Si terrà giovedì l'incontro fra il ministro degli Interni Claudio Scajola, quello degli Esteri Renato Ruggiero e i rappresentanti del Genoa social forum, il cartello che racchiude oltre 700 associazioni decise a contestare la riunione del G8 di Genova. La decisione è stata presa a palazzo Chigi dopo una riunione alla quale ha partecipato anche Silvio Berlusconi che ha dato l'ok alla riunione con il movimento antagonista per provare a praticare il dialogo tanto invocato in particolare dal ministro Ruggiero. E' il caso di dire "Meglio tardi che mai", come ha fatto Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa social forum. E mentre il governo ha deciso finalmente di cercare, seppur in extremis, un accordo, lo scorso weekend a Bologna c'è stato il lancio in grande stile della "filiale" italiana di una delle più importanti associazioni del movimento europeo contro la globalizzazione. Ci racconta com'è andata un nostro inviato molto speciale.
Più di mille persone stipate come sardine in una sala da 600 posti per la prima assemblea nazionale di Attac a Bologna lo scorso weekend (23-24 giugno). In una calura soffocante ("vedo con piacere che state sperimentando su di voi l'effetto serra", commenta Stefano Benni), si sono susseguiti per due giorni interventi, seminari e dibattiti sulla cittadinanza, l'ambiente, la finanza, le economie sporche nell'epoca della globalizzazione. Un lancio in grande stile per l'associazione italiana che raggiunge le oltre 30 Attac sparse per il mondo e che nelle aspettative di Bernard Cassen, presidente di Attac Internazionale, sarà tra le più attive e propositive al mondo (quando la Francia ci guarda con speranza, vuole dire che un altro mondo è proprio possibile). Con la testa al prossimo G8 di Genova, dove si attende la presenza di molte Attac d'Europa, si sono confrontate tantissime anime della sinistra, della cultura alternativa e associativa italiana, sul progetto di un'associazione di "educazione popolare rivolta all'azione". Allietati dalla presenza di Benni ("quando Attac era solo una colla..." esordisce nel suo ispirato intervento), di Moni Ovadia ("attenti alla congiuntura euforica dei movimenti, il lavoro si fa quotidianamente..."), di Marco Paolini (che ha raccontato di quando tanti anni fa sulla cortina di ferro per una notte si è ballato il valzer), di Gianfranco Bettin (che per tutto il giorno è stato inseguito dai cronisti per sapere se veramente le tute bianche del Nord-Est avrebbero preso in ostaggio alcuni poliziotti per entrare nella zona rossa di Genova, straordinaria farsa tragicomica proposta dal Sisde; le repliche sono attese per i prossimi giorni), e ancora Vittorio Agnoletto portavoce del Genoa Social Forum ("... la Costituzione non l'avete ancora cambiata - dice rivolto al governo - quindi, noi vogliamo garanzie sul diritto di manifestare e sull'incolumità dei partecipanti"), i mille di Attac Italia tornano a casa con qualche speranza in più e tanto lavoro da fare per "riappropriarci del nostro mondo".
Con questo pezzullo comincia la collaborazione di Claudio Jampaglia di Attac Milano con Clarence. Lo abbiamo già messo duramente al lavoro, tanto duramente che presto troverete online uno specialone-radiografia dedicato alle mille facce del movimento italiano contro la globalizzazione.
FOTOIDENTIKIT DI UN MOVIMENTO
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Sembrava scomparso, risucchiato dalle macerie delle torri di New York. Ma ecco che torna alla ribalta. Il popolo no global si è dato appuntamento a Porto Alegre, in Brasile, per il secondo Forum Sociale Mondiale.
Il forum
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Pesto alla genovese
Perché non accada più: foto, video e reportage sulla mattanza del G8.