genova, città denuclearizzata. La foto è d'obbligo, c'è chi ha appeso fiori al segnale, chi lo abbraccia, chi si appende come fosse una scimmia. Intanto arriva una conferma: il gruppo è stato autorizzato ad attraversare la città passando dalla sopraelevata. Beh, che c'è di tanto speciale? Tanto, perchè passa proprio sulla zona rossa della città. Tutti esultano. Si riparte con energia nei polpacci, tanto la strada è in discesa...
Ore 18.15: la zona off limits
Dopo essere entrati in città (con calorosi saluti della gente che incita tutti a pedalare), il gruppone sfila sulla sopraelevata ammirando Genova dall'alto. Lo spettacolo è mozzafiato, a destra il porto, a sinistra i carrugi e i vicoletti tipici della Liguria. Qualcuno si emoziona e rallenta il passo il più possibile, per gustarsi al massimo quell'emozione unica. Dietro una fila di auto impazienti di passare. Ma ormai si è vicini e gli slogan cantati dai ragazzi con la pettorina gialla sono davvero colorati. Il più bello? "Ma quale zona rossa, ma quale zona gialla, questi sono solo 8 stronzi, che stanno a galla".
Ore 18.30: piazza Kennedy
Siamo arrivati. La meta finale di BiciG8 è il piazzale che sta di fronte alla fiera internazionale, a due passi da palazzo Ducale, dove si terrà il summit. L'accoglienza è calorosissima. Applausi a non finire, giornalisti e cameramen che si lanciano avidi di informazioni sui sudati ragazzi che hanno compiuto l'impresa. E' fatta, con tanto cuore, tanta passione e tanto dolore al fondoschiena. "Questa te la ricorderai finché campi", è il commento che più circola tra i ragazzi di BiciG8. Oramai manca solo raggiungere il campo dove andare a dormire: Il Carlini.
Ore 20.30: stadio Carlini, il campo dei "disobbedienti civili"
Il centro sportivo che ospiterà i ragazzi di BiciG8 è il Carlini, un campo a nord-est del centro della città. In mattinata il campo (dove sta anche Luca Casarini, il portavoce delle tute bianche) è stato oggetto di un tentativo di perquisizione da parte della polizia. Manuel, genovese, attivista dei Giovani comunisti e del Genoa Social Forum, ci racconta come sono andate le cose. "Oggi, verso le 6.15 sono piombati qui 200 celerini in assetto anti sommossa, con caschi e manganelli pronti per ogni evenienza. Sono arrivati qui perché erano alla ricerca di armi e di esplosivi. Noi - continua Manuel - li abbiamo bloccati e abbiamo subito chiamato la stampa e un gruppo di avvocati che ci dà una mano. Sono arrivati la Rai, Tg5, Indymedia ed è iniziata la trattativa. Quattro funzionari della Digos sono stati allora scortati per un'ispezione dai responsabili del campo, da alcuni avvocati e dai giornalisti. Intanto noi avevamo tirato fuori le nostre uniche armi: gli scudi di protezione per le azioni di disobbedienza civile. Dopo pochi minuti sono tornati indietro e uno dei funzionari ha avuto il coraggio di dire 'Mah, noi si era venuti per vedere come andavano le cose qui'". Con 200 celerini?
Le strategie per creare disordini da chi verranno alimentate? Non crediamo dai ragazzi che si sono trovati a Genova per dire No a un mondo gestito da otto "potenti". D'altronde "loro sono otto, noi 6 miliardi", cita una delle magliette che circolano per la città dove si sente parlare in portoghese, in tedesco, in svedese, in francese e ogni tanto, anche in italiano.
Qualche appunto tecnico sulla biciclettata che ci ha portato da Milano a Genova:
197, i chilometri totali percorsi
16, la velocità media in km/h
12.20 le ore nette di pedalate per arrivare al mare
42, la velocità massima raggiunta, in discesa
85, i chilometri della tappa più lunga
4.50, le ore impiegate (in pedalate nette) per arrivare a Genova partendo da Alessandria.

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  di Alberto Burba
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   data: 19 luglio 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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