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  I VOSTRI INTERVENTI
I vostri interventiStefano Bigioni
Finalmente con la bombetta, che ricorda molto la strategia della tensione, sono riusciti a legittimare tutte le incostituzionalità dei provvedimenti prefettizi riguardo al G8. Dal divieto di volantinaggio, al divieto di manifestare. Addirittura hanno blindato una città come non si era mai visto, qualche paranoico ha messo i missili all'aeroporto per eventuali attacchi aerei, sommergibili nel porto per attacchi dal mare, ecc. Certo che la paura di perdere dei privilegi fa finalmente venire a galla tutta l'arroganza dei paesi più ricchi. Chi andrà a Genova lo farà pacificamente e vorrebbe anche fare in modo che le persone che incontra siano informate correttamente sul problema della globalizzazione. Che poi nella massa ci siano imbecilli violenti o infiltrati, per giustificare le cariche della polizia come negli anni '70, purtroppo sarà inevitabile. Ma posso assicurare che la stragrande maggioranza non è così ed è contro ogni forma di violenza.

I vostri interventiDavide Piank
Io e miei amici e compagni, siamo convinti oppositori della globalizzazione. Ma da chi è composto questo "popolo di Seattle"? Da pacifisti, femministe, animalisti , ambientalisti, zapatisti, anarchici e comunisti; ma tutti in comune abbiamo una forte sete di democrazia, di giustizia e di pace e vogliamo la libertà che ci è stata tolta dai potenti. Questo è un articolo di parte, ma non dalla parte di un gruppo di giovinastri bombaroli, dalla parte della gente comune; è errato e deleterio farne una lotta di partito o una battaglia destra-sinistra, nel mio fronte ci siete anche tutti voi, è una lotta di popolo nella sua interezza, contro i grandi delle multinazionali, dell’imperialismo e del capitalismo globalizzato che vanno contro tutti i lavoratori e vedono i consumatori come una massa informe di gente che compra con i paraocchi ciò che le multinazionali ci obbligano a comprare: il loro marchio, la firma: la condanna a morte per i paesi in via di sviluppo, uno sviluppo che i paesi postindustrializzati non vogliono. La globalizzazioine è stata il sogno del '900, il sogno del villaggio globale, la cultura e l'informazione globale, ma adesso possiamo comprendere come tutto ciò che ci hanno detto sia stato soltanto una "promozione" ad una inevitabile globalizzazione economica, un pericolo per tutti noi e porta ad un inevitabile collasso culturale, sociale ed ambientale che è già incominciato; e non pensiate che non rappresenti un pericolo per gli imprenditori, la libertà commerciale è tra le prime ad essere attaccate dal mercato selvaggio delle multinazionali che manipolano la gente e si infiltrano subdole tra noi per sussurrarci nell'orecchio consumatori cosa dobbiamo desiderare e comprare. Il marketing non sonda tra le mode per proporci ciò che vogliamo, il marketing ci dice ciò che vogliamo; in America hanno in inventato i "cool hunter", il loro mestiere è creare mode e venderci ciò che ci hanno fatto desiderare per raggiungere i modelli posti dal mercato, instaurando la vendita di uno stile di vita, non di un prodotto, ne è prova il fatto che in tv lo spot promuove sempre più il marchio e non la merce, siamo tutti vittime inconsapevoli del branding. Dovremmo informarci tutti noi sulle ragioni dei contestatori, Naomi Klein nel suo "No Logo", ritenuto la bibbia del popolo di Seattle, spiega di cosa abbiamo paura, della corsa dell'advertising serrato e in aumento esponenziale, paura di una vita regolata dal logo, una vita guidata dallo sponsor, lo sfruttamento del lavoro (soprattutto minorile) e sfruttamento ambientale da parte delle multinazionali, delle quali si conoscono i nomi e sono: nike, adidas, mattel, ibm, malboro, diesel, gap, shell, disney, philips... sfruttamento che si abbatte sul terzo mondo, il successo dell'economia capitalista si fonda sullo sfruttamento dei paesi più poveri, e più l'economia in america va avanti, più è il sud del mondo a pagarne le conseguenze: il lavoro si svolge nel sud, le risorse umane ed energetiche vengono tratte dal sud ma il capitale passa al nord del mondo, e non a tutti: alle multinazionali, il resto della gente deve solo comprare. Una cosa che mi urta è l'ipocrisia della gente che per buonismo dice di aver un cuore grande per il terzo mondo, gli stessi leader del g8 dichiarano di voler aiutarli ma è tutta una farsa, è la legge della conservazione della materia: a chi andrebbe di rinunciare a parte della propria ricchezza per risollevare la situazione dei popoli che muoiono di fame? A nessuno, perché le uniche leggi che regolano la nostra società e la nostra cultura sono quelle del profitto, del superamento e della prevaricazione del prossimo, quindi lo sfruttamento del sud del mondo è giustificato da fini economici, di mercato.
