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  I VOSTRI INTERVENTI
I vostri interventiFau
Penso che la globalizzazione non sia una cosa su cui essere d'accordo o no... sono contrario alla schifosa mercificazione del mondo, e per mondo intendo tutto... salute, sapere, natura, diritti, sesso... dove entra il dio denaro non ci può mai essere disinteresse, solo interessi! Caso tipico: una casa farmaceutica ritira dal mercato un farmaco per una malattia gravissima (ma curabile), ma rarissima. Quindi non ha mercato e non conviene produrla! Questo è il liberismo senza regole, questo hanno scelto gli italiani!

I vostri interventiNix, Firenze
Non sopporto il mondo globalizzante che mi vorrebbe togliere il lardo di colonnata, il lampredotto, la bistecca alla fiorentina e lasciare al loro posto solo il big mac... sono di Firenze, non di New York, e voglio poter scegliere quando e se intossicarmi col big mac e quando gustare i sapori della mia terra... questo solo per parlare del quotidiano...

I vostri interventiGiuseppe Gatto
Sono decisamente contrario alla globalizzazione, che tuttavia non può essere eliminata, come propongono alcune frange estreme, bensì va governata affinchè non provochi lo sfruttamento dei paesi ricchi a danno dei poveri. Vorrei sottolineare che in Italia il primo che intravide il pericolo globalizzazione fu l'inascoltato P. Paolo Pasolini quando denunciava l'avvento del consumismo fascista!!! Spero tanto che i Ds nel prossimo congresso mettano in agenda il problema della globalizzazione, altrimenti continueranno a perdere voti!!!!!!!! Massimo mi raccomando...

I vostri interventiEdoardo
Certamente è impossibile essere contrari alla globalizzazione. Un mondo dominato da multinazionali affamate di potere è degno solamente dei peggiori film di fantascienza. Ma è indubbio che una protesta stupida come quella a cui stiamo assistendo non risolverà la situazione. Non capisco come si possa giustificare quello a cui abbiamo assistito. Come tutte le lotte che hanno una base più che concreta sono rovinate da stupidi ignoranti che vi aderiscono solamente per creare confusioni e far passare tutti dalla parte del torto. Invece di distruggere le vetrine del McDonald's, imparasse a non andarci! E soprattutto imparassero a ragionare con la propria testa e non con stupidi stereotipi! Mi sembra incredibile che centinaia di persone abbiano così a cuore il problema della globalizzazione da doversi comportare in quel modo. Io piuttosto mi chiedo quanti di loro sappiano concretamente il nocciolo della questione, che purtroppo va al di là di stupidi slogan. La globallizzazione è certamente un problema enorme, ma una massa di coglioni come quelli che abbiamo visto finora all'opera non staranno facendo solamente il gioco delle multinazionali. Non generalizzo, anzi GLOBALIZZO, il discorso a tutti i partecipanti alle manifestazioni; ci saranno sicuramente persone serie e motivate. Ma mi chiedo: quante saranno?

I vostri interventiLaura
Io a Genova non ci vado; e non perché anch'io non senta il desiderio di far capire ai padroni giottini quanto noi giovani siamo INCAZZATI per quello che vogliono fare del NOSTRO mondo (già, perché il mondo è nostro, di noi giovani di razze culture nazionalità diverse, e non delle multinazionali che vogliono calpestarla, questa diversità). Mi piacerebbe il 20 star lì a tirare sanpietrini, a gridare con mille altri che il colore del denaro non conta, l'unico colore che conta è il ROSSO, il colore del cuore, che è lo stesso per i poveri e per i ricchi, per i bianchi e per i neri, per tutti. E vorrei essere lì per dire a quei signori che non vogliamo vivere in un mondo in cui chi è rimasto indietro non viene aspettato, ma calpestato, e se tenta goffamente di rimanere a galla non viene aiutato, ma spinto più in fondo: non è questo il mondo in cui vogliamo vivere e in cui vogliamo che crescano i nostri figli, noi vogliamo poter chiamare chiunque in qualsiasi parte del mondo FRATELLO.
E gli direi che non è giusto un mondo, in cui una minoranza, forte del capitale, soffoca la rimanente maggioranza; in cui un quinto della popolazione mondiale fa la dieta, e il resto la fame; in cui solo pochi eletti hanno il diritto di sedersi al tavolo dei padroni, e tutti gli altri rimangono in un angolo buio ad aspettare, se ci sono, gli avanzi.
Vorrei essere a Genova in mezzo al popolo di Seattle, il popolo della solidarietà, della multietnicità, dei giovani; anche se purtroppo non potrò essere materialmente con loro, io ci sarò comunque, come tutti quelli che nel mondo sentono ardere dentro di sé la fiamma della fratellanza e dell'uguaglianza, o semplicemente non vogliono che qualcuno decida il loro futuro al posto loro; ci saremo, quindi, e ogni cuore sussurrerà appena quella parola, così semplice e naturale, ma ormai così dolorosa e sofferta, e battendo all'unisono i nostri cento, mille, milioni di cuori quei sussurri diventerranno un coro, che si alzerà per le strade di Genova, e i padroni non potranno tapparsi di nuovo le orecchie, dovranno ascoltarlo, stavolta, il grido del popolo di Seattle: GIUSTIZIA!

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   data: 20 giugno 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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