Il pericolo per noi consumatori è pensare di poter ancora scegliere, invece compriamo sempre la stessa cosa, dalle solite persone, il marchio è l'anima dell'economia globale ed esso si fonda su fusioni e sinergie, che portano inevitabilmente il consumatore nella gabbia del monopolio. Dov'è la libertà allora? L'unica libertà che avevamo era quella di scegliere cosa comprare, ora non possiamo nemmeno fare quello, il trust non è solo economico, il trust è in tutte le nostre menti; quant'è bello il mcdonald's che fanno vedere in tv! Vogliono conquistare i più piccoli con i pupazzetti disney che si trovano tra coca cola e panino, panino le cui carni ci hanno privato di un polmone verde, ed anche la coca cola non si salva dai crimini di mercato, così come la disney che spaccia buonismo e buoni sentimenti sulle magliette cucite sul sangue di migliaia di bambini uccisi dallo sfruttamento.
"Gustati il rinfrescante sapore dell'innalzamento della temperatura ai poli" è lo slogan che accompagna l'immagine degli orsi coca cola che va alla deriva su un iceberg sempre più piccolo in uno dei manifesti shock ideati da Kalle Lasn, uno dei teorici del movimento anti-multinazionalista; un'altra immagine è quella della bandiera americana con le stelle sostituite dai loghi delle multinazionali. Il capitalismo globalizzato è un fallimento perché nutre una parte della società schiacciandone altre, il mondo è come il corpo umano: quando un solo organo va in cancrena, alla fine muore tutto l'organismo; dobbiamo aspettare che succeda per capirlo? Tanto, anche se succede non ce lo diranno, chi dovrebbe informarci? Lo stesso che ci governa, Silvio l'ipnotizzatore. Nello stato delle grandi aziende il più grande strumento di propaganda è la tv ed un trust nell'informazione è inammissibile in democrazia. E dallo stupro delle multinazionali non si salva nessun popolo, il capitalismo si è esteso ovunque, anche in Cina ed in altri paesi comunisti, è in Cina che troviamo la maggior parte delle zone industriali d'esportazione, dove muoiono migliaia di operai, in una terra senza leggi, dove i padroni sono i subappaltatori della nike, adidas, gap, disney... 30 milioni di persone che in tutto il mondo lavorano in condizioni di schiavitù, ed il governo cinese autorizza tutto questo ed i suoi sindacati stanno a guardare, non possono far nulla nelle zone franche, la Cina è il paese dove i dipendenti dei subappaltatori lavorano in condizioni peggiori. E' questo il comunismo fantoccio, falso e inesistente come la democrazia, sono solo parole prese dai libri, solo termini di comodo per giustificare la presenza di un tiranno, significato senza significante, anima senza corpo. I politici fanno di noi quello che vogliono, ci usano come eserciti per le loro lotte personali tra ideologie senza idee ormai. Il declino non è alle porte, è già iniziato.
E' come sul Titanic: stiamo affondando e per tranquillizzarci hanno messo un'orchestrina che suona, ci distrae ma l'iceberg è li! Noi lo sappiamo e manifestiamo contro la globalizzazione, e loro cercano di distrarvi con l'orchestra che vi dice che siamo solo dei vandali, dei terroristi. Non fatevi imbrogliare ancora! Lasciate le vostre etichette dei partiti e ragionate con la vostra testa, liberatevi.
E così sono 8 persone, i rappresentanti degli 8 paesi più ricchi decidono il futuro di 6 milioni di persone facendosi scudo di una democrazia rappresentativa, che non potrà mai rappresentare la gente comune per la sua struttura gerarchica: in futuro il popolo eleggerà un gruppo di persone che a sua volta ne elegge un altro più stretto e più potente, in oltranza fino ad eleggere un capo, un gerarca che poco o per niente rappresenterà i primi votanti, il popolo; ma sarà un governante al quale interessa solo il miraggio di una machiavellica e non democratica ragion di stato spesso influenzata da un forte utile personale o dall'utile di chi gestisce il capitale, e quando poi queste cose coincidono, come nel caso di Bush l'avvelenatore, figlio di un petroliere, siamo noi a pagarne le conseguenze insieme al buco dell’ozono ed a tutti gli innocenti uccisi in guerre costruite dall'America per andare a sedare la pace ed aumentare il proprio potere egemonico sui paesi coinvolti, come in un nobile e politicamente corretto colonialismo. Prima non a caso ho parlato di America e non di Stati uniti, perché adesso con le nuove alleanze economiche del continente americano volute dall'avvelenatore la piazza del commercio americano si è aperta a tutti i paesi delle Americhe, una bella manovra commerciale statunitense per accaparrarsi il 90% delle vendite, ed a questo punto perché non parlare di Wto? Il Wto dovrebbe garantire un commercio equo e giusto tra tutti i paesi membri, invece è schierato dalla parte dei più ricchi, eliminando e demolendo una leale e liberale competizione tra imprese, favorendone quelle dei paesi membri a discapito sempre del sud del mondo e di noi tutti consumatori che non possiamo comprare banane dell'Africa dove tra le banane ci sguazzano e le vendono a basso prezzo, per importare le banane della ciquita che costano di più ma che sono di una multinazionale americana che si limita solo ad etichettare col suo logo le banane delle piantagioni sudamericane.
Non basterebbe un libro per parlare di tutti i motivi per i quali siamo contro la globalizzazione economica, noi combattiamo per la globalizzazione umanitaria e libertà scaturita da un'uguaglianza non retorica e forzata, ma data dall'individualismo, inconcepibile in un mondo globalizzato, il mondo delle masse. Come dice il nostro duce, l'uomo-branding, l'uomo-logo italiano: "E' una scelta di campo", tra il mondo di marca delle firme e delle apparenze, il mondo dello sfruttamento e della prevaricazione, il titanic insomma; e tra un mondo libero, senza marca né padrone, senza colonie, il modo dell'uguaglianza. Tom Peters, l'uomo che ha inventato il marchio ha detto: "Marchio! Marchio!! Marchio!!! E' questo il messaggio... a partire dalla fine degli anni '90" ed un manifestante tra gli gli anarchici risponde: "Antifascismo! Anticapitalismo!! Rivoluzione!!! E' il nostro messaggio per i grandi del mondo".
Sicuramente il g8 è stato colpito, in tutti i sensi, siamo riusciti a evidenziare un problema che altrimenti sarebbe passato inosservato, scivolato via come un'ordinaria cronaca. Non dite che non possiamo fare nulla contro i grandi, non dite che la storia deve andare così, perché la storia siamo noi. E la nostra battaglia non è finita, Genova era solo la partita d'andata, il ritorno è tra tutti noi, nell'opinione che ci faremo tutti quanti, e ricordate che se per costruire un marchio ci vogliono anni, per abbatterlo ci vuole poco: basta l'indignazione critica, rifiutarlo, rifiutare un prodotto che viene venduto ai consumatori occidentali perché nike a 150.000 lire ma ne è costato solo 10.000 a chi ha prodotto quell'articolo. Non schieriamoci per perbenismo contro i manifestanti, neanche contro i più violenti, perché la loro è una violenza indotta da un sistema regolato dalla legge del più forte, del più potente, del più ricco; ed è impossibile avere un dialogo costruttivo con della gente che sa già di aver già ragione. Ecco perché scrivo quest'intervento, per sensibilizzarvi e spingervi ad informarvi prima di parlare e di ammonire noi contestatori; e magari ad unirci tutti nella battaglia contro i grandi del mondo.

I vostri interventiFausto
Io andrò a Genova, nonostante tutte le difficoltà, e nonostante il clima di paura e tensione creato ad hoc per abbassare il numero di partecipanti e screditare il movimento. Ci andrò perchè ritengo un diritto/dovere manifestare il mio/nostro dissenso da questo modo di gestire il mondo, le sue risorse e i suoi popoli. Quello che mi chiedo è: perchè questi Signori hanno tanta paura di noi se credono di agire nel giusto modo e a difesa dei diritti di tutti? Perchè non accettano un dialogo aperto e franco sulle nostre proposte? Inoltre vorrei aggiungere che non è corretto chiamarci "antiglobalizzatori" visto che non siamo contrari alla globalizzazione tout-court, ma ci opponiamo alla globalizzazione intesa come strumento economico e politico di sopraffazione dei più poveri e dell'ambiente. Se globalizzazione vuole dire pari diritti e dignità per tutti, rispetto delle individualità di ogni singolo popolo, rispetto per l'ambiente e scelte di sviluppo ecosostenibili allora viva la globalizzazione!

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   data: 18 luglio 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